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Dopo la tempesta c’è l’arcobaleno

Il 2015 verrà ricordato come l’anno più brutto della mia vita, avevo 53 anni quando ho scoperto di avere un Linfoma NH

A settembre, facendo delle analisi di routine, mi hanno detto che avevo un problema con le piastrine.

Ho ripetuto gli esami più volte, ma il problema persisteva, anzi, ogni volta si aggravava.

Nel frattempo era uscito anche un bozzetto sull’inguine sinistro.

La mia fortuna è stata quella di avere una grande donna come amica, una dottoressa ginecologa che ha capito che non si trattava di una banalità, ma di un problema di sangue e subito mi ha portato in visita al reparto di Ematologia di Roma.

Presto mi hanno fatto tutte le analisi possibili, compresa la tac. Poi l'asportazione del linfonodo e la Pet.

Il referto è arrivato il 27 dicembre, Linfoma NH IV stadio con compromissione ossea.

Dovevo combattere un cancro e iniziare la chemioterapia.

Contemporaneamente dovevo assistere mia madre che stava morendo per un cancro al colon.

Ancora oggi mi domando come ho fatto a superare quel brutto periodo, so solo che all’improvviso sono stata pervasa da una grinta dirompente.

Dovevo farcela per me, per mio marito che non mi lasciava un attimo sola; per i miei figli che, anche se erano già uomini, non avrebbero mai voluto vedere la madre soffrire; per mia madre che se ne stava andando e non era in grado di comprendere cosa stesse accadendo ad entrambe.

Così ho cominciato la terapia i primi di gennaio 2016, la prima chemio e  tanta paura… ma è andata bene.

Mi hanno detto di tagliare i capelli perché presto sarebbero caduti.  Ricordo di aver comprato una bella parrucca e di averla fatta sistemare proprio come erano i miei capelli, anche dello stesso colore.

I giorni passavano aspettando la seconda terapia, la dovevo fare di lunedì e il giorno prima mia madre ci ha lasciato. Il lunedì alle sei di mattina l’ho salutata per l’ultima volta. Non l’ho accompagnarla nel suo ultimo viaggio perché mi aspettavano ad ematologia per fare la chemio. 

Mi ha lasciato, ma in me è rimasto tutto di lei, la sua grinta, la sua forza.

I sei mesi sono passati, sono stati duri ma sono passati.

Intorno a me tante persone, familiari presenti e non. C’è poi chi è stato presente e chi invece è scappato via.

Il 2016 ha portato la remissione, mentre il 2017 la ripresa! 

Con l’augurio che negli anni a venire sarà sempre tutto in crescita.

Paola

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