Mi chiamo Gerardo e ho 38 anni.
Nel mese di luglio 2005, mi è stato diagnosticato un linfoma non
hodgkin di quarto grado ad alto rischio.
Questo strano “essere” si era lentamente insinuato nel mio corpo:
prima la stanchezza quotidiana, poi la tosse, poi l’aggressione alle
ossa del bacino e a quelle delle braccia, al fegato e infine, le innumerevoli
sudate notturne.
Il 1° luglio fui accompagnato a Nocera Inferiore presso l’Ospedale
Umberto I° da un mio caro amico medico che, insieme ad una amica biologa,
mi hanno fatto conoscere una realtà che non pensavo potesse essere
presente in provincia di Salerno; quella del Dottore D’Arco e della
sua equipe nonchè tutti, e sottolineo tutti, i componenti lo staff
del quinto e del quarto piano.
Non volevo credere alla diagnosi e mi chiedevo cosa avessi fatto di male
e perchè tutto questo capitasse a me.
Non nascondo di aver pianto.
TAC, PET, Risonanza magnetica, Biopsia Osteo Midollare, Rachicentesi, Ecografia,
Scintigrafia, termini fino a quel momento sconosciuti, da allora, sono diventati,
ben noti.
Ricordo il giorno del mio ricovero in Ospedale a Nocera in condizioni molto
gravi, la mia prima seduta di chemioterapia ad alti dosaggi e “breve”.
Avevo paura delle conseguenze: vomito, stanchezza, etc... invece, con mia
sorpresa, dopo la prima seduta, avevo più fame di prima, mangiavo
tanto; alla caduta dei capelli avevo rimediato con un taglio totale prima
che mi cadessero del tutto; insomma, almeno inizialmente pensavo che mai
e poi mai, avrei subito gli effetti chemio.
Poi, come era anche naturale, dopo il quarto ciclo, questi si sono manifestati:
calo dei globuli bianchi, delle piastrine, dei globuli rossi; la paura mi
assale, ma mi affido al Signore e alle cure valide dei medici.
Alla fine riesco a sottopormi ai vari cicli di chemioterapia.
La chemio ti cambia, cambia il tuo carattere, non ti riconosci più;
la pelle diventa strana, tutto il tuo corpo si trasforma.
Al termine del ciclo, i risultati della TAC, della PET, dell’ecografia
al fegato, della biopsia, hanno dato esiti soddisfacenti, confermando quanto
emergeva dalle analisi intermedie.
Lamentavo però un dolore al bacino e il Dottore D’Arco volle,
allo scopo di fugare ogni dubbio, far una biopsia TAC guidata in quella
zona.
Era il 23 dicembre.
La mia ragazza, con la quale convolerò a nozze, mi ha aiutato a non
crollare ulteriormente.
La preoccupazione e la paura che avevo imparato a controllare, stavano riprendendo
lentamente corpo in me.
Arriva il fatidico 5 gennaio, giorno in cui mi fanno due prelievi decisivi.
Il 17 gennaio vengo convocato per i risultati ....è tutto negativo.
Piango dalla gioia, sono nato una seconda volta!
Sono sottoposto a un ciclo di radioterapia ed eccomi qua a scrivere queste
righe.
So di non essere ancora guarito, occorre ancora tempo, ma ho fiducia.
Perché ho deciso di scrivere queste righe?
In primo luogo per dire a chi ha avuto questa terribile diagnosi, di non
perdere mai la speranza; di avere fede, di affidarsi alla scienza e ai medici.
Ma soprattutto di credere di potercela fare e di non abbattersi mai; sono
paroloni grossi, lo so; io stesso ho pianto i primi giorni e non lo nascondo,
anzi, ne sono fiero.
Ero, apparentemente, un carattere debole. Questa malattia ha mostrato una
parte di esso a me sconosciuto.
Chi mi conosce, non avrebbe pensato che sarei stato in grado di superare
questi momenti.
Ma ho combattuto per mantenere una promessa; quella di sposarmi con la più
dolce delle ragazze, che mi è stata accanto fin dall’inizio.
Un grazie anche ai miei familiari che mai hanno fatto mancare il loro aiuto
durante quei giorni.
Un grazie anche ai medici dell’ospedale di Nocera Inferiore.
Un grazie ai tanti amici che mi sono stati accanto e che mi hanno permesso
di non sentirmi isolato dal resto del mondo.