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Strutture residenziali intermedie per pazienti non autosufficienti ed in situazione di gravità
La normativa Regionale, del 2 dicembre 1988, n° 80, affronta e promuove da tempo la realizzazione di un sistema integrato di interventi domiciliari a carattere sanitario, in modo da consentire alla persona parzialmente o totalmente non autosufficiente di rimanere il più possibile nel proprio ambiente abituale e di contrastare il fenomeno del ricorso improprio alla ospedalizzazione. Il Centro di Assistenza Domiciliare (CAD) è situato in ambito distrettuale, cioè in ogni ASL di residenza, ed è coordinato da un responsabile aziendale. Ogni servizio di assistenza domiciliare garantisce, in relazione ai singoli bisogni dell’utente, specifiche prestazioni di natura medica, infermieristica, di riabilitazione e di recupero psicofisico.
I rapporti tra le strutture ospedaliere ed i distretti sanitari, per ciò che attiene l’assistenza domiciliare, sono regolati a livello centrale dall’ASL mediante specifici protocolli operativi.
Nell’organizzazione e nella erogazione del servizio di assistenza domiciliare, assume molta importanza il ruolo svolto dal medico di Medicina Generale, al quale compete la responsabilità di garantire la continuità terapeutica del proprio assistito. Le attività sanitarie domiciliari, infatti, possono essere integrate su proposta e richiesta del medico curante con altre prestazioni anche di tipo psicologico. Per garantire l’erogazione del servizio di assistenza domiciliare, nel caso in cui la ASL di appartenenza non sia in grado di provvedere mediante il proprio personale, è possibile far ricorso all’utilizzo di società cooperative e associazioni in convenzione con la ASL.
Le ASL, attraverso i CAD, svolgono attività sanitaria domiciliare, in modo integrato con i servizi sociali di competenza degli Enti Locali, mediante la stipulazione di protocolli d’intesa. Le prestazioni di assistenza domiciliare possono essere erogate anche a favore di pazienti non autosufficienti inseriti in strutture residenziali socio-assistenziali, in particolar modo le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), gli Hospice e le case di riposo.
Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)
Richiesta per l'accesso
Hospice
Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)
Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), sono strutture destinate ad anziani non autosufficienti, soprattutto per problemi sanitari, e bisognosi di terapia infermieristico-riabilitativa a medio e lungo termine. Sono eligibili all’assistenza in RSA, ad esempio, soggetti affetti da patologie cronico-degenerative in una fase tale da non richiedere le prestazioni specifiche di un Ospedale per pazienti acuti, ma in grado di garantire la necessaria assistenza medica-infermieristica.

Richiesta per l’accesso
La richiesta per l’accesso alle RSA pubbliche e private convenzionate è effettuata dal medico di medicina generale o dalla struttura ospedaliera all’ azienda sanitaria locale. In caso di dimissione del paziente dalla struttura ospedaliera, la richiesta può essere fatta dal primario della divisione ospedaliera e dai servizi territoriali comunali, nel rispetto della volontà del paziente oppure, in caso di incapacità di intendere e di volere, da chi esercita la tutela o la curatela.
In ogni distretto, è presente un’Unità Valutativa Territoriale (UVT) che ha il compito di valutare le singole situazioni in modo da verificare l’idoneità per l’accesso alle RSA, basandosi sul grado di non autosufficienza e l’impossibilità, anche temporanea, del paziente di usufruire di altre forme di assistenza, quali l’assistenza domiciliare o in strutture semiresidenziali, che consentano la permanenza al proprio domicilio. Tale Unità è composta da un medico coordinatore del CAD, un’assistente sociale e un’assistente sanitaria o capo sala, integrata dallo specialista geriatra e dal medico di medicina generale. Una volta inseriti nella RSA, gli ospiti possono essere dimessi anche in via temporanea per ricovero in un’altra struttura o per rientro in famiglia ovvero per altri motivi, con diritto di riammissione alla data programmata.

Hospice
Gli Hospice sono strutture di ricovero per malati oncologici in fase terminale che non possono usufruire dell’assistenza domiciliare. Tale situazione può dipendere da una serie di motivi:

1) assenza delle figure familiari o di riferimento
2) familiari o figure di riferimento non in grado di garantire il necessario accadimento del paziente e la funzione di raccordo con l’Unità di assistenza domiciliare (situazioni psicologiche o psichiatriche in ambiente familiari, gravi conflittualità nel contesto familiare, ecc.)

Qualora il contesto familiare non sia in grado di affrontare l’assistenza domiciliare, ma è disponibile a seguire il parente verso la fase terminale, l’ Hospice prevede e sollecita la presenza continua da parte dei familiari.
La procedura per l’inserimento negli Hospice è la stessa che è prevista per le RSA.

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