Terzo
ed ultimo appuntamento del 2009 a Lucca, nella sala Convegni del Grand
Hotel Guinigi, per il Seminario interattivo rivolto a pazienti
affetti da linfoma, organizzato dall’AIL Nazionale
in collaborazione con la Sezione territoriale e grazie al supporto
di Roche.
Il Convegno viene introdotto dalla presidente della sede locale, dott.ssa
Lucia Di Napoli, insieme al dr. Grazzini
e
al prof. Rossi Ferrini alla presenza di 150 persone provenienti oltreché
dalla Toscana anche da diverse regioni italiane.
In apertura dei lavori la dott.ssa Di Napoli ricorda il quarantennale
dell’associazione ed il recente incontro con il Presidente della
Repubblica; saluta, quindi, le autorità presenti. Il
Prof. Rossi Ferrini - con il suo consueto stile garbato e al contempo
ricco di passione – dà l’avvio al seminario con
una lectio magistralis sui linfomi. Sottolinea, inoltre, come sia
basilare l’alleanza tra medico e paziente e quanto la medesima
“cultura”
della malattia
possa sortire un effetto benefico per entrambi. Il prof. Lauria - moderatore
della I° sessione “dal sintomo alla diagnosi” – ringrazia,
innanzitutto, i presenti per essere intervenuti ed esprime la sua riconoscenza
per l’opportunità avuta di presiedere ad un convegno destinato
in primis ai pazienti. Cita, poi, il prof. Tura il quale sosteneva che per
un buon medico l’”attrezzatura” principale deve essere
quella mentale al fine di poter avere nel paziente risultati tangibili anche
dal punto di vista fisico. Introduce, quindi, l’intervento della dr.ssa
Cecconi sul percorso diagnostico terapeutico e della dr.ssa Lambelet sulla
necessaria integrazione fra centro di riferimento e periferia, particolarmente
importante nell’esperienza dell’area vasta in Toscana.
Molto seguita la relazione della dr.ssa Galimberti sul ruolo delle nuove
indagini di laboratorio e sull’importanza che la biologia molecolare
può avere nella storia del paziente. La tematica suscita l’immediato
riscontro del pubblico che si appresta a porre le prime domande. Altrettanto
apprezzata la presentazione della dr.ssa Erba - medico nucleare - che illustra,
in maniera franca e diretta, come questa branca della medicina abbia reso
reale la possibilità di “curiosare”, in un modo diverso
ma molto efficace, all’interno del corpo umano e di come la stessa
specializzazione possa essere sfruttata per avanzare delle terapie mirate.
Anche in questo caso l’uditorio accoglie con vivo interesse le novità
e pone ulteriori quesiti in merito.
La II° sessione, “dalla diagnosi alla scelta terapeutica”,
moderata dal dr. Franco Leoni e dal dr. Alessandro Vannucchi, vede gli interventi
di Franco Bernardi sulla terapia del morbo di Hodgkin, di Giulia Cervetti
sulla terapia dei linfomi non-Hodgkin a basso grado di malignità,
di Enrico Capochiani su quelli ad alto grado, di Federico Papineschi sul
ruolo del trapianto di midollo e di Gianfranco Ferrazza sul supporto trasfusionale.
Particolarmente coinvolgente, nella sessione dedicata al ruolo dei volontari,
il discorso di Silvia Contenti ed Alessandro Di Giulio che con spontaneità,
entusiasmo e partecipazione sanno rappresentare l’attività
del volontario ma soprattutto la speranza che questo impegno possa coinvolgere
sempre più le giovani generazioni.
I presidenti delle AIL toscane presenti - Livorno, Massa Carrara, Pisa,
Pistoia e Prato oltre ovviamente a Lucca e Firenze, quest’ultima nella
persona del prof. Rossi Ferrini - rivolgono un ringraziamento ai numerosi
pazienti intervenuti e presentano i risultati dell’opera da loro svolta
capillarmente sul territorio ma sinergicamente in unità.
Il dr. Melosi modera la sessione dedicata all’assistenza domiciliare
nella quale Chiara Manetti e Luca Menicucci riportano, con straordinaria
umanità, la loro esperienza nell’assistenza domiciliare riferendo
come nei pazienti assistiti a domicilio si registri un maggior grado di
soddisfazione per le cure ricevute ed una più ampia risposta al bisogno
di salute come benessere completo (fisico, psichico e sociale). Informazione,
rassicurazione, professionalità e umanità quali requisiti
primari per una buona presa in carico della persona malata che, tramite
una équipe multidisciplinare costante, modifica la sua relazione
con il medico che appare essere più diretta e sincera. I relatori
ribadiscono, ancora una volta, il ruolo fondamentale dell’AIL nella
realizzazione, sul territorio, di questo servizio.
Il prof. Petrini
introduce l’ultima sessione dedicata ai problemi legati alla sessualità
e alla procreazione evidenziando come il solo fatto di affrontare questi
argomenti significhi considerare la patologia come una fase della vita la
quale non deve subire interruzioni di alcun tipo ma deve essere vissuta
sempre pienamente.
Tommaso Simoncini - medico ginecologo - desidera trasmettere ai presenti
un messaggio di speranza: nonostante i trattamenti antitumorali provochino
un grave impatto sulla sfera riproduttiva e psicosessuale femminile, la
collaborazione tra figure specialistiche diverse (ginecologo, pediatra,
immunologo, endocrinologo, oncologo, psichiatra), la personalizzazione della
strategia terapeutica “anti-infertilità” e l’atteggiamento
dei medici nell’essere proattivi nel chiedere/investigare i segni
di disfunzione sessuale hanno aperto la strada a prospettive terapeutiche
attuali e future senz’altro incoraggianti.
L’aspetto psicologico del problema viene trattato dal dott. Franco
Della Maggiora.
Al termine di una giornata così densa di argomenti e testimonianze
Lucia Di Napoli, Giuliano Grazzini e Pierluigi Rossi Ferrini ringraziano
nuovamente tutti i presenti per aver reso possibile la piena riuscita dell’evento.