Dieci anni fa ho avuto un’influenza e sono svenuta. All’epoca
abitavo a Roma e sono stata ricoverata all’ospedale San Giovanni,
dove sono stata sottoposta ad analisi che hanno dato valori alterati. Per
alcuni anni ho continuato a fare accertamenti, ma i valori non si normalizzavano.
L’anno scorso, da uno di questi esami di routine, è emerso
che questa alterazione si era elevata e quindi mi sono rivolta al professor
Mandelli e poi alla dottoressa Petrucci; a gennaio ho iniziato le cure e
adesso sto meglio. Ad aiutarmi è anche il mio carattere forte, che
mi ha permesso di reagire in modo attivo, cercando sempre di impegnarmi
in qualcosa per scacciare i pensieri negativi. Sono convinta che non ci
si debba adagiare sulla sofferenza, ma anzi, bisogna farsi coraggio.
Curarsi, non fare tragedie, soprattutto per non angosciare le persone care
che ci stanno accanto e che si preoccupano già tanto per noi. Riconosco
però che mi è capitato spesso di sentirmi nervosa, anche a
causa delle medicine che prendevo e l’insonnia, di cui soffrivo già
da prima, si è accentuata.
I medici..
A sostenermi, insieme al mio carattere, è stato anche il rapporto
con i medici che mi seguivano, un rapporto basato sulla comprensione e sull’umanità.
Non mi riferisco solo al professor Mandelli, ma anche alla dottoressa Petrucci
che inizialmente ha cercato di risparmiarmi una cura più forte. I
risultati sono stati buoni e devo ringraziare tutto il Centro ematologico
di Roma per la disponibilità e l’attenzione che prestano ai
pazienti.
Storia
raccolta in occasione dell’iniziativa “AIL – Pazienti
Mieloma”.
Storia di Caterina