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Raccolta, condizionamento ed infusione
Modalità di raccolta delle cellule staminali
Le cellule staminali si trovano all’interno dello spazio midollare osseo e, in misura minore, nel sangue periferico.
Entrambe queste sedi si possono quindi sfruttare come fonte di cellule staminali per trapianti sia autologhi che allogenici.
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il prelievo di midollo osseo, eseguito attraverso aspirazioni multiple dalle creste iliache posteriori, effettuato in sala operatoria in anestesia generale o epidurale;
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la raccolta di sangue periferico delle cellule staminali previa stimolazione del donatore mediante un fattore di crescita, sostanza in grado di aumentare le cellule staminali, in modo da poterle raccogliere in numero sufficiente con una o più sedute aferetiche tramite un separatore cellulare, procedura della durata di tre/quattro ore circa, senza necessità di alcun tipo di anestesia;
nell'ambito del trapianto di midollo osseo allogenico esiste una terza fonte di cellule staminali emopoietiche rappresentata dal sangue di cordone ombelicale (SCO), che viene prelevato dopo l'espletamento del parto senza alcun rischio né per la madre né per il neonato
Il regime di condizionamento
Per eradicare la malattia e creare lo spazio, all’interno della cavità midollare, necessario alle cellule staminali che verranno infuse, tutti i pazienti devono essere sottoposti ad una terapia intensiva con farmaci citotossici associati o meno a radioterapia chiamata “regime di condizionamento”. Tale trattamento viene definito “sovramassimale” in quanto, a differenza delle chemioterapie convenzionali, distrugge l’emopoiesi del paziente in modo irreversibile, non consentendo quasi mai il recupero ematologico spontaneo.
Si viene quindi a creare una situazione di aplasia, ovvero di assenza totale di parenchima midollare con conseguente pancitopenia periferica, cioè di mancanza di globuli bianchi, eritrociti e piastrine nel sangue.
Tramite il regime di condizionamento si perseguono due scopi fondamentali nella procedura trapiantologica:
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eliminare le cellule malate creando un ambiente favorevole alle cellule sane che verranno infuse;
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immunosopprimere, cioè annientare le difese immunitarie del paziente, in modo da consentire alle nuove cellule staminali di attecchire senza venire distrutte dal sistema immunitario. Tale aspetto è di importanza cruciale nel trapianto allogenico.
L'infusione delle cellule staminali.
A 24-48 ore dal termine del condizionamento le cellule staminali vengono infuse (o “reinfuse” se si tratta di un trapianto autologo) attraverso il catetere venoso centrale come una trasfusione di sangue.
Le cellule staminali raggiungono così le cavità all’interno delle ossa, trovando le “nicchie” svuotate per effetto del condizionamento ed attecchiscono per poi ricostituire un midollo osseo normale.