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Il piccolo Nicolò

Francesca è un medico specialista in anestesia. Il giorno stesso in cui scopre di essere incinta di Nicolò, il papà rimane coinvolto in un grave incidente di moto le cui conseguenze cambieranno la sua vita. Nicolò è un bambino particolarmente solare e allegro.  A tre anni ha una forte influenza che non regredisce, con una tosse molto forte (successivamente gli sarà fatta diagnosi di polmonite bilaterale). È particolarmente pallido. La mamma lo porta un sabato al pronto soccorso del Centro di Ematologia del Policlinico Umberto I. Viene ricoverato immediatamente ed i medici pronunciano la diagnosi: Leucemia Linfoblastica Acuta.

A seguito dell’incidente il papà si trova ad Imola per alcuni accertamenti e la mamma parte per informarlo personalmente della gravità della situazione. Rientrata a Roma, Francesca resta con Nicolò in reparto per 43 giorni consecutivi in semi isolamento. La stanza dell’ospedale diventa la loro casa e il personale medico e gli altri pazienti la loro famiglia. Ha fatto la chemioterapia e fortunatamente ha ottenuto una risposta talmente positiva che i medici hanno deciso di mandarlo a casa per svolgere le cure direttamente a domicilio. Nicolò ora può uscire da casa e può andare di nuovo in bicicletta, giocare con i suoi amichetti. Ha sospeso di recente le cure.

La famiglia ha chiesto di essere ricevuta da Papa Francesco. L’incontro è avvenuto in forma privata a Santa Marta; il bambino ha consegnato al Papa una lettera scritta insieme ai medici che lo hanno curato.

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