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Obiettivi

La terapia in ospedale.
segue >> L'Ambulatorio.

4 Il medico ambulatoriale, oltre a preoccuparsi dell’aspetto clinico e terapeutico, deve sapere incoraggiare il paziente anziano perché faccia una vita più normale possibile. In alcuni casi questo aspetto psicologico può diventare più importante di considerazioni puramente cliniche: ad esempio, in pazienti cronicamente neutropenici vanno consigliate alcune precauzioni, ma è controproducente consigliar loro uno stile di vita solitario e privo di contatti con altre persone per prevenire possibili infezioni.

5 La famiglia è parte essenziale di una buona gestione ambulatoriale nel paziente anziano. Infatti va coinvolta nel controllo dell’assunzione della terapia a casa da parte del paziente, nel controllo di un’adeguata alimentazione e di un sufficiente apporto idrico (gli anziani si disidratano con molta più facilità dei giovani, soprattutto nei mesi caldi), nel mantenimento della normale attività fisica (l’anziano va incoraggiato ad uscire e a mantenere nei limiti del possibile le attività preesistenti alla malattia) e nel sostegno psicologico.

6 Il medico di famiglia, che spesso conosce e segue da anni il paziente anziano, va sempre contattato e coinvolto dall’ematologo nella diagnosi e gestione ambulatoriale. In particolare, la collaborazione del medico di famiglia è indispensabile per la gestione di tutte le malattie associate del paziente e per un eventuale primo intervento a domicilio in caso di complicanze.

 
Il ricovero.
Il Day Hospital.
 

 
 
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