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Rinascere si può...

Mi chiamo Domenica Panettieri, ho 37 anni e da circa tre anni combatto contro una Leucemia Mieloide Acuta nonostante fin dalla nascita io sia anche affetta da cecità.

Oggi sono qui però a dare prova di come si può anche sopravvivere a questi mali terribili.

Nel Marzo del 2014 ero completamente ignara dell’argomento “Leucemia”, se non per sentito dire e mai avrei potuto pensare che un giorno avesse potuto toccarmi da così vicino. In seguito, invece, ho capito che è un male terribile che tocca chiunque e in molti casi non da scampo. Inizialmente sono stata curata come da protocollo e tutto sembrava rispondere abbastanza positivamente, perché una piccolissima traccia di malattia era sempre presente.

Ringrazio comunque tutti gli ematologi con cui sono venuta a contatto perché fin da subito mi hanno chiaramente esposto le eventuali evoluzioni e conseguenze che questa malattia può portare con sé, la possibilità di un autotrapianto o di un trapianto di midollo.

Per cercare di debellare definitivamente il male, dopo una recidiva avuta nell’ottobre 2014, sono giunta al trapianto grazie all’esito positivo delle terapie. Arrivare al trapianto è state in parte positivo perché vedevo davanti a me un’alternativa, ma anche negativo perché ero cosciente che sarebbe stata l’ultima opportunità.

Dopo aver fatto un percorso di preparazione, sia farmacologica che psicologica, ho ricevuto una notizia sconfortante, ossia che dapprima erano stati trovati due donatori compatibili al 100% e dopo appena una settimana non erano più disponibili. Una delusione immensa!

Così, grazie al conforto del mio medico che mi disse “Non preoccuparti, opteremo per la semi compatibilità con tuo fratello e sono sicura che ce la farai!”, ho intrapreso anche questa tappa. Ho fortemente pregato affinché almeno mio fratello fosse idoneo per la donazione e così è stato.

Nel Marzo 2015 sono entrata nella camera sterile ed è lì che da 20 mesi posso dire di essere rinata, nonostante le difficoltà che da un trapianto midollare possono derivare.

Oggi mi sento davvero fortunata e ringrazio tutti coloro che mi sostengono e mi danno buone speranze perché come so, non posso ancora ritenermi del tutto guarita. Io però ho fede in Dio e nella ricerca. 

In questi anni ho incontrato sempre gente preparata, disponibile ed umile. Infatti, in questi casi, tali qualità sono fondamentali per aiutare chi non sta bene ad avere speranza.

Un ricordo speciale lo rivolgo a tutti coloro che ho incontrato nelle mie stesse condizioni e che pur volendo continuare a vivere, oggi non ci sono più. Ma non bisogna scoraggiarsi, i medici infatti ci ricordano sempre che ogni caso è a sé. Il mio motto è ”la vita continua, bisogna andare avanti!”.

Dalle vicende che mi sono accadute in questi ultimi anni però ho imparato tanto, e di positivo c’è anche il fatto che ho stretto tante nuove amicizie, nonostante il luogo non fosse proprio dei migliori. Io continuo a pregare per me e per tutti coloro che si trovano ogni giorno a dover affrontare dure battaglie, perché solo varcando la porta di un ospedale ci si può rendere conto di quanta sofferenza ci sia intorno a noi.

Spero che la ricerca ci sarà sempre e che ogni giorno ci sia sempre più gente che possa raccontare, come me, la sua esperienza.

Ringrazio in particolar modo il mio donatore - il mio angelo - e tutta la mia famiglia, che non mi abbandona mai; un ringraziamento speciale anche agli angeli dal camice bianche che ogni giorno lottano insieme a noi contro le malattie ematologiche.

Domenica

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