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21 Giugno 2009

La Ricerca va avanti, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti
Franco Mandelli - Presidente AIL

Professor Mandelli, in occasione della Giornata Nazionale contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma l’Ail vuole ribadire che oggi queste malattie sono sempre più guaribili anche se molto resta ancora da fare. Qual è il particolare messaggio che vi proponete di lanciare quest’anno?
Tutte le nostre campagne hanno un obiettivo fondamentale: informare i cittadini che abbiamo bisogno del loro sostegno per migliorare la diagnosi e la terapia di leucemie, linfomi e mieloma.
Il contributo di tutti è indispensabile perché, nonostante gli indiscutibili successi degli ultimi anni, c’è ancora molto da fare: i progressi ci sono ma sono graduali, per lo più riguardano una sola malattia o un gruppo di malattie, mentre per altre non si registra alcun miglioramento.
E l’unica strada che conosciamo per migliorare la diagnosi e la terapia è quello di un grande impegno nell’ambito della Ricerca scientifica, che ovviamente AIL non può sostenere da sola. Per questo chiediamo ai cittadini di aiutarci, offrendo loro la certezza che l’AIL seleziona ed indica gli aspetti e gli obiettivi delle ricerche che meritano di essere volta per volta sostenute, anche attraverso progetti realizzati dalle singole 79 sezioni provinciali dell’Associazione.

In che misura i progressi della ricerca, stanno contribuendo a migliorare la qualità della vita dei pazienti?
La qualità della vita è un aspetto di grande valore nel campo dei tumori del sangue, mentre viene approfondito da molti anni per i tumori solidi, anche perché lì i risultati per molto tempo non erano straordinari.
In ematologia per lungo tempo si è puntato solo sul risultato della terapia senza considerare la qualità della vita dei pazienti che invece è un aspetto di primaria importanza. A cosa serve prolungare la sopravvivenza di un paziente se non si è in grado di assicuragli una qualità di vita abbastanza buona. Purtroppo non è sempre possibile guarire. Ma è indispensabile vivere bene.
La qualità della vita comprende tanti aspetti. Uno dei principali è poter passare in ospedale il minor tempo possibile. Tra gli scopi di AIL vi è quello di promuovere l’assistenza domiciliare e fare in modo che i pazienti possano essere curati in casa.
Ed è proprio alla qualità della vita che è dedicato un importante studio nazionale che verrà concluso prossimamente, promosso da AIL insieme al GIMEMA e con il supporto di Novartis. Questo studio è stato condotto su pazienti affetti da Leucemia Mieloide Cronica, persone in cui dal punto di vista strettamente terapeutico si hanno ottimi risultati, ed è basato sulla valutazione da parte del paziente stesso della sua qualità di vita.

Una delle novità di quest’anno è che il Glivec, già pietra miliare nella terapia della Leucemia mieloide cronica, sta dando risultati notevoli anche per un altro tipo di leucemia: di che cosa si tratta?

Effettivamente, quest’anno abbiamo una grande novità che riguarda la leucemia linfoblastica acuta: una forma di leucemia per la quale negli ultimi 20 anni non si è ottenuto alcun sostanziale miglioramento. Circa il 20-30% di casi di questo tipo di leucemia viene definita Ph positiva in quanto presenta la stessa caratteristica alterazione dei cromosomi che contraddistingue la leucemia mieloide cronica. Se per la leucemia linfoblastica acuta erano poche le speranze di cura, ancor meno ce n’erano per la forma Ph positiva.
Oggi, se ci arriva un paziente con questo tipo di leucemia, ci auguriamo che si tratti proprio della forma Ph positiva: questo perché in alcuni studi, dei quali uno dei più importanti è italiano ed è condotto dal Professor Marco Vignetti (GIMEMA), abbiamo visto che i pazienti hanno una risposta eccezionale alla terapia con imatinib, il farmaco utilizzato con grandissimo successo nella leucemia mieloide cronica.
Non parliamo di guarigione ma di un esito comunque importantissimo: la possibilità di tornare a una vita normale, a volte anche per un periodo molto lungo. Oggi, di fronte a questo risultato inimmaginabile, siamo quasi contenti di poter diagnosticare questa varietà di leucemia acuta rispetto ad altre.

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