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Il Trapianto Allogenico
La qualità di vita
Il TMO allogenico è un trattamento intensivo che si propone la guarigione di pazienti affetti da malattie ematologiche gravi.
Per ottenere tale obiettivo il paziente deve però pagare un prezzo molto alto in termini di lunghe ospedalizzazioni e di alto rischio di mortalità e morbilità conseguenti alla severità della terapia impiegata.
Se da una parte il numero dei pazienti guariti dopo TMO allogenico nel corso degli anni è aumentato, dall’altra sono diventati sempre più importanti gli effetti a lungo termine di tale trattamento sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari.
Il paziente trapiantato, infatti, superata la fase clinica in cui il TMO allogenico è stato ben eseguito tecnicamente, deve attraversare una ulteriore fase estremamente delicata dal punto di vista fisico e psicologico con notevoli ripercussioni sulla vita sociale, affettiva e lavorativa, la cui frequenza e gravità dipendono dall’età e dalle condizioni cliniche del paziente al momento del trapianto e dal tipo stesso di TMO allogenico eseguito.
Astenia, calo ponderale, perdita di appetito, nausea e vomito, diarrea, depressione sono tra i sintomi più frequentemente descritti, insieme ad alterazioni della funzione sessuale e a sterilità.
In particolare, data la necessità di supporto trasfusionale, la suscettibilità alle infezioni, gli effetti collaterali della terapia immunosoppressiva, la possibilità di sviluppare una GVHD o una recidiva di malattia, il paziente trapiantato viene seguito in regime ambulatoriale per un lungo periodo post-trapianto con frequenti controlli.
Ciononostante, un numero sempre più elevato di ex-malati dopo TMO allogenico sperimentano una buona, a volte ottima, qualità di vita anche se, per le emopatie maligne, il rischio di recidiva persiste dopo trapianto, diminuendo progressivamente fino a un virtuale zero, dopo 5-10 anni dal TMO. Solo allora si può parlare di guarigione definitiva.