Il "Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, di cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare - Onlus" (G.I.T.M.O.), nasce nel 1987 come punto d'incontro per medici ed infermieri che si occupano di trapianto di midollo osseo e di cellule staminali, autologo ed allogenico, attualmente impiegati per la cura di varie patologie (oncologiche, ematologiche, genetiche ed altro ancora). La crescente adesione dei centri italiani, passati da 19 nel 1988 ad oltre 100 nel 2008 ha permesso la creazione di un organismo in grado di coordinare e condurre ricerche cliniche e di laboratorio sia su scala nazionale, sia internazionale, tramite numerosi rapporti di cooperazione con organizzazioni europee ed extraeuropee.
L’associazione "Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, di cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare - Onlus" (G.I.T.M.O.) persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, non ha fini di lucro ed ha come scopo lo sviluppo ed il progresso tecnologico dei trapianti di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche, da qualunque fonte esse provengano nonché lo sviluppo della base biologica.
Gli obbiettivi primari che il GITMO si pone sono i seguenti:
- Stabilire le linee-guida per attività cliniche di trapianto di cellule emopoietiche (CSE)
- Stabilire linee guida per trattamento CSE
- Censire ed analizzare attività trapianto in Italia
- Accreditare Centri Trapianto
- Disegnare studi clinici e biologici, supportati dalle informazioni emergenti dai dati dei pazienti trapiantati
Per far questo il GITMO si avvale di un Registro Nazionale dove vengono inseriti tutti i trapianti di CSE eseguiti in Italia presso i Programmi Trapianto iscritti.
ATTIVITA’ TRAPIANTOLOGICA IN ITALIA 2008
Nel corso del 2008 sono state eseguite globalmente 4410 procedure, nello specifico 2943 trapianti autologhi e 1467 allogenici.
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La bassa cellularità di staminali emopoietiche nel cordone, e la necessità di una dose minima pro chilo da destinare al paziente, ha rappresentato negli anni passati un limite al loro utilizzo, e quindi il ricevente era prevalentemente un paziente di età pediatrica. Le nuove strategie e il miglioramento delle terapie di supporto nella pratica clinica hanno consentito di estendere il trapianto con CSE cordonali al paziente adulto tanto che il numero non solo è aumentato ma più di recente ha addirittura superato i trapianti pediatrici. |