Quei meravigliosi anni ‘60: entusiasmo e voglia di fare
Parla il professor Chieco Bianchi, uno dei soci fondatori dell’Associazione.
Luigi Chieco-Bianchi professore emerito di Oncologia Università di Padova
a nascita dell'AIL non è certo legata ad un evento occasionale. Già dai primi anni '60
del secolo scorso piccoli gruppi di ricercatori afferenti a Istituti universitari sia del centro-
nord che del sud-Italia conducevano ricerche su modelli animali di leucemogenesi giungendo a dimostrare tra l'altro che l'età perinatale influenza fortemente l'azione leucemogena
di cancerogeni chimici e che oncoRNA virus (oggi comunemente definiti retrovirus) erano in grado di causare nel topo forme di leucemie del tutto simili a quelle osservate nell'uomo. Nell'ambito di Cliniche universitarie – per lo più di Medicina Interna poichè l’Ematologia come disciplina a sé stante era al tempo scarsamente sviluppata - erano poi attivi
ricercatori che effettuavano i primi tentativi di colture in vitro di cellule emopoietiche normali e leucemiche e ne studiavano la differenziazione ed il ciclo replicativo.
Erano anni di grande entusiasmo nei quali in incontri informali e gruppi di lavoro si discuteva, talora anche vivacemente, sui risultati ottenuti per poi confrontarsi in convegni più allargati e "accademici" con colleghi stranieri. Un ricordo fra tutti: nel giugno 1963 i professori Luigi Califano, patologo generale, e Flaiano Magrassi patologo medico dell'Università di Napoli, organizzarono presso l'Accademia Nazionale dei Lincei a Roma un congresso internazionale su "I virus nelle leucemie dei mammiferi". Fu un'occasione
straordinaria per la partecipazione dei maggiori esperti statunitensi ed europei con cui dibattere e verificare la validità dei nostri risultati. Queste ricerche, oltre che dagli addetti ai
lavori, venivano seguite con interesse e attenzione da "laici" illuminati: Fabrizio Alliata di Montereale e sua moglie Yana Cini con il prof. Fabio Franco, primario medico veneziano,
avevano istituito una Fondazione per lo studio della poliomielite. Questa Fondazione si avvaleva della consulenza scientifica di Albert Sabin, illustre virologo e ideatore del vaccino
antipolio. Fu proprio il prof Sabin, a quel tempo attivamente impegnato nella ricerca su virus oncogeni, a suggerire a Fabrizio e Yana Alliata la costituzione di una associazione che potesse stimolare e coordinare in Italia gli studi sulle leucemie mettendo insieme ricercatori biologi molecolari, virologi, immunologi e clinici particolarmente coinvolti nella diagnosi e cura delle neoplasie del sangue. Così nell'aprile del 1969 venne costituita l'Associazione Italiana contro le Leucemie i cui soci fondatori furono Fabrizio Alliata, Yana Cini, Susanna Agnelli, Eva Olivetti, i proff Albert Sabin, Luigi Califano, Flaviano Magrassi, Cesare Frugoni, Felice Gavosto, Fabio Franco, Luciano Fiore- Donati, Augusto Giovanardi, Alberto Marmont, Alessandro Pileri, Elio Polli, Luigi Chieco-Bianchi, ed eminenti personalità quali il giurista Aldo Sandulli, Gabriele Pescatore, presidente della Cassa per il Mezzogiorno, Vincenzo Caglioti, presidente del CNR. Poco tempo dopo il consiglio direttivo dell'AIL fu ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone.
Il primo riconoscimento scientifico fu la partecipazione all'organizzazione del simposio internazionale sulle Leucemie, svoltosi a Padova e Venezia nell'ottobre del 1971.
Il resto è storia odierna: l'AIL continua a svolgere efficacemente la sua opera "al fine esclusivo dello sviluppo e della diffusione della ricerca scientifica nel campo delle leucemie..