Obiettivi

La terapia in ospedale.
Il ricovero.

Nei pazienti anziani il ricovero in ambiente ospedaliero va attentamente valutato perchè può provocare importanti complicanze sia di tipo fisico (infezioni cosiddette “ospedaliere”, cioè provocate da germi selezionati dagli antibiotici che si usano in ospedale e, quindi molto resistenti, gravi ipotonie muscolari da protratta immobilità) che di tipo psicologico (in particolare sindromi depressive). Queste complicanze possono insorgere anche nei pazienti giovani, ma negli anziani si presentano con maggior frequenza e soprattutto con maggior gravità e con un più lento recupero dopo la dimissione. Il medico e la famiglia (che spesso erroneamente insiste per ricoverare il malato anziano) dovrebbero porsi una semplice domanda: “il paziente, se si ricovera, farà cose diverse e migliori rispetto a quelle che potrebbe fare in altri modi (Day-Hospital, ambulatorio, assistenza domiciliare)?”.
La risposta è affermativa, e quindi il ricovero è indicato, soltanto, nelle seguenti 3 situazioni:

1) Somministrazione di chemioterapie intensive che richiedano un controllo stretto ed immediato delle possibili gravi complicanze (in genere emorragiche od infettive): l’esempio più tipico è la chemioterapia iniziale di induzione in un paziente con leucemia acuta.
2) Patologie intercorrenti legate alla malattia del sangue (ad esempio una grave infezione) o casualmente associate (ad esempio una patologia cardiaca) in cui un periodo di ricovero, generalmente di breve durata ed in un reparto specializzato, può consentire la risoluzione del problema con maggior sicurezza e prontezza. Ad esempio, un paziente anziano che presenti un infarto del miocardio va ricoverato in unità coronarica indipendentemente dalla sua malattia ematologica.
3) Interventi chirurgici programmabili che migliorino la qualità di vita senza gravi complicanze. L’esempio più comune negli anziani è l’intervento per cataratta, che è quasi del tutto esente da rischi e porta ad un miglioramento immediato ed importante della vista (e della vita di tutti i giorni): va quindi consigliato anche a pazienti anziani piastrinopenici (con adeguata profilassi) e/o pazienti con breve aspettativa di vita.
 
Il Day Hospital.
L'Ambulatorio.
 

 
 
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