Inizia
il periodo più emozionante della
mia vita: finalmente sono contenta di ingrassare, i miei capelli
crescono belli e vigorosi, la mia pelle è una pesca.
Il mio ginecologo, il Dott. Raimondo, dell’Ospedale di
Caserta, è un professionista scrupoloso: ogni mese devo
andare da lui con le analisi del sangue. A parte un po’ di
glicemia alta (ah, la gola!) non c’è nulla di
anomalo;
sto talmente bene
da decidere di sfruttare la possibilità che
la legge mi dà, di lavorare fino all’ottavo mese. Verso
il sesto mese mi viene una tosse secca fastidiosissima: per non nuocere
al bambino non prendo niente. Da quel momento aumenta l’affanno… ma
tutte le donne in stato interessante sembrano delle locomotive. Agli
inizi di maggio noto uno strano rigonfiamento al centro del collo,
mi è comparso da un giorno all’altro. Già che
vado dal ginecologo chiedo spiegazioni, lui mi manda da un endocrinologo
che mi fa fare accertamenti più profondi, tra cui l’agoaspirato.
Mio marito era appena partito per una conferenza a Seul. Torno dall’endocrinologo
e mi faccio accompagnare da mia madre. Quando usciamo dallo studio
medico lei è bianca come un lenzuolo. Il dottore le ha appena
detto che ho un Linfoma Non-Hodgkins, in poche parole, un tumore.
Da lì a tre giorni sono all’Ospedale di Caserta per
tutti gli accertamenti del caso. La notte del ricovero c’è anche
mio marito. In una settimana di biopsie (con il Dottor Raimondo sempre
con me anche in sala operatoria a tenermi la mano), radiografie,
consulti e markers finalmente una notizia positiva: il mio è un
Hodgkins mediastinico. Il 15 Giugno siamo a Roma dal Prof. Mandelli.
Con voce rassicurante il professore mi fa parlare della mia gravidanza
e delle gioie della maternità. Solo negli ultimi cinque minuti
mi spiega ciò che dovrò affrontare. Però mi
vede forte e serena e questo è già un ottimo punto
di partenza. Il 18 giugno alle 13,50 con taglio cesareo nasce Federica,
2700 g, una rosa corvina urlante… È bellissima: al solo
guardarla vedo che la mia vita continua. Mi mandano via il latte
due volte… Il mio ginecologo è convinto che sia una
forza della natura. A detta sua era incredibile che avessi respirato
con i polmoni schiacciati dalla bambina dal basso e il linfoma che
premeva sul sinistro dall’alto. Dopo due settimane faccio una
tac total body. Per tutta la durata dell’esame piango, avrei
voluto stare con la mia bambina, allattarla e invece…
Comincio le chemioterapie con il Gruppo D di via Benevento. La prima
volta ho una paura enorme. Per fortuna in sala terapia mi accoglie
Paolo, un infermiere che resterà sempre nel mio cuore. Mi
spiega brevemente a cosa sto per andare incontro e mi dice di chiamarlo
per qualsiasi cosa, anche se mi sembra una cosa da nulla. Ogni volta
che Paolo entra nella saletta è uno spasso, riesce a creare
un clima disteso e le due ore canoniche di flebo in vena passano
piuttosto rapidamente. Ho fatto 12 sedute di chemio, da luglio 2001
al gennaio 2002, e 34 di radioterapia presso l’Ospedale di
Salerno, con il Dott. De Gennaro. Federica a giugno compirà tre
anni ed è splendida, io sto bene, un po’ in sovrappeso
ma sono in remissione completa e durante l’ultimo controllo
mi hanno anche detto che finalmente potrò fare un altro figlio,
cosa che desideravo da tanto tempo.
Porterò sempre nel mio cuore tutti quelli che mi hanno
assistito e mi sono stati vicini. Sono stati davvero meravigliosi!
A partire dal «mio» Dott. Raimondo, che ha coordinato
tutti i miei esami. Per continuare con il personale medico e paramedico
che nelle due settimane di ricovero all’Ospedale di Caserta
mi ha sostenuta (ancora si ricordano di me dopo tre anni). Come
dimenticare le dottoresse Anselmo, Cavalieri e Spirito del gruppo
D di Ematologia Umberto I di via Benevento; come dimenticare Paolo
il mitico infermiere della sala terapia e l’altrettanto mitico
Prof. Mandelli con i suoi capelli candidi e i suoi occhi rassicuranti.
Amo e ho continuato ad amare la vita anche durante la malattia.
E proprio grazie alla malattia, oltretutto, sento di essere diventata
una persona migliore, in grado di comprendere quanto spesso ci
perdiamo dietro falsi e inutili problemi, mentre quelli veri, reali
sono da tutt’altra parte.
Nota
della redazione: contattando la Signora Patrizia per avere la liberatoria
alla pubblicazione della sua storia, abbiamo appreso
una felice notizia: è in arrivo un altro bambino. Tanti
auguri!