Un'amicizia contro la malattia

    Un'amicizia contro la malattia

    Non te lo aspetti a 27 anni, non lo credi possibile. E invece nell'agosto del 2018 sento pronunciare queste parole: leucemia linfoblastica acuta. Ero confusa, inizai i controlli e le terapie, poi arrivò il ricovero. E proprio in reparto ho conosciuto una grande amica: Giordana. Lei era in ospedale per un Linfoma di Hodgkin e ci hanno ricoverato assieme, nella stessa stanza. Averla accanto è stato fantastico. Gli amici che avevo prima della malattia mi hanno supportato e sono stati meravigliosi, ma come potevo spiegare a parole quello che mi stava succedendo, le ansie, le paure, il dolore, l'incertezza, la routine dell'ospedale? Con Giordana non c'era bisogno di parlare, la vivevamo assieme la nostra battaglia.

    E poi c'erano le risate, le canzoni cantate a squarciagola, le notti passate parlare, come se la malattia non ci fosse. Le Dangerous ci chiamavano, perché insieme facevamo casino ma eravamo anche una forza e i medici cercavano sempre di metterci insieme, anche durante i controlli. Mi ricordo che noi amavamo farci i selfie con i filtri più strani e io salivo in piedi sul suo letto, come se intorno non ci fosse niente, flebo, tubi e tubetti di tutti i tipi. E l'infermiera ci sgridava perché in teoria non potevamo nemmeno stare sedute sullo stesso letto, per via delle difese immunitarie bassissime. Ma poi ci lasciavano sempre fare.

    Insieme abbiamo partecipato all'iniziativa di vela terapia per pazienti ematologici organizzata da AIL, Sognando Itaca, una giornata in barca, in mare aperto insieme. Una boccata d'aria fresca, per un giorno abbiamo lasciato tutto alle spalle perché c'era il sole e c'era il mare ed era abbastanza. Insieme abbiamo affrontato il trapianto, anche se non nello stesso periodo: io ho ricevuto il midollo da mio cugino mentre a lei sono state trapiantate le proprie cellule staminali. E anche in questa fase così critica ci siamo tenute per mano. 

    Oggi sto bene mentre lei ancora sta ancora combattendo, perché i risultati non sono stati quelli sperati. Ma questo non ci ha separate: ci sentiamo tutti i giorni per chiacchierare, per farci coraggio e siamo anche uscite insieme quando i valori delle analisi erano buoni e potevamo farlo. La malattia mi ha cambiato: da una parte spesso torna forte l'ansia, la paura di dover cominciare tutto nuovamente e in questi momenti Giordana mi è di grande aiuto. Dall'altra io ho avuto una seconda possibilità e sono felice, perché non voglio sprecarla e voglio dare il giusto peso alle cose importanti. Ai pazienti voglio dire di combattere con il sorriso, come me e Giordana, perché in certi momenti nessuno può essere forte al posto nostro. Possiamo contare solo sulle nostre forze. E sugli amici, quelli veri. 

    Tania

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