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Storia di Chiara A.

Buongiorno a tutti,
mi decido solo oggi a scrivere la mia breve storia, meglio tardi che mai, io ci sono passata ormai qualche anno fa e grazie al cielo da 7 anni sto bene, mi sono sempre chiesta se nel mio piccolo potessi dare un contributo a chi oggi sta passando la "malattia" ma non ho fatto mai nulla per raccontare la mia storia, forse perché a suo tempo ero ancora giovane, all'epoca avevo 24 anni e dopo essere "guarita" sono ritornata nella routine del mondo, lavoro ecc.

Oggi dopo aver letto questo libro "HO IL CANCRO VADO A COMPRARMI IL ROSSETTO", ho capito che ogni esperienza vale la pena di essere raccontata ed è importante perché ogni persona vive o ha vissuto la malattia in maniera diversa......io sono stata ricoverata presso l'ospedale di Cremona, un reparto ematologico fantastico, sempre disponibile e competente nel svolgere il proprio lavoro, ma non solo, in quel periodo sono stati la mia seconda famiglia, tutt'ora ricordo con affetto i medici e infermieri..persone splendide; ricordo ancora quando il Dott. Morandi mi comunicò la malattia... come se fosse ieri... la mia prima domanda e' stata... si può curare???... non ricordo la risposta del dottore visto che ero devastata da un mare di lacrime... solo la mia famiglia sapeva fino in fondo ciò che avevo... la leucemia mieloide acuta; all'epoca non sapevo nemmeno che esistesse pensate un po'! avevo una vita normale un fidanzato un lavoro ...non credevo che potesse capitare a me.. dopotutto ero una "ragazza normale" e perché doveva capitare proprio a me? la risposta non ce l'ho... so sicuramente che aver "SCONFITTO" la malattia mi ha reso una persona migliore... molto di + di quello che sarei stata senza aver passato quel momento della mia vita.... ricordo che ad avermi aiutato nella guarigione oltre alle cure mediche è stato avere mia mamma e mia sorella ogni giorno in ospedale..a "curarmi"... ho beneficiato di tutte le coccole migliori... un portatile nuovo con chiavetta internet che all'epoca avevano costi non proprio economici, riviste di ogni tema, giochi per pc, dvd per poter passare in modo sereno il tempo trascorso in ospedale... ricordo anche che mia mamma per farmi mangiare.. mi portava il cibo cotto da casa nei termos..anche il giorno di Pasqua che per non farmi mangiare solo il cibo dell’ ospedale mi aveva portato i cappelletti!.

La prima volta che sono uscita dall'ospedale dopo il primo ciclo di cure e dopo l'esito della remissione è stato come andare sulla luna... era un giorno di primavera tantè che mia mamma per non farmi prendere freddo visto il vento mi aveva fatto mettere il piumino! a casa ci sono stata un mese per ricaricare le "pile"... ma un giorno è arrivata la fatidica telefonata dell’ospedale che attendevo per rientrare e fare le terapie di consolidamento... eseguite tutte in ricovero completo... anche il decorso del consolidamento non è stato facile.. ma come dice il proverbio CIO CHE NON TI UCCIDE TI FORTIFICA! dopo un mese circa di terapie di consolidamento aspettavo con ansia l’ esito degli esami di ruotine per verificare se potevo andare DEFINITIVAMENTE A CASA... a casa poi ci sono andata, ma per saggia prudenza dei medici.. è capitato un paio di volte, che fatta la valigia per tornare a casa, arrivata mia mamma a prendermi, il medico arriva e mi dice che è meglio aspettare ancora qualche giorno... un dramma... sei a un passo dall’ uscire e ti si chiude la porta...!

In conclusione vorrei ricordare che è importante per il paziente trovare "svaghi" durante il ricovero in ospedale....e dove le famiglie non possono arrivarci mi piacerebbe che qualche associazione si attivasse per fornire beni o servizi ai pazienti... ad esempio pc per degenti, anche cose banali, dove possibile, un massaggio, una manicure, alcune sono cose futili..se si pensa al contesto...ma credo siano altrettanto necessarie per il benessere del paziente..come il supporto psicologico, il supporto di assistenza a casa..ecc.

Ultimo appunto... in memoria di mia cugino Gianluca deceduto l' 8 settembre 2003 presso il nuovo day hospital oncologico dell’ ospedale di Cremona, assieme ai sui famigliari abbiamo raccolto fondi e realizzato un impianto di filodiffusione presso la sala delle terapie...per mantenere la memoria di Gianluca e dare un minimo beneficio a chi deve affrontare le terapie...

Chiara A.

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