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Il Contributo dell’AIL nei progressi della cura nelle malattie del sangue tra presente e futuro
Il Convegno promosso da AIL ed EUR SpA, dal titolo “il Contributo dell’AIL nei progressi della cura nelle malattie del sangue tra presente e futuro” che si è svolto il 5 dicembre 2007, è stato degno prologo della manifestazione Stelle di Natale 2007.
Gli splendidi saloni dello Spazio Novecento del Palazzo Arte Antica all’EUR, a Roma, riflettevano ovunque il rosso delle stelle di Natale che a decine addobbavano la sala.
L'incontro, è stato presentato da Mauro Miccio, Ad di Eur SpA. "L'occasione di oggi rappresenta per Eur SpA la possibilità di sostenere l'eccellenza dell'attività di ricerca. Alla base del volontariato c'è il principio di responsabilità: un impegno che si rinnova ogni giorno. Lo stesso impegno che anima l'AIL e che oggi è particolarmente sentito anche all'interno delle aziende le cui attività sono legate al livello di sostenibilità socio-ambientale del territorio in cui operano. Per questo motivo Eur SpA ha inteso diffondere, con l'organizzazione di questa giornata, quel principio di responsabilità civile che ritiene di avere in comune con l'AIL e che contribuisce a
fondare il sentimento di appartenenza ad una comunità".
Il Prof. Franco Mandelli, Presidente AIL, ha ricordato il grande impegno dei volontari che a migliaia si preparano a scendere in piazza per offrire le stelle, la loro presenza è ed è stata fondamentale per l’AIL. Ma essere volontario AIL significa essere anche altro: divenire donatore di sangue (donare quindi una parte di sé), una categoria davvero importantissima, seppure il loro numero non è ancora sufficiente; divenire operatore presso le strutture ospedaliere, divenire insegnante nelle scuole ospedaliere a contatto con bambini ed adulti (un lavoro la cui scelta è sicuramente connotazione di volontariato).
Assistenza domiciliare come 'arma' significativa per il miglioramento della cura delle malattie del sangue: a sostenerlo il Prof. Paolo De Fabritis (Direttore U.O.C. Divisione di Ematologia, Ospedale S. Eugenio – Roma) che nel suo intervento, riguardante l’esperienza dell’Ospedale ematologico domiciliare Romail “Giuseppe Papa”, ha sottolineato come le patologie ematologiche comportino riflessi
psicosociali. potenzialmente devastanti ed un carico sintomatologico che necessita di palliazione specifica, in gran parte attuabile a domicilio.
Le neoplasie ematologiche spesso presentano variabilità dei quadri morbosi, complessità ed intensità delle prestazioni ed interventi non programmabili che rendono i servizi territoriali non rispondenti alla tipologia del paziente emopatico. I presupposti del progetto dell’Ospedale ematologico sono stati quelli di spostare sul territorio le logiche e le esperienze degli stessi operatori medici ed infermieristici dei reparti di Ematologia, di rendere accessibile il Servizio ai pazienti della città di Roma a prescindere dalla Istituzione curante, di valorizzare l’ attività libero-professionale come risorsa per le cure domiciliari.
Oggi che l’Ospedale ematologico è divenuto una splendida realtà, si pensa già al futuro quando si incrementerà il numero dei pazienti provenienti
dalle altre Istituzioni Romane, il numero degli operatori sanitari e si estenderà il servizio a zone esterne al GRA (Litorale, Castelli), mantenendo però controlli accurati sulla
appropriatezza delle prestazioni e attivando Corsi di Formazione specifici per arrivare alla Certificazione di Qualità.
Le conclusioni sono state che l’Ospedale Domiciliare Ematologico è sfida del III Millennio che con l’AIL si potrà vincere!
Il Prof. William Arcese (Resp. Oncoematologia e Trapianti, Policlinico Tor Vergata – Roma) ha ripercorso la storia del GITMO (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo) e di come AIL sia stata fondamentale nel supportarlo fin dal 1998. L’attività del GITMO riguarda sia il trapianto autologo ( di cui sono stati registrati 33.287 casi) che quello allogenico (di cui sono stati registrati 15.924 casi). I Centri GITMO sono oggi ben 101, di cui accreditati 82 e aggregati 19. E tutto questo è stato possibile grazie al sostegno di AIL.
Altro grande contributo AIL è stato quello verso l’ADISCO, la cui Presidente Carolina Sciomer, ha ricordato come nel 1995 dietro la spinta dei Proff. Franco Mandelli e Girolamo Sirchia e sotto il patrocinio dell’AIL viene costituita ADISCO per promuovere in Italia la cultura della donazione del sangue del cordone ombelicale. Oggi la realtà ADISCO è di una Sede nazionale (presso l’Az. Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata, Roma),
10 Sezioni regionali, 9 Sezioni territoriali, 190 Centri di raccolta già collegati con le banche di sangue cordone ombelicale. Gli obiettivi futuri riguardano il fare informazione nel rispetto dei principi costituzionali (verifica e affidabilità scientifica della informazione stessa) e la diffusione della cultura della donazione su tutto il territorio nazionale garantendo la tutela
del paziente ed il diritto del cittadino ad una sanità pubblica efficiente e non discriminante (legge 833/78). Occorre sempre ricordare che “tutto ciò che non viene donato è perduto”.
Il pubblico è apparso particolarmente sensibile all’intervento ed ha posto domande sulla difficoltà che ancora oggi molte donne incontrano nel conciliare il proprio parto e la volontà di donare il cordone.
La Prof. ssa Gabriella Girelli, Direttore del Centro Trasfusionale Policlinico Umberto I, ha ricordato il grande impegno dell’AIL nel sostenere tale struttura fin dal lontano 1983 con l’acquisto del primo separatore cellulare. Ha illustrato come nel tempo il ruolo del centro trasfusionale sia mutato, non più solo raccolta e distribuzione del sangue, ma attività legate alla donazione multicomponente (dal 1996) e alla raccolta di cellule staminali per auto e allo trapianto (dal 1997). Nel 1988 viene allestito il Laboratorio di Tipizzazione Tissutale (HLA), sotto l’egida della Romail, oggi esso è in contatto con centri romani, regionali e nazionali. Nel 1990 nasce l’Italian Bone Marrow Donor Registry (IBMDR). Nel 1991 il Laboratorio costituisce la Banca di Donatori di Midollo Osseo RM06 entrando a far parte del Registro Nazionale, debitamente certificata oggi con Certificazione ISO 9001: 2000.
Il Network della banca ha permesso di avere 25 unità trapiantate di cui solo 6 sul territorio italiano. Il mutato ruolo del centro trasfusionale richiede oggi un totale coinvolgimento del Servizio Trasfusionale in ambito trapiantologico. Va ricordato che i pazienti che ricevono un trapianto rappresentano una sfida per il Servizio Trasfusionale per: disponibilità di emocomponenti, problematiche immunologiche e problematiche infettivologiche. Tutto questo è stato reso possibile grazie ad AIL!
Attualmente l’impegno di AIL è molto forte per il GIMEMA poiché si sta preparando un’altra sfida: dare spazio alla ricerca no-profit, cioè quella ricerca che prova a identificare i migliori percorsi terapeutici – o diagnostici – tra quelli esistenti o a metterne a punto di nuovi. Il tema è stato affrontato dal Dottor Marco Vignetti, Responsabile Centro Dati GIMEMA. La ricerca “no profit” è un tipo di ricerca medica con origini ed evoluzione diverse rispetto alla ricerca “industriale” e richiede per l’ottimizzazione di una strategia terapeutica la presenza di un gruppo cooperatore. Ecco il ruolo del GIMEMA, nato nel 1982 “con lo scopo di migliorare le conoscenze nell'ambito della diagnosi e della terapia delle malattie ematologiche maligne dell'adulto.”
Oggi il gruppo può contare su una rete di 134 Centri e più di 800 nuovi pazienti registrati per anno. “Anche nel mondo della ricerca “spontanea”, non e’ piu’ lecito “provare” nuove strade, se non nell’ambito di protocolli elaborati e condotti nel rispetto di tutte quelle procedure e normative che sono state realizzate con l’obbiettivo primario di proteggere il paziente. Se vogliamo che cio’ si realizzi, e’ cruciale consolidare il ruolo della sperimentazione clinica “no profit”.
Il rischio altrimenti e’ di perdere la capacita’ di progettare e condurre una sperimentazione, lasciando cosi’ tutta la ricerca all’iniziativa dell’industria. Invece, il futuro della ricerca punta sulla sempre piu’ stretta collaborazione e integrazione tra industria e gruppi cooperatori – un gruppo di ricerca efficiente e moderno e’ oggi la migliore garanzia per i pazienti”.
Nella sessione pomeridiana sono intervenuti il Dott. Fabrizio Aversa, esperto di telemedicina, che ha illustrato come la telemedicina renda disponibili alle persone che hanno necessità legate alla salute, le competenze professionali per l’analisi a distanza dei dati clinici attraverso servizi di emergenza in mobilità (118, Mezzi mobili attrezzati in zone remote, telemedicina
mobile marittima e aeronautica ecc), servizi di comunicazioni e condivisione informazioni, servizi di assistenza a domicilio.
Il Dott. Fabio Efficace, responsabile QoL GIMEMA, ha illustrato come la valutazione del risultato dell’intervento terapeutico in oncologia non tenga più conto soltanto dei dati clinici tradizionali, ma valuti anche le aspettative dei pazienti in termini di qualità di vita, sintomi e soddisfazione delle cure.
Oggi c’è una grossa attenzione della comunità scientifica sulla qualità di vita dei pazienti che va ovviamente riferita all’ambiente culturale di provenienza del paziente e alle sue condizioni di salute, è quindi un concetto soggettivo, multidimensionale e dinamico.
Il GIMEMA, finanziato da AIL, si sta interessando oggi a questi studi ed ha già iniziato a pubblicare le sue conclusioni. L’argomento ha ovviamente richiamato l’attenzione dei pazienti presenti che hanno richiesto chiarimenti e informazioni.
Il Dott. Antonio Galluccio, di AIFA (Agenzia Italiana Farmaci) ha concluso il convegno ed ha illustrato l’iter di sviluppo dei nuovi farmaci, lungo e costoso. Molte malattie non hanno ancora un trattamento e per molte altre bisogna ottimizzare i trattamenti disponibili. E’ fondamentale quindi il ruolo della sperimentazione clinica poiché essa contribuisce a sviluppare nuovi farmaci e ad aumentare le conoscenze sui farmaci esistenti al fine di migliorarne l’uso. Negli ospedali e centri di ricerca di eccellenza la pratica della sperimentazione clinica è molto diffusa.
Essa deve essere vista come un elemento di miglioramento della pratica clinica e parte integrante dell’assistenza sanitaria. Dai dati presenti nell’Osservatorio si stima che il 20 % di tutte le sperimentazioni in oncologia siano riferibili a malattie del sangue (leucemie, linfomi, mielomi).
L’Osservatorio Nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei Medicinali (OsSC) è aperto alla consultazione pubblica dal 1 dicembre 2005 ed è raggiungibile all’indirizzo https://oss-sper-clin.agenziafarmaco.it/
Il prossimo passo di AIFA sarà la collaborazione con le associazioni dei pazienti con l’obiettivo di definire progetti concreti per una corretta informazione sulle sperimentazioni cliniche dei medicinali che si svolgono in Italia.
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