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Destinazione domani
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Le case AIL,
le nostre residenze
uando mi sono reso conto della necessità di poter ospitare i pazienti che abitavano lontano dal Centro di ematologia che li aveva in cura?
Ben 35 anni fa quando a Roma abbiamo realizzato il nostro day hospital, ci eravamo subito resi conto che i pazienti provenienti da fuori Roma, e che dovevano per una adeguata cura restare a dormire, erano costretti con i familiari ad arrangiarsi come potevano passando
la notte dormendo addirittura in macchina. Era inaccettabile, tanto che affittammo a nostre spese due stanze nella stessa palazzina del day hospital.

Fu ovviamente una sistemazione del tutto provvisoria ed insufficiente, tanto che da allora cercammo affannosamente altre soluzioni magari più ampie ma sempre temporanee. Finalmente riuscimmo, grazie ad un fondamentale contributo della Banca di Roma del dott. Cesare Geronzi, ad acquistare una palazzina terra cielo con 15 stanze che venne ristrutturata grazie ai ricavi di una strabiliante ed irripetibile Partita del Cuore con la Nazionale Cantanti di Gianni Morandi in uno Stadio Olimpico gremito all’inverosimile, insieme a ROMAIL e ad altre sezioni dell’AIL e ad altre Case Residenza. Fra le primissime voglio ricordare quelle di Pesaro e di Reggio Calabria; inoltre ricorderei che 15 Case AIL sono state realizzate con il contributo fondamentale delle due edizioni di 30 Ore per la Vita.
Fra le ultime voglio ricordare Bologna, Pescara, Messina e Sondrio. Credo che, oltre l’ospitalità, sia meraviglioso creare nelle nostre residenze il clima della famiglia per chi non ha una sua casa a disposizione. Clima familiare significa dare la possibilità di vivere la propria esperienza, spesso molto dolorosa con il sostegno dei familiari ed insieme a quella di altri malati scambiandosi favori, confidenze ed aiuto reciproco. I pasti, in genere a carico dei pazienti, possono essere preparati dagli ospiti stessi nelle ampie cucine disponibili e consumati nella sala da pranzo; il momento del pasto consente di scambiarsi notizie festeggiando insieme quelle buone e sostenendosi vicendevolmente quando le novità non sono favorevoli.

Le emozioni sempre nuove che ho provato visitando alcune residenze al nord e al sud
dell’Italia erano sempre legate all’impegno instancabile dei nostri straordinari volontari.
Alcune residenze sono gestite soltanto dai volontari, altre hanno delle persone stipendiate
dalla sezione ma anche in questo caso i volontari hanno un ruolo insostituibile nel supporto
che offrono ai pazienti ed ai loro familiari per ogni esigenza. Tanti pazienti che hanno
superato il periodo critico della loro malattia tornano a rivedere la “loro seconda casa” ed a
trovare i “loro volontari” per rivivere, anche per poco tempo, quei momenti indimenticabili.
Spesso tornano anche i parenti di chi non ce l’ha fatta per il rapporto che si è creato con i
volontari che avevano offerto tanto amore e conforto al loro caro. In ultimo voglio sottolineare che fra la residenza e l’assistenza domiciliare c’è uno stretto legame in quanto nel primo caso creiamo una casa per chi non ce l’ha, nel secondo la casa è disponibile ma bisogna trasformarla in un ospedale domiciliare che prima non esisteva. Sono entrambe esperienze che l’AIL continuerà ed estenderà negli anni a venire.

Professor Franco Mandelli  
Presidente dell'AIL Nazionale  
Per scaricare il pdf del giornale
(Anno 5 - numero 1 - marzo 2010)
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(in formato .zip)
Si ringrazia il Gruppo Poste Italiane per il sostegno dato alla realizzazione di Destinazione Domani.
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