Una
giornata dedicata alla qualità della vita!
Mercoledì 17 giugno 2009
Ore 11.30 – Biblioteca del senato “Giovanni Spadolini”
– Sala degli Atti Parlamentari – Piazza della Minerva
38 - Roma
Conferenza Stampa Giornata Nazionale per la lotta contro le leucemie,
linfomi e mieloma
Sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Nella splendida cornice della Biblioteca del Senato è stata
presentata la IV edizione della “Giornata Nazionale per
la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma” quest’anno
dedicata al tema: Malattie del sangue: una nuova frontiera
per Ricerca e Qualità della Vita.
Un impegno sempre più forte per la qualità della vita
dei pazienti affetti da malattie ematologiche, mentre si sviluppa
e consolida la rivoluzione delle terapie mirate: i dati di uno studio
interamente italiano dimostrano che “il farmaco intelligente”,
imatinib, utilizzato da anni contro la leucemia mieloide cronica,
offre risultati straordinari nel trattamento di un’altra grave
forma di leucemia, la leucemia linfloblastica acuta Ph positivo.
Sono questi
i principali temi della IV edizione della “Giornata Nazionale per
la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma”, promossa dall’AIL,
posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e che
si celebra in tutta Italia il 21 giugno.
“Il
contributo di tutti è più che mai indispensabile perché,
nonostante gli indiscutibili successi degli ultimi anni, c’è
ancora molto da fare e da ricercare: i progressi ci sono ma sono graduali,
per lo più riguardano una sola malattia o un gruppo di malattie,
mentre per altre non si registra purtroppo alcun miglioramento”
– afferma il Professor Franco Mandelli,
ematologo e Presidente dell’AIL. “Un’importante
novità quest’anno arriva sul fronte della leucemia linfoblastica
acuta Ph positivo: una forma di leucemia per la quale negli ultimi
20 anni non si era ottenuto alcun sostanziale miglioramento“.
La leucemia
linfoblastica acuta è una patologia molto grave soprattutto nella
forma detta Ph positivo, che presenta la stessa caratteristica alterazione
dei cromosomi che contraddistingue la leucemia Mieloide Cronica e non risponde
alle terapie convenzionali, se non per brevissimo tempo. Ed è ancora
più grave in particolare nelle persone anziane che non possono essere
trattate con terapie aggressive.
Uno studio italiano condotto dal GIMEMA (Gruppo Italiano
Malattie EMatologiche dell’Adulto) in collaborazione con Novartis
ha verificato che anche nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta Ph
positivo poteva essere utile il trattamento già dimostratosi efficace
nella leucemia mieloide cronica.
“Nel
caso dei pazienti anziani trattati senza chemioterapia, solo con imatinib,
è stata ottenuta la remissione completa, anche se per un periodo
transitorio. Questo ha permesso di prolungare la sopravvivenza di
questi pazienti e di seguire una terapia senza necessità di
ricovero ospedaliero” – afferma il Dottor Marco Vignetti, Coordinatore Centro
Dati GIMEMA. “Nei pazienti più giovani, invece, si
è visto che l’associazione con la chemioterapia consente
di migliorare la qualità della remissione.
Oggi, dunque, anche pazienti giovani possono essere trattati senza
chemioterapia fin dall’inizio della malattia, senza subire quindi
gli effetti collaterali della chemioterapia che addirittura, in alcuni
casi possono essere fatali”.
Si conferma
quindi l’efficacia delle terapie mirate che hanno rivoluzionato il
trattamento delle leucemie colpendo in modo selettivo il difetto molecolare.
E i risultati a 7 anni dello Studio Iris ribadiscono le altissime percentuali
di risposta alla terapia con Glivec nella leucemia mieloide cronica (LMC).
“A distanza di oltre 7 anni” – afferma la Professoressa
Giuliana Alimena, Professore Ordinario di Ematologia, Coordinatore
Sezione di Ematologia Dipartimento Biotecnologie Cellulari “La
Sapienza” Università di Roma – “si riscontra
che l’86% dei pazienti è sopravvivente e si arriva ad
una sopravvivenza del 94% considerando le sole morti correlate alla
malattia: questo significa che solo il 6-7% ha avuto una trasformazione
della malattia dalla fase cronica alla fase acuta, trasformazione
prima pressoché ineluttabile”.
Per la piccola percentuale di pazienti che mostrano resistenza a imatinib,
è disponibile nilotinib, terapia di nuova generazione, adesso
indicata anche come terapia di prima linea.
Un importante
aspetto delle terapie mirate è anche quello di dare un determinante
contributo a migliorare la qualità della vita.
“Per
la leucemia mieloide cronica si può dire che con l’avvento
di imatinib nel 2001, la qualità della vita è migliorata
moltissimo: precedentemente, infatti, il trattamento con l’interferone
provocava effetti deleteri. L’imatinib è stata una rivoluzione,
sia sul piano clinico, perché ha dato una sopravvivenza più
alta, che sul piano della qualità della vita” – afferma il Dottor Fabio Efficace, Responsabile
QoL GIMEMA.
Nel prossimo ottobre si conosceranno i risultati del primo studio
al mondo sulla qualità della vita dei pazienti affetti da leucemia
mieloide cronica trattati con Glivec. È uno studio avviato
alcuni mesi fa a cui partecipano 27 centri italiani con l’obiettivo
di valutare l’effetto sulla qualità della vita di un
farmaco che è assunto
quotidianamente
e che dovrà essere assunto per tutto il corso della vita.
“La
qualità della vita è un aspetto di primaria importanza” – afferma il Professor Mandelli – “perché non basta aumentare la sopravvivenza dei pazienti,
occorre assicurargli anche una vita abbastanza buona. Purtroppo non
è sempre possibile guarire ma è indispensabile vivere
bene. Su questo l’AIL continuerà ad impegnarsi, in primo
luogo sostenendo l’assistenza domiciliare, perché uno
dei principali aspetti della qualità della vita è poter
passare in ospedale il minor tempo possibile”.
Significativa e toccante la testimonianza di una paziente che ha confermato
come l’assunzione dei nuovi farmaci ha radicalmente cambiato la sua
vita restituendola alla normalità del quotidiano pur in presenza
di malattia.