La
Ricerca va avanti, ma c’è bisogno dell’aiuto
di tutti
Franco
Mandelli - Presidente AIL
Professor Mandelli, in occasione della Giornata Nazionale
contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma l’Ail vuole ribadire
che oggi queste malattie sono sempre più guaribili anche
se molto resta ancora da fare. Qual è il particolare messaggio
che vi proponete di lanciare quest’anno?
Tutte le nostre campagne hanno un obiettivo fondamentale: informare
i cittadini che abbiamo bisogno del loro sostegno per migliorare
la diagnosi e la terapia di leucemie, linfomi e mieloma.
Il contributo di tutti è indispensabile perché,
nonostante gli indiscutibili successi degli ultimi anni, c’è
ancora molto da fare: i progressi ci sono ma sono graduali, per
lo più riguardano una sola malattia o un gruppo di malattie,
mentre per altre non si registra alcun miglioramento.
E l’unica strada che conosciamo per migliorare la diagnosi
e la terapia è quello di un grande impegno nell’ambito
della Ricerca scientifica, che ovviamente AIL non può sostenere
da sola. Per questo chiediamo ai cittadini di aiutarci, offrendo
loro la certezza che l’AIL seleziona ed indica gli aspetti
e gli obiettivi delle ricerche che meritano di essere volta per
volta sostenute, anche attraverso progetti realizzati dalle singole
79 sezioni provinciali dell’Associazione.
In che misura i progressi della ricerca, stanno contribuendo a
migliorare la qualità della vita dei pazienti?
La qualità della vita è un aspetto di grande
valore nel campo dei tumori del sangue, mentre viene approfondito
da molti anni per i tumori solidi, anche perché lì
i risultati per molto tempo non erano straordinari.
In ematologia per lungo tempo si è puntato solo sul risultato
della terapia senza considerare la qualità della vita dei
pazienti che invece è un aspetto di primaria importanza.
A cosa serve prolungare la sopravvivenza di un paziente se non
si è in grado di assicuragli una qualità di vita
abbastanza buona. Purtroppo non è sempre possibile guarire.
Ma è indispensabile vivere bene.
La qualità della vita comprende tanti aspetti. Uno dei
principali è poter passare in ospedale il minor tempo possibile.
Tra gli scopi di AIL vi è quello di promuovere l’assistenza
domiciliare e fare in modo che i pazienti possano essere curati
in casa.
Ed è proprio alla qualità della vita che è
dedicato un importante studio nazionale che verrà concluso
prossimamente, promosso da AIL insieme al GIMEMA e con il supporto
di Novartis. Questo studio è stato condotto su pazienti
affetti da Leucemia Mieloide Cronica, persone in cui dal punto
di vista strettamente terapeutico si hanno ottimi risultati, ed
è basato sulla valutazione da parte del paziente stesso
della sua qualità di vita.
Una delle novità di quest’anno è che il Glivec,
già pietra miliare nella terapia della Leucemia mieloide
cronica, sta dando risultati notevoli anche per un altro tipo
di leucemia: di che cosa si tratta?
Effettivamente, quest’anno abbiamo una grande novità
che riguarda la leucemia linfoblastica acuta: una forma di leucemia
per la quale negli ultimi 20 anni non si è ottenuto alcun
sostanziale miglioramento. Circa il 20-30% di casi di questo tipo
di leucemia viene definita Ph positiva in quanto presenta la stessa
caratteristica alterazione dei cromosomi che contraddistingue
la leucemia mieloide cronica. Se per la leucemia linfoblastica
acuta erano poche le speranze di cura, ancor meno ce n’erano
per la forma Ph positiva.
Oggi, se ci arriva un paziente con questo tipo di leucemia, ci
auguriamo che si tratti proprio della forma Ph positiva: questo
perché in alcuni studi, dei quali uno dei più importanti
è italiano ed è condotto dal Professor Marco Vignetti
(GIMEMA), abbiamo visto che i pazienti hanno una risposta eccezionale
alla terapia con imatinib, il farmaco utilizzato con grandissimo
successo nella leucemia mieloide cronica.
Non parliamo di guarigione ma di un esito comunque importantissimo:
la possibilità di tornare a una vita normale, a volte anche
per un periodo molto lungo. Oggi, di fronte a questo risultato
inimmaginabile, siamo quasi contenti di poter diagnosticare questa
varietà di leucemia acuta rispetto ad altre.