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Storie di volontari
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Il volontariato



Storie di volontari

 
L’AIL di Palermo per me è stato questo e tanto altro e ho potuto “ringraziare” l’associazione entrandone a far parte...
Avevo 19 anni appena compiuti, quando nell’ormai lontano Gennaio 2004, cominciai ad avvertire che qualcosa non andava nel mio tran tran quotidiano.
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Pensai subito che se avessi superato la malattia anch’io avrei voluto diventare una di loro
I tumori del sangue sono malattie terribili. Non conoscono sesso o età, non fanno distinzioni di classe o di appartenenza: colpiscono indistintamente. Tante volte avevo sentito parlare di loro. Avevo persino visto un giovane ragazzo pieno di vita, figlio di un mio amico, morire a causa di una leucemia..
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Ho venduto tutto, con non poche difficoltà vista la crisi ...ma è andata!
Ho venduto tutto, con non poche difficoltà vista la crisi e con solo 2 giorni a disposizione, ma è andata. Non sono pienamente soddisfatta, sono sincera, avrei voluto fare molto di più, 150 stelle mi sono sembrate davvero poche, ma io oltre ad essere da sola per l'organizzazione e ad avere enormi problemi per trovare persone che mi aiutano, devo anche fare tutti gli anni i conti con i miei datori di lavoro.
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Il volontariato che ho nel sangue
Intervista rilasciata per il n° 1 - anno 3 di Destinazione Domani
Paola Gentilucci, 60 anni, è una delle prime volontarie che l’Istituto di Ematologia di Roma in via Benevento abbia avuto. Dice che aiutare il prossimo è l’unica cosa possibile da fare per poter “saldare” il conto con gli altri volontari che in passato l’aiutarono a superare la malattia.
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"Un amico malato ed eccomi qui".
Sono Segretario della Sezione AIL di Vercelli, prima mi preoccupavo solo per il mio amico e la sua famiglia.
Ora ho voglia di preoccuparmi di tutti i malati ematologici della nostra città
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"Siamo gocce nel mare della speranza"
Intervista rilasciata per il n°1 - anno 2 di Destinazione Domani
L’esperienza di Maria Francesca Biagi presidente dell’AIL di Pisa.
Maria Francesca Biagi, presidente dell’AIL di Pisa, spiega il mondo del volontariato, la necessità di esserci per le persone bisognose e la forza di trarre positività dalle cose negative.
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Si vince solo sommando le forze di tutti.
Intervista rilasciata per il n°2 - anno 1 di Destinazione Domani
BARI - Maria Antonietta Specchia c’era quando, nel ’90, è nata l’AIL di Bari. C’era e ancora dà il suo enorme contributo come fosse la prima volta. In tutti questi anni si è occupata di coordinare i collaboratori dell’AIL sul territorio pugliese; ha unito centinaia di persone per un unico scopo: sostenere la Ricerca..
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Tra moglie e marito metti il volontariato.
Meris e Valerio uniti nella vita e nella solidarietà.
Intervista rilasciata per il n°1 - anno 1 di Destinazione Domani
BOLOGNA -Meris Monari e Valerio Brini sono sposati dal 1974, oltre ad essere una coppia affiatata nella vita, sono anche una coppia di volontari all’AIL di Bologna.
Aiutano l’Associazione da più di dieci anni cercando di esserci in ogni esigenza che nasce. Si sono occupati sempre di volontariato, ma il loro rapporto con l’AIL, purtroppo, non è nato per caso
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"...da quel momento in poi, ho voluto dare il mio contributo per far in modo che le persone affette da queste malattie e le loro famiglie, possano ricevere le cure di cui hanno bisogno..."
La mia storia è probabilmente molto simile alle altre, ma per me rappresenta motivo di tristezza unita alla grande felicità di poter aiutare persone che hanno bisogno di un piccolo spiraglio di luce a cui fare riferimento. A maggio del 2002, al mio migliore amico di soli 22 anni è stato diagnosticato un linfoma. Mi sembrava che il mondo mi fosse caduto addosso, che mi fossi imbattuta in una battaglia più grande di me.
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Lettera di un volontario.
Mi chiamo Giuseppe Ferrigni, nella vita sono stato un contabile ma anche soprattutto un volontario. Le mie attuali condizioni di salute, mi impediscono di essere qui con voi stasera e mi dispiace. La mia storia è una storia di amicizia, una storia di tanti incontri fatti in ospedale con malati e bambini come: Mattia, Paoletto, Cristian, Roberto,… e tanti, tanti altri. Ricordo mi sono messo a disposizione quotidianamente, costantemente… spero in modo costruttivo.
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Ascolto...un aspetto primario del nostro impegno.
Il gruppo volontari AIL dell’Ospedale di Torrette di Ancona opera nel reparto di ematologia da quasi dieci anni.
Sorto per volere del primario come aiuto e sostegno psicologico al paziente ricoverato nelle camere sterili ha via via ampliato i propri compiti. Inizialmente l’intento era quello di far sentire meno pesante la solitudine ed anche la sensazione di essere esclusi dal mondo esterno
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Chi dona un sorriso… dà a chi lo riceve una forza immane
A Palermo siamo circa un centinaio di volontari, ciascuno con alle spalle una vicenda personale, a volte anche dolorosa e drammatica, che l’ha portato a compiere questa scelta. Una scelta impegnativa, di sacrifici, ampiamente ripagati, però, dalla possibilità di fare del bene, di strappare un sorriso a chi, nella sofferenza, spera in un futuro migliore.
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Dal male a volte può scaturire il bene
Un giorno di Gennaio del 1996 Marco Tulimieri, atleta di Hockey, scoprì di essere affetto da "leucemia". Fu indirizzato a Roma presso il Centro di "EMATOLOGIA" diretto dal Prof. Franco Mandelli perchè a Salerno e provincia non c'era nessun Centro in grado di affrontare la malattia da cui era affetto. Passarono 11 mesi, tra alti e bassi, durante i quali si pensò al trapianto di midollo, se ci fossero stati i presupposti;
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... per tutti è “zia Rosi”
Si chiama Rosi Lanari ma per tutti è “zia Rosi”. Molti inquilini della casa non sanno nemmeno il suo cognome nonostante zia Rosi sia lì da ormai dieci anni. La “casa” è la Residenza Vanessa, a Roma, in via Forlì 34, quattro passi dall'istituto di Ematologia “voluto” dal professor Mandelli.
E dal professor Mandelli comincia anche questa storia di solidarietà: “Era il 1990, mio marito era malato e in cura dal professore da circa due anni
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L’esperienza fatta è stata un buon paio di occhiali …
La mia esperienza presso l'istituto Seràgnoli è iniziata quando a mio marito, nel settembre de1 1993, fu diagnosticata una forma di leucemia.
La prima sensazione che ho avuto è stata quella del mondo che mi crollava addosso e di tutte le certezze che se ne andavano.
Poi ho dovuto fare i conti con la necessità di reagire per essere una presenza forte durante il percorso della malattia e delle relative terapie, che non erano certo leggere
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Una domanda senza risposta
La mia “convivenza” con la leucemia è iniziata la Vigilia di Natale del 1992. Da alcuni mesi mio marito Libero soffriva di continui e strani disturbi, senza che il medico di famiglia riuscisse a scoprirne la causa. Finalmente gli prescrisse un emocromo, una semplice analisi del sangue, che purtroppo diede risultati disastrosi. Senza perdere altro tempo...
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“Dietro ogni stella... ”
Dietro ogni stella di Natale si cela quel rosso che sa di momenti di festa. Che sa del freddo invernale e insieme di calore umano. In ogni stella di Natale c'è la gioia e la speranza e l'allegria. Dietro quelle stelle di Natale ci sono nascoste delle storie di vita; storie uguali e diverse. Sono stelle di Natale speciali, quelle, che raccontano di storie speciali...
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“Scoprire le vere priorità”
Ero in una grossa industria elettronica ed andando in pensione sono stato convinto da mia sorella ad entrare nel volontariato. All’inizio ritenevo di non aver fatto una cosa giusta. Noi maschietti cerchiamo di restare lontani dal dolore. Ora, dopo 10 anni di attività, penso di non poterne fare più a meno. Inizialmente ho trovato una grande diversità di mentalità e di organizzazione. Nell’industria tutto era e doveva essere programmabile. Tutto doveva essere definito. Nell’ambiente medico occorre ricercare il problema, trovare e provare la terapia che può essere più efficace.
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La panda rossa
Una banca operante nel nostro territorio (la Hypo Alpe-Adria Bank), ha donato alla Associazione un nuovo, moderno e confortevole mezzo di trasporto. Il lavoro della presidente tuttofare è ora agevolato dal grande comfort e dalla capienza del mezzo, attrezzato sia per il trasporto di merce che di persone.
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L’umiltà di saper ascoltare
Ho sempre cercato, per quanto potevo, di aiutare gli altri, anche quando lavoravo.
Poi, nel 1986 mio figlio si è ammalato di leucemia. Aveva 13 anni e per due mesi ho vissuto con lui nel Centro in cui lo curavano, in condizioni di estremo disagio come tutte le altre mamme.
Lì ho incontralo l'AIL ed il professor Luigi Zanesco. Assieme ad altri volontari
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Link esterno
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