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Primo annuncio AIL Pazienti Linfomi 2008
20 giugno 2008 a Reggio Calabria
 
Il successo riscontrato dai Seminari interattivi dedicati ai pazienti affetti da mieloma, ha indotto l’AIL ad estendere tale iniziativa anche ai
pazienti affetti da linfoma.
Il primo Seminario si è tenuto a Napoli, presso l’Aula Magna del Policlinico Universitario Federico II: una nuova occasione per i malati di avere risposta concreta all’esigenza di un confronto diretto con i migliori specialisti del settore, un’opportunità di entrare in contatto tra di loro, con familiari ed amici, medici, ricercatori, volontari e quanti intendono collaborare alla loro assistenza al fine di migliorare la qualità della loro vita, facilitando la comunicazione interpersonale e lo scambio di informazioni ed esperienze.
 
Il Seminario si è svolto in collaborazione con la Lymphoma Coalition di cui AIL è membro a pieno titolo e con la quale ha promosso, già dallo scorso anno, la Carta Internazionale dei diritti dei pazienti affetti da linfoma.
 
L’incontro si è svolto con grande successo: circa trecento persone fra pazienti, familiari e medici hanno affollato l’aula.
Gli indirizzi di saluto sono stati rivolti ai partecipanti dal Prof. Bruno Rotoli, organizzatore dell’evento e dal Prof. Franco Mandelli, presidente AIL.
L’Avv. Ermanno Rotoli ha dato il benvenuto a nome della ricostituita Sezione AIL Napoli.

Il Prof. Rotoli ha introdotto i temi del Seminario augurando ai pazienti di poter trarre dall’incontro la maggiore quantità di informazioni utili e immediatamente spendibili per affrontare il percorso della malattia con serenità, nella convinzione dei grandi avanzamenti terapeutici registrati di recente.
Per facilitare l’ascolto i temi dei vari relatori sono stati preceduti da un televoto. I pazienti, tramite un telecomando, hanno potuto fornire risposte a domande che riguardavano il loro grado di conoscenza della malattia. I dati in tempo reale sono stati rielaborati dal computer e rappresentati in forma grafica.
Il 78% dei presenti ha dichiarato che lui o un suo familiare sono stati affetti da linfoma di Hodgkin. Circa la conoscenza dello stadio della malattia il 28% ha dichiarato di non saperlo al momento della diagnosi. Particolarmente utile quindi l’intervento del Prof. Pier Luigi Zinzani, dell’Istituto di Ematologia e Oncologia Medica “L. & A. Seràgnoli”, Università di Bologna dal titolo “I linfomi: classificazione e clinica”
I risultati di un nuovo televoto hanno evidenziato che il 61% dei pazienti è stato sottoposto a chemioterapia i cui disturbi sono stati accettabili nel 47% dei casi. L’effetto collaterale più fastidioso è risultato essere il malessere generale nel 40% dei casi.
Il Dr. Marco Picardi, della Cattedra di Ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Napoli ha affrontato le problematiche della terapia convenzionale del linfoma di Hodgkin. Fra gli argomenti affrontati la stadiazione del linfoma, quale momento cruciale per definire la corretta strategia terapeutica e la determinazione del ruolo della radioterapia di consolidamento negli stadi avanzati.

La Dott.ssa Amalia De Renzo, della Cattedra di Ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Napoli ha invece affrontato i linfomi non Hodgkin, un intervento intenso le cui conclusioni sono state che molti linfomi possono guarire poiché ci sono tanti trattamenti disponibili, molte nuove terapie sono in arrivo, è importante aiutare la ricerca e conoscere la propria malattia.

L’intervento del Prof. Umberto Vitolo del Dipartimento di Oncologia - Ematologia 2 SSCVD di Chemioimmunoterapia dei Linfomi -ASO San Giovanni Battista di Torino è stato preceduto da un televoto riguardante l’utilizzo di anticorpi monoclonali in chemioterapia (presenti nel 51% dei casi). Nella sua relazione ha ampiamente illustrato le diverse tipologie di anticorpi dimostrando come oggi la combinazione di differenti armi sta permettendo di migliorare la prognosi dei linfomi follicolari e a grandi cellule.

La possibilità di un trapianto di midollo è stata prospettata ai pazienti presenti nel 50% dei casi, ma il decorso della malattia non l’ha reso necessario nel 79% dei pazienti. La metodica del trapianto di cellule staminali emopoietiche nei linfomi è stata affrontata dal Dr. Felicetto Ferrara della Divisione di Ematologia e TMO, Ospedale Cardarelli, Napoli che ha dato risposta a domande quali l’incidenza degli autotrapianti, delle motivazioni che li determinano e della possibilità che il trapianto autologo possa portare alla guarigione dei pazienti con linfoma di Hodgkin o non Hodgkin.

Ad ogni intervento è seguita la discussione con il pubblico. Un pubblico attento e partecipe che ha posto domande nette, precise e che ha saputo rapidamente instaurare con i medici un rapporto franco e diretto. Particolarmente intensi gli interventi di alcuni pazienti arrivati anche da altre città italiane. Toccanti le testimonianze di due pazienti guariti.
Le conclusioni dell’incontro sono state tratte dal prof. Bruno Rotoli che ha ripercorso brevemente i temi trattati, ringraziato i presenti e rinnovato al prossimo anno l’appuntamento con il seminario. Un caloroso applauso ha salutato la fine dei lavori.

L’arrivederci è al prossimo anno quando un’altra città ospiterà il II Seminario poiché l’AIL ritiene ormai imprescindibile nella sua attività a fianco del malato dare informazione chiara, concreta e diretta.


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