area pazienti

Storie di pazienti

Foto le vostre storie

Storia di Patrizia

storia di patriziaInizia il periodo più emozionante della mia vita: finalmente sono contenta di ingrassare, i miei capelli crescono belli e vigorosi, la mia pelle è una pesca. Il mio ginecologo, il Dott. Raimondo, dell’Ospedale di Caserta, è un professionista scrupoloso: ogni mese devo andare da lui con le analisi del sangue. A parte un po’ di glicemia alta (ah, la gola!) non c’è nulla di anomalo.

Sto talmente bene da decidere di sfruttare la possibilità che la legge mi dà, di lavorare fino all’ottavo mese.
Verso il sesto mese mi viene una tosse secca fastidiosissima: per non nuocere al bambino non prendo niente.

Da quel momento aumenta l’affanno… ma tutte le donne in stato interessante sembrano delle locomotive. Agli inizi di maggio noto uno strano rigonfiamento al centro del collo, mi è comparso da un giorno all’altro. Già che vado dal ginecologo chiedo spiegazioni, lui mi manda da un endocrinologo che mi fa fare accertamenti più profondi, tra cui l’agoaspirato. Mio marito era appena partito per una conferenza a Seul. Torno dall’endocrinologo e mi faccio accompagnare da mia madre. Quando usciamo dallo studio medico lei è bianca come un lenzuolo. Il dottore le ha appena detto che ho un Linfoma Non-Hodgkins, in poche parole, un tumore. Da lì a tre giorni sono all’Ospedale di Caserta per tutti gli accertamenti del caso. La notte del ricovero c’è anche mio marito. In una settimana di biopsie (con il Dottor Raimondo sempre con me anche in sala operatoria a tenermi la mano), radiografie, consulti e markers finalmente una notizia positiva: il mio è un Hodgkins mediastinico. Il 15 Giugno siamo a Roma dal Prof. Mandelli. Con voce rassicurante il professore mi fa parlare della mia gravidanza e delle gioie della maternità. Solo negli ultimi cinque minuti mi spiega ciò che dovrò affrontare. Però mi vede forte e serena e questo è già un ottimo punto di partenza. Il 18 giugno alle 13,50 con taglio cesareo nasce Federica, 2700 g, una rosa corvina urlante… È bellissima: al solo guardarla vedo che la mia vita continua. Mi mandano via il latte due volte… Il mio ginecologo è convinto che sia una forza della natura. A detta sua era incredibile che avessi respirato con i polmoni schiacciati dalla bambina dal basso e il linfoma che premeva sul sinistro dall’alto. Dopo due settimane faccio una tac total body. Per tutta la durata dell’esame piango, avrei voluto stare con la mia bambina, allattarla e invece…

Comincio le chemioterapie con il Gruppo D di via Benevento. La prima volta ho una paura enorme. Per fortuna in sala terapia mi accoglie Paolo, un infermiere che resterà sempre nel mio cuore. Mi spiega brevemente a cosa sto per andare incontro e mi dice di chiamarlo per qualsiasi cosa, anche se mi sembra una cosa da nulla. Ogni volta che Paolo entra nella saletta è uno spasso, riesce a creare un clima disteso e le due ore canoniche di flebo in vena passano piuttosto rapidamente. Ho fatto 12 sedute di chemio, da luglio 2001 al gennaio 2002, e 34 di radioterapia presso l’Ospedale di Salerno, con il Dott. De Gennaro. Federica a giugno compirà tre anni ed è splendida, io sto bene, un po’ in sovrappeso ma sono in remissione completa e durante l’ultimo controllo mi hanno anche detto che finalmente potrò fare un altro figlio, cosa che desideravo da tanto tempo.
Porterò sempre nel mio cuore tutti quelli che mi hanno assistito e mi sono stati vicini. Sono stati davvero meravigliosi! A partire dal «mio» Dott. Raimondo, che ha coordinato tutti i miei esami. Per continuare con il personale medico e paramedico che nelle due settimane di ricovero all’Ospedale di Caserta mi ha sostenuta (ancora si ricordano di me dopo tre anni). Come dimenticare le dottoresse Anselmo, Cavalieri e Spirito del gruppo D di Ematologia Umberto I di via Benevento; come dimenticare Paolo il mitico infermiere della sala terapia e l’altrettanto mitico Prof. Mandelli con i suoi capelli candidi e i suoi occhi rassicuranti. Amo e ho continuato ad amare la vita anche durante la malattia. E proprio grazie alla malattia, oltretutto, sento di essere diventata una persona migliore, in grado di comprendere quanto spesso ci perdiamo dietro falsi e inutili problemi, mentre quelli veri, reali sono da tutt’altra parte.

Nota della redazione: contattando la Signora Patrizia per avere la liberatoria alla pubblicazione della sua storia, abbiamo appreso una felice notizia: è in arrivo un altro bambino.
Tanti auguri!

0
0
0
s2sdefault