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Il Trapianto Autologo
La procedura ed il purging
La procedura
Una volta stabilita l’indicazione e l’eleggibiltà del paziente ad essere avviato al TMO autologo, viene eseguita la raccolta delle cellule staminali emopoietiche. E’ possibile effettuare il prelievo di tali cellule dal midollo osseo, attraverso aspirazioni multiple dalle creste iliache posteriori in anestesia generale, o, molto più spesso, si effettua la raccolta delle cellule staminali da sangue periferico. In questo caso il paziente viene sottoposto ad una terapia, in genere con Ciclofosfamide e fattore di crescita, in modo da mobilizzare le cellule staminali emopoietiche dal midollo osseo al sangue periferico. Viene quindi effettuata la raccolta delle cellule staminali periferiche tramite procedura di aferesi con separatori cellulari.

Le cellule raccolte vengono a questo punto conservate in modo adeguato, in genere tramite criopreservazione.
Il paziente viene quindi avviato ad una terapia “sovramassimale”, il cosiddetto regime di condizionamento, al termine del quale le cellule staminali precedentemente raccolte e conservate vengono reinfuse al paziente stesso tramite una vena periferica o un catetere venoso centrale come una semplice trasfusione di sangue.

La fase di aplasia midollare, conseguente al regime di condizionamento, ha una durata di 10-15 giorni, durante i quali il paziente non produce nel sangue periferico globuli bianchi, eritrociti e piastrine ed è pertanto esposto a rischio di infezioni ed emorragie.
In questa fase, le cellule staminali emopoietiche reinfuse cominciano a proliferare, maturano e si differenziano in cellule con compiti specifici , fino a quando, avvenuta la completa ricostituzione ematologica, i valori di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine nel sangue periferico tornano ad essere normali.
Il purging
Il principale limite del TMO autologo è che le cellule staminali che vengono raccolte e poi reinfuse, appartenendo al paziente stesso, possono essere contaminate dalla malattia, e quindi, una volta ricostituito il midollo vi può essere una recidiva dovuta alla infusione di cellule malate.
Per ridurre il più possibile la contaminazione tumorale delle cellule staminali raccolte per il trapianto, sono state elaborate tecniche di “ripulitura” (o “purging”) in vitro in modo da eliminare la quota residua di malattia prima della reinfusione nel paziente.
I risultati ottenuti finora sono però contrastanti, per cui non è ancora possibile affermare quale tecnica del “purging” debba essere utilizzata con risultati favorevoli.
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