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Home > Seminari > AIL pazienti linfomi - Lucca 10 ottobre 2009
Lucca, 10 ottobre 2009

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Terzo ed ultimo appuntamento del 2009 a Lucca, nella sala Convegni del Grand Hotel Guinigi, per il Seminario interattivo rivolto a pazienti affetti da linfoma, organizzato dall’AIL Nazionale in collaborazione con la Sezione territoriale e grazie al supporto di Roche.

Il Convegno viene introdotto dalla presidente della sede locale, dott.ssa Lucia Di Napoli, insieme al dr. Grazzini
e al prof. Rossi Ferrini alla presenza di 150 persone provenienti oltreché dalla Toscana anche da diverse regioni italiane.
In apertura dei lavori la dott.ssa Di Napoli ricorda il quarantennale dell’associazione ed il recente incontro con il Presidente della Repubblica; saluta, quindi, le autorità presenti. Il Prof. Rossi Ferrini - con il suo consueto stile garbato e al contempo ricco di passione – dà l’avvio al seminario con una lectio magistralis sui linfomi. Sottolinea, inoltre, come sia basilare l’alleanza tra medico e paziente e quanto la medesima “cultura”
della malattia possa sortire un effetto benefico per entrambi. Il prof. Lauria - moderatore della I° sessione “dal sintomo alla diagnosi” – ringrazia, innanzitutto, i presenti per essere intervenuti ed esprime la sua riconoscenza per l’opportunità avuta di presiedere ad un convegno destinato in primis ai pazienti. Cita, poi, il prof. Tura il quale sosteneva che per un buon medico l’”attrezzatura” principale deve essere quella mentale al fine di poter avere nel paziente risultati tangibili anche dal punto di vista fisico. Introduce, quindi, l’intervento della dr.ssa Cecconi sul percorso diagnostico terapeutico e della dr.ssa Lambelet sulla necessaria integrazione fra centro di riferimento e periferia, particolarmente importante nell’esperienza dell’area vasta in Toscana.



Molto seguita la relazione della dr.ssa Galimberti sul ruolo delle nuove indagini di laboratorio e sull’importanza che la biologia molecolare può avere nella storia del paziente. La tematica suscita l’immediato riscontro del pubblico che si appresta a porre le prime domande. Altrettanto apprezzata la presentazione della dr.ssa Erba - medico nucleare - che illustra, in maniera franca e diretta, come questa branca della medicina abbia reso reale la possibilità di “curiosare”, in un modo diverso ma molto efficace, all’interno del corpo umano e di come la stessa specializzazione possa essere sfruttata per avanzare delle terapie mirate. Anche in questo caso l’uditorio accoglie con vivo interesse le novità e pone ulteriori quesiti in merito.


La II° sessione, “dalla diagnosi alla scelta terapeutica”, moderata dal dr. Franco Leoni e dal dr. Alessandro Vannucchi, vede gli interventi di Franco Bernardi sulla terapia del morbo di Hodgkin, di Giulia Cervetti sulla terapia dei linfomi non-Hodgkin a basso grado di malignità, di Enrico Capochiani su quelli ad alto grado, di Federico Papineschi sul ruolo del trapianto di midollo e di Gianfranco Ferrazza sul supporto trasfusionale.





Particolarmente coinvolgente, nella sessione dedicata al ruolo dei volontari, il discorso di Silvia Contenti ed Alessandro Di Giulio che con spontaneità, entusiasmo e partecipazione sanno rappresentare l’attività del volontario ma soprattutto la speranza che questo impegno possa coinvolgere sempre più le giovani generazioni.

I presidenti delle AIL toscane presenti - Livorno, Massa Carrara, Pisa, Pistoia e Prato oltre ovviamente a Lucca e Firenze, quest’ultima nella persona del prof. Rossi Ferrini - rivolgono un ringraziamento ai numerosi pazienti intervenuti e presentano i risultati dell’opera da loro svolta capillarmente sul territorio ma sinergicamente in unità.


Il dr. Melosi modera la sessione dedicata all’assistenza domiciliare nella quale Chiara Manetti e Luca Menicucci riportano, con straordinaria umanità, la loro esperienza nell’assistenza domiciliare riferendo come nei pazienti assistiti a domicilio si registri un maggior grado di soddisfazione per le cure ricevute ed una più ampia risposta al bisogno di salute come benessere completo (fisico, psichico e sociale). Informazione, rassicurazione, professionalità e umanità quali requisiti primari per una buona presa in carico della persona malata che, tramite una équipe multidisciplinare costante, modifica la sua relazione con il medico che appare essere più diretta e sincera. I relatori ribadiscono, ancora una volta, il ruolo fondamentale dell’AIL nella realizzazione, sul territorio, di questo servizio.


Il prof. Petrini introduce l’ultima sessione dedicata ai problemi legati alla sessualità e alla procreazione evidenziando come il solo fatto di affrontare questi argomenti significhi considerare la patologia come una fase della vita la quale non deve subire interruzioni di alcun tipo ma deve essere vissuta sempre pienamente.
Tommaso Simoncini - medico ginecologo - desidera trasmettere ai presenti un messaggio di speranza: nonostante i trattamenti antitumorali provochino un grave impatto sulla sfera riproduttiva e psicosessuale femminile, la collaborazione tra figure specialistiche diverse (ginecologo, pediatra, immunologo, endocrinologo, oncologo, psichiatra), la personalizzazione della strategia terapeutica “anti-infertilità” e l’atteggiamento dei medici nell’essere proattivi nel chiedere/investigare i segni di disfunzione sessuale hanno aperto la strada a prospettive terapeutiche attuali e future senz’altro incoraggianti.

L’aspetto psicologico del problema viene trattato dal dott. Franco Della Maggiora.



Al termine di una giornata così densa di argomenti e testimonianze Lucia Di Napoli, Giuliano Grazzini e Pierluigi Rossi Ferrini ringraziano nuovamente tutti i presenti per aver reso possibile la piena riuscita dell’evento.
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Si ringrazia Roche per il supporto dato all’iniziativa

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