Studia la presenza di eventuali alterazioni cromosomiche
associate alle patologie ematologiche neoplastiche.
Con l’avvento di nuove tecniche negli ultimi decenni, è stato
possibile identificare in maniera più precisa i cromosomi e le singole
regioni dei cromosomi. Questo ha permesso di associare in maniera più selettiva
e specifica alcune alterazioni cromosomiche ad alcune patologie oncoematologiche.
Questo aiuta il clinico nella formulazione della diagnosi e nella classificazione
delle leucemie, dei linfomi e delle patologie leucemiche croniche.
Consente inoltre di valutare l’evoluzione della patologia, da indicazioni
prognostiche e modula la possibilità di creare strategie terapeutiche.
L’analisi cromosomica si effettua sul tessuto considerato interessato
dalla patologia ematologica (il midollo osseo nelle leucemie ed il linfonodo
nei linfomi).
Le alterazioni del cariotipo indicano la sede della lesione molecolare
che può aver concorso alla formazione del processo neoplastico.
Considerando che i cromosomi normali umani sono divisi in 22 paia più la
coppia dei cromosomi sessuali X e Y, in termini citogenetici si parla di alterazioni numeriche, quando vi è presente solo un cromosoma della
coppia (monosomia), quando uno dei due è duplicato (trisomia); iperdiploidia,
quando la cellula osservata che si divide contiene più di 46 cromosomi; ipodiploide, se ne contiene meno di 46; polidiploide, se contiene un multiplo
di cromosomi.
Si parla invece di alterazioni strutturali, quando vi è:
- delezione: perdita di una parte di un cromosoma;
- traslocazione: è il trasferimento di un segmento cromosomico da
un cromosoma all’altro.
- inversione: un segmento cromosomico è invertito rispetto alla
sua situazione normale; etc.
| Le
traslocazioni ad esempio creano dei meccanismi complessi che possono
essere responsabili di mutazioni dei geni interessati attraverso
diversi meccanismi: |
| a) |
la
giustapposizione dei due cromosomi può creare un gene di
fusione con particolare funzionalità: è il caso della
leucemia mieloide cronica, in cui la traslocazione dei cromosomi
9 e 22 permette la formazione di un gene di fusione detto BCR/ABL
che a sua volta permette la formazione di una proteina dotata di
un particolare effetto metabolico a livello delle cellule che si
replicano. La scoperta di questo meccanismo, ha permesso l’impiego
moderno di farmaci che bloccano questa proteina ed il complicato
meccanismo metabolico e biologico che ne consegue. |
| b) |
Altre
volte il posizionamento di un fattore “oncogenico”,
(cioè che può essere implicato nel meccanismo di
regolazione della vita cellulare e una volta alterato nella formazione
della neoplasia) vicino a zone particolarmente attive di altri
cromosomi, fa si che il primo venga tradotto in maniera aberrante,
creando uno squilibrio e la formazione del primum movens (processo
leucemogenico). E’ il caso delle traslocazioni che coinvolgono
il cromosoma 8 a livello di un oncogene detto c-myc: nella forme
leucemiche linfoidi queste possono coinvolgere i cromosomi 2, 14,
e 22, dove si replicano attivamente i geni per la formazione delle
immunoglobuline. In questa maniera il c-myc viene tradotto in maniera
aberrante ed influenza il metabolismo cellulare, innescando il
processo neoplastico. |
L’identificazione delle alterazioni citogenetiche è divenuta
di grande utilità nella classificazione e successiva scelta della
strategia terapeutica nelle leucemie acute mieloidi e nell’individuazione
di alcune forme particolari di leucemia acuta e di sindromi mielodisplastiche. |