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Assistenza domiciliare

  • l'assistenza domiciliare ematologica

    L’assistenza domiciliare è svolta da operatori sanitari con diverse specialità, che propongono un nuovo modello di assistenza, le cure palliative.
    Queste consistono in un’assistenza globale, che comprende un’attenzione fisica, psichica, sociale e spirituale al paziente e alla sua famiglia e viene centrata, non più sulla cura della malattia specifica, ma sulla qualità di vita del paziente.

    L’assistenza domiciliare consente di garantire al malato una continuità assistenziale.
    Questa continuità di cure permette di usufruire di varie tipologie di intervento come il passaggio dall’ambulatorio, al Day-Hospital, al ricovero ospedaliero e all’hospice.

    Le cure domiciliari consentono di raggiungere alcuni importanti obiettivi:

    1. trattare a domicilio una patologia ematologia evitando, così, ricoveri impropri.
    2. migliorare la qualità di vita del paziente, intesa anche come recupero delle proprie attività normali e di relazione.
    3. aiutare le persone che si prendono cura del malato, mettendole nelle condizioni di sostenere il familiare da un punto di vista fisico e psicologico.
    4. permettere al paziente di accedere alle strutture sanitarie necessarie, in caso di bisogno.

    Due le tipologie di paziente anziano che richiede generalmente l’assistenza a domicilio:

    1. il paziente in fase avanzata o terminale di malattia
    2. il paziente ematologico cronico, non più autosufficiente e quindi non più in grado di eseguire i periodici controlli ambulatoriali o le prestazioni in regime di Day-Hospital.
  • il CAD e i servizi sociali

    L’età anziana è generalmente caratterizzata dall’insorgere di multipatologie croniche, e dal presentarsi di disabilità che ne condizionano fortemente i livelli di autosufficienza.

    Il CAD o Assistenza Domiciliare Integrata è un servizio che ha come scopo quello proprio di garantire l’assistenza sanitaria di base, erogata dalla A.S.L., a quei pazienti che sono stabilmente impossibilitati a muoversi.

    L’assistenza viene erogata a domicilio o presso l’istituto di ricovero, secondo un preciso piano assistenziale definito dalla ASL, fondato sul concorso del medico di medicina generale, degli specialisti, degli altri operatori sanitari.

    In campo ematologico il CAD si può occupare di quei malati che, impossibilitati dalla malattia o da altre patologie concomitanti, non possono più ricevere alcune prestazioni che altrimenti si svolgerebbero in regime di Day Hospital o ambulatoriale.

  • il medico di famiglia

    Il medico di famiglia (o medico di fiducia, medico di medicina generale, medico di base) è la persona scelta da ciascun cittadino per garantirsi l’assistenza nell’intervento sanitario di primo livello, l’assistenza all’esterno dell’ospedale.
    A differenza dello specialista, il medico di fiducia cura la salute dei suoi pazienti nel complesso, conosce ed educa i suoi assistiti alla salute.
    I medici di base hanno un ruolo chiave nella prevenzione, diagnosi precoce dei tumori, rinvio del paziente presso i centri specialistici e monitoraggio dei presidi terapeutici.
    Il medico di base ha un importante ruolo soprattutto nella cura del paziente anziano, perché deve saper discernere ed individuare le varie interazioni tra stato cognitivo, influenze psicologiche e stato delle malattie.

    In campo ematologico la funzione del medico di base può essere duplice:

    1. deve saper individuare gli eventuali problemi ematologici ed indirizzare il paziente presso centri specializzati nella cura di patologie onco-ematologiche
    2. deve poi collaborare con lo specialista nell’assistere a domicilio il malato per le sue necessità.

    Sta assumendo sempre maggiore importanza il coinvolgimento del medico di base nell'assistenza al paziente in fase molto avanzata. Rappresenta infatti un interlocutore irrinunciabile per la gestione dei problemi sanitari e psicosociali dei pazienti anziani in fase terminale.

    Il ruolo del medico nell’ambito geriatrico ematologico deve essere quello di collaborare con lo specialista ematologo, per individuare l’eventuale insorgenza di altre patologie diverse dal problema ematologico in atto.
    Deve inoltre saper indirizzare il paziente presso le strutture sanitarie più adeguate per la risoluzione dei diversi problemi di salute, considerando le diverse fasi della malattia.

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