Mi chiamo Daniela ed ho
53 anni. Tutto iniziò nell’agosto del 2005, quando cominciai
ad avvertire degli strani e anomali dolori alle costole che non passavano
con i soliti antidolorifici; mi preoccupavo perché sentivo che
mi stava succedendo qualcosa.
A settembre la situazione era peggiorata: al mattino facevo sempre più
fatica ad alzarmi dal letto.
A ottobre mi serviva l’aiuto di qualcuno per alzarmi, a causa dei
forti dolori che intanto si erano ramificati alla parte dorsale e lombare,
camminavo sempre più lentamente e non potevo più andare
in ufficio né occuparmi della casa.
A novembre ero un’invalida e dormivo su una poltrona.
Nel frattempo passai in visita da ortopedici e neurochirurghi senza che
riuscissero a capire la causa dei forti dolori alla schiena: le varie
diagnosi che si susseguirono parlavano di discopatia da curare con antinfiammatori
e fisioterapia, “Herpes Zoster”, ipocondria con soglia del
dolore molto limitata. Nessuno si accorse di fratture spontanee su tre
vertebre. Se ne accorse un ortopedico del “S.Giovanni” che
mi prescrisse degli esami ematologici e mi consigliò di recarmi
il prima possibile al reparto di ematologia del Policlinico “Umberto
I”.
La diagnosi mi è stata data dalla dott.ssa Petrucci dove sono tuttora
in cura e fu tremendo: Mieloma Multiplo. Mi fecero indossare un busto
rigido. Ho visto la mia vita sfumare: avevo un tumore. Ho iniziato le
chemioterapie con tutto quello che comportano: nausea, perdita dei capelli,
depressione, vedevo il mondo da dietro una finestra e mi chiedevo: perché?
Cosa ho fatto di male? Ho trascorso un inverno in casa, uscendo solo per
andare ai controlli. Mi sono sottoposta a due interventi di vertebroplastica
e a uno di cifoplastica; le cose cominciarono ad andare molto meglio,
anzi, a febbraio mi sembrò di tornare a vivere..
A giugno del 2006 mi sono sottoposta al primo autotrapianto di cellule
staminali al quale ne è seguito un secondo a settembre.
In ospedale ho conosciuto persone meravigliose, dal personale infermieristico
ai medici, compreso il prezioso supporto psicologico della Prof. De Luca,
la quale mi esorta a non dimenticare questa tremenda esperienza bensì
ad esorcizzarla ed elaborarla ed è per questo che ho pensato di
raccontarla scrivendola.
Sempre durante i due ricoveri ho conosciuto una signora colpita della
mia stessa malattia e una ragazza colpita da leucemia, con entrambe ho
instaurato un rapporto meraviglioso di estrema complicità.
So bene che il mieloma è considerata una malattia cronica e parlare
di guarigione completa è un traguardo ancora lontano ma ho estrema
fiducia nei medici e so che ce la farò.
Intanto la mia vita è tornata normale: ho ripreso il lavoro, mi
occupo della casa e della mia meravigliosa famiglia che mi è stata
vicino con tanto amore: un profondo “grazie” che mi viene
dal cuore è per mio marito e mio figlio e per tutte le persone
che mi hanno sostenuta con il loro affetto, perché senza di loro
so che non ce l’avrei fatta.
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