La ricerca accademica “no profit” è un tipo di ricerca con origini ed evoluzione diverse rispetto alla ricerca “industriale” e tende ad integrarsi ad essa ed a completarla, ma non a sostituirla. Le industrie farmaceutiche indirizzano i loro sforzi prevalentemente all’identificazione di nuove molecole, grazie alle quali produrre nuovi farmaci; la ricerca accademica - no profit – cerca invece le strade per ottimizzare le strategie terapeutiche, che sono basate non solo sui farmaci ma su complessi protocolli diagnostici e terapeutici.
Tutto ciò può oggi essere realizzato solo nell’ambito di gruppi cooperatori, organizzazioni cioè basate sulla collaborazione strettissima tra i reparti clinici e i laboratori dei Centri universitari ed ospedalieri operanti in una determinata disciplina.
La ricerca no profit rappresenta quindi la naturale evoluzione della ricerca “spontanea”, strutturata attraverso protocolli e procedure complessi e multidisciplinari. Oggi, infatti, non è più lecito, nemmeno al ricercatore più illuminato e in piena buona fede, “provare” nuove strade, se non nel pieno e documentabile rispetto di tutte quelle procedure e normative che sono state realizzate con l’obiettivo primario di proteggere i pazienti.
A questo si dedica il GIMEMA dal 1982, “… con lo scopo di migliorare le conoscenze nell’ambito della diagnosi e della terapia delle malattie ematologiche dell’adulto”.
I risultati della Ricerca svolta dal GIMEMA sono numerosi ed importanti. Il nome del GIMEMA è sempre più spesso presente in pubblicazioni scientifiche di alto livello internazionale e questo, oltre a dare concretezza alle speranze per la definizione di nuove, innovative e migliori strategie terapeutiche per il prossimo futuro, rappresenta un vanto per l’Italia.
Progettare e coordinare le sperimentazioni cliniche richiede però oggi strutture operative estremamente professionali, altamente informatizzate e multidisciplinari – medici, biologi, project manager, informatici, data manager, statistici, legali… devono collaborare ai massimi livelli in una disciplina che per restare efficiente e competitiva sta diventando nuova nei metodi anche se esiste da quando esiste l’uomo: la ricerca di una cura migliore, o almeno di una cura, per chi soffre.
Per dare un luogo e un’opportunità in più alla ricerca l’AIL ha finanziato la realizzazione di una sede moderna ed efficiente per il Centro di Gestione delle Sperimentazioni Cliniche (“Trial Office”) del GIMEMA. |
Il complesso, che versava in condizioni di completo abbandono, è stato oggetto di piano di “rifunzionalizzazione e riconversione” avviato circa un decennio fa dalla società proprietaria Acqua Marcia, in accordo con il comune di Roma.
Lo stesso Comune ha deliberato che il fabbricato del biscottificio ("F/G") fosse dato in comodato d'uso all’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma - ONLUS.
L'edificio, ideale prolungamento del fabbricato del pastificio con cui è allineato, è composto da una palazzina direzionale di tre piani, cui si attesta un capannone industriale in struttura di cemento armato con copertura metallica.
La palazzina, oggetto di un recente intervento di restauro a cura dello studio MDAA di Roma, ospita, dal maggio 2006, la nuova sede nazionale dell’AIL. |