Con
il termine consenso informato si identifica una procedura con cui il
paziente
viene messo
a conoscenza delle eventuali terapie mediche
o chirurgiche e dei trattamenti che dovrà subire. Generalmente è il
paziente che viene direttamente interessato, ma ci sono situazioni di
estrema urgenza o situazioni di instabilità psichica, mentale
o legale (minorenni) in cui può venir coinvolto un familiare o
una persona designata dal paziente.
In un consenso informato ci deve essere:
-una spiegazione chiara delle condizioni mediche del paziente;
-lo scopo finale del trattamento;
-una descrizione dettagliata delle procedure e degli effetti collaterali;
-una discussione dei rischi e benefici cui va incontro il paziente con
tale terapia;
-una possibile presentazione di vie alternative di trattamento o di procedure;
-una spiegazione delle conseguenze a cui va incontro il paziente se non
accetta;
-una spiegazione sul fatto che, il paziente in qualsiasi momento può decidere
di interrompere il trattamento e che questa decisione non inficerà sulle
possibilità di essere trattato e seguito.
E’ responsabilità del
medico tentare di spiegare tutte queste informazioni nel miglior modo
possibile, cercando parole chiare
per il paziente e per i suoi familiari.
Se necessario altre persone, come il personale infermieristico qualificato,
può rispondere alle domande del paziente, integrando il discorso
del medico curante.
Da
parte del medico, si devono incoraggiare domande su tutto quello che è stato spiegato, per permettere al paziente di capire fino
in fondo a che cosa và incontro.
Per tale motivo molto spesso sono richiesti più colloqui.
Per molte procedure e trattamenti si usa un consenso informato scritto
e tale documento deve contenere tutte quelle informazioni che abbiamo
citato sopra e chiaramente essere conforme alla discussione che il medico
ha tenuto con il paziente e i suoi familiari.
Firmare un documento del genere, non esula il paziente dal poter fare
ancora altre domande di chiarimento.
Tale
documento viene generalmente firmato anche dal medico, di fronte al paziente,
e se è possibile
anche da una terza persona, che viene detta testimone. Una copia del consenso firmato viene inserito nella cartella
di ricovero del paziente ed una copia è sempre a disposizione
del paziente, se questo lo richiede.