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La donazione del sangue cordonale come risorsa sociale e la rete Italiana delle Banche come supporto all’attività di trapianto di cellule staminali

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE), prelevate dal midollo osseo o dal sangue venoso periferico, rappresenta da molti anni una procedura terapeutica largamente impiegata nel trattamento di numerose patologie non soltanto ematologiche e non esclusivamente neoplastiche  (leucemie, linfomi, insufficienze midollari, immunodeficienze, malattie congenite del metabolismo, …). La difficoltà di reperire, per molti pazienti, un donatore compatibile e la necessità di un intervento terapeutico rapido ha indotto, nel corso degli anni, a ricercare fonti di CSE alternative a quelle già note.
L’identificazione di CSE nel sangue cordonale e la dimostrazione che tali cellule potessero essere impiegate con successo per il trapianto ha portato alla costituzione di vere e proprie “banche” deputate alla conservazione delle unità di sangue cordonale. L’obiettivo principale di una banca è quello di costituire un archivio di CSE cordonali selezionate e criopreservate, in accordo a standard internazionali, nel rispetto di irrinunciabili requisiti di qualità e sicurezza. Tali unità, per poter rappresentare una reale possibilità di cura per i pazienti, devono essere, ovviamente, disponibili per tutti coloro che non hanno un donatore compatibile; un “patrimonio dell’umanità” per l’umanità. Ciò si può realizzare solo attraverso la donazione, al momento del parto,  del sangue cordonale.   
In Italia, la legislazione vigente ha assegnato il compito di costituire le “banche” alle strutture pubbliche del servizio sanitario nazionale. Ad oggi ne risultano operative 18 distribuite su tutto il territorio. Al fine di garantire la qualità e la sicurezza, le banche ricevono le unità direttamente ed esclusivamente dai centri di raccolta  convenzionati ed il cui personale risulti addestrato per le attività da svolgere. Al momento attuale, in Italia  sono attivi 290 centri di raccolta. Presso le banche, le unità cordonali sono sottoposte ad una serie di controlli specifici per verificarne l’idoneità alla conservazione e definirne le caratteristiche biologiche ed immunologiche indispensabili ai fini del giudizio di trapiantabilità.
Nel rispetto della normativa attuale (Ordinanza del 26/02/2009 “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale”) presso le banche sono conservate anche le unità cordonali prelevate e conservate per uso “dedicato”, ovvero per il neonato o per un familiare, generalmente un fratello o una sorella del nascituro, che abbia una patologia per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale.
Secondo dati ufficiali aggiornati a dicembre 2008, il patrimonio italiano consta di circa 25.000 unità bancate di cui oltre 18.000 hanno terminato il complesso iter previsto dalla legge e sono disponibili per trapianto. Di queste unità, ne sono state trapiantate 784 sia in Italia che all’estero.
Affinchè tutte le unità cordonali tipizzate siano effettivamente disponibili per i pazienti in attesa di un trapianto, si è costituito un archivio centralizzato nazionale. Le banche, pertanto, inviano i dati delle unità cordonali in un unico database che, dal 2007, ha sede a Genova presso l’Ospedale Galliera dove ha anche sede l’I.B.M.D.R ovvero il registro Italiano dei donatori di midollo osseo. Tramite il Registro di Genova le unità cordonali sono rese disponibili sia in Italia che nel resto del mondo. Il Registro Italiano, infatti, interagisce con i Registri di altri Paesi in un interscambio reciprocamente e continuamente aggiornato in merito alla reale disponibilità di unità staminali cordonali o midollari trapiantabili.
Questo meccanismo, attraverso i registri internazionali, rende disponibili per tutta la comunità oltre 400.000 unità conservate in vari  paesi del mondo.

Il Centro Nazionale Sangue ed il Centro Nazionale Trapianti, nell’ambito delle rispettive competenze, sono le autorità che coordinano le attività delle banche e che completano il quadro della Rete italiana delle Banche di sangue cordonale.
La Rete italiana di donazione presso i centri di raccolta e delle Banche, con il coinvolgimento dei trapiantologi e delle Regioni, si distingue per l’applicazione rigorosa dei requisiti di qualità e sicurezza, introdotti dalle normative nazionali ed europee, ed è finalizzata allo sviluppo di una rete internazionale di collaborazione con l’obiettivo principale di garantire un sempre più elevato grado di qualità delle unità cordonali destinate al trapianto.
Un’organizzazione così articolata risulta certamente efficace nel facilitare l’attività di ricerca di CSE ai Centri di Trapianto di cellule staminali e contribuisce alla possibilità di cura per i pazienti.

A cura di Maria Screnci, Ematologa – Settembre 2009

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