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Palermo 6 marzo

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Ancora un’esperienza di grande impatto emotivo quella vissuta il giorno 6 marzo scorso nell’Aula Magna dell’ospedale Vincenzo Cervello di Palermo in occasione del seminario AIL Pazienti Linfomi, organizzato dall’AIL Nazionale in collaborazione con la sezione territoriale e grazie al supporto di Roche. Numerosi i pazienti intervenuti – accompagnati dai loro familiari - e commoventi le testimonianze da loro rese con profonda umanità e spontaneità.


In apertura dei lavori gli indirizzi di saluto della dottoressa Rosanna Scimè - primario dell’ospedale Cervello – che ha voluto ringraziare, innanzitutto, i pazienti per essere presenti nonostante il maltempo. Di seguito i sinceri ringraziamenti del Direttore generale e del Direttore sanitario della struttura ospitante nonché del Direttore sanitario dell’ospedale Civico di Palermo: il loro è stato un plauso all’attività svolta dalla sezione AIL locale che, con grande impegno, porta avanti ormai da anni la sua missione e la cui opera è “sotto gli occhi di tutti” grazie anche ai meravigliosi volontari che lavorano nei reparti ospedalieri con grande umiltà.


Quella di oggi – ribadiscono – è per tutta la Sicilia un’operazione inedita, un’esperienza nuova poichè per la prima volta è stato allestito un convegno totalmente dedicato ai pazienti nel quale il fruitore ultimo non è il medico, ma colui che vive in prima persona la malattia. La speranza è che - nell’isola siciliana - questo tipo di iniziativa possa avere in futuro un’ampia eco e permettere alle persone colpite da linfoma di “prendere in mano” la propria vita in una inversione di marcia che dalla delega al medico giunga alla piena condivisione decisionale.
Il presidente dell’AIL Palermo – Giuseppe Toro – dopo aver letto il benvenuto del professor Mandelli – Presidente della sede nazionale – ha dato l’avvio ai lavori.
La prima sessione – titolata “dal sintomo alla diagnosi” e moderata dal professor Vincenzo Abbadessa – ha visto i contributi di Antonino Mulè, Paolo Procaccianti, Guido Pagnucco e Mario Russo che con chiarezza e rigore hanno relazionato rispettivamente sull’impatto della prima visita, sul consenso informato, sugli accertamenti da effettuare nei casi di sospetto linfoma e sulla classificazione di questi ultimi.


La seconda sessione – moderata dal professor Francesco Nobile e dal titolo “dalla diagnosi alla scelta terapeutica” – ha riguardato argomenti quali la terapia del morbo di Hodgkin, la terapia dei linfomi non Hodgkin a basso e ad alto grado di malignità, i problemi nei bambini e nei pazienti anziani temi affrontati con efficacia da Monica Leone, Maura Brugiatelli, Caterina Patti, Paolo D’Angelo, Ottavio Ziino ed Emilio Iannitto.


Francesco Di Raimondo - all’interno della terza sessione relativa ai protocolli terapeutici e alla libertà di scelta del paziente – ha presentato agevolmente, nonostante la vastità dell’argomento trattato, le terapie sperimentali, il secondo parere, la migrazione interregionale ed internazionale e i diritti dei pazienti.
Per la quarta sessione – moderata da Giuseppe Milone e concernente la terapia dei pazienti resistenti o recidivati – hanno parlato Maurizio Musso, Rosanna Scimè e Raimondo Marcenò con interventi mirati sull’autotrapianto, l’allotrapianto e la donazione e la raccolta delle cellule staminali.
Nella quinta sessione – dedicata all’assistenza domiciliare ed affidata al professor Salvatore Mirto – Paolo De Fabritiis ha spiegato, con precisione, quale deve essere il ruolo del medico nel servizio di cure a casa sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare tra le figure coinvolte.


Il paziente ematologico – ha chiarito – è un paziente complesso e ad una complessità e multidimensionalità del bisogno si deve far fronte con una interdisciplinarietà nella risposta.
Eugenio Guerriero - in veste di infermiere - ha riportato, con straordinaria umanità, la sua splendida esperienza nell’assistenza domiciliare.


La quinta ed ultima sessione – incentrata sul ruolo dei volontari e moderata da Michele Rizzo – ha voluto essere un ringraziamento ai numerosi volontari che, ogni giorno, regalano del tempo prezioso ai pazienti ricoverati nei reparti di ematologia recando sollievo al fisico e all’anima di persone bisognose di cure, ma anche e soprattutto che necessitano di accoglienza in un momento così delicato della loro vita. Nelle parole delle volontarie di AIL Palermo, la funzione da loro svolta è venuta fuori con grande intensità e calore.


Roberto Palermo e Piero Bonomo hanno concluso i lavori trattando le problematiche riguardanti la fertilità e la sessualità e l’ importanza della donazione del sangue e delle piastrine.
E’ toccato a Giuseppe Toro, al termine di una giornata così densa di argomenti e testimonianze, ringraziare nuovamente tutti i presenti per reso possibile la piena riuscita dell’evento.

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Si ringrazia Roche per il supporto dato all’iniziativa

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