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Ho vinto. E in cima alla montagna il panorama è uno spettacolo

 Chiara Moretti

 

Ciao a tutti, mi chiamo Chiara. Solo due mesi dopo la mia laurea, a Dicembre del 2016, nel periodo più intenso ma gratificante della mia vita, mi è stata diagnostica una leucemia acuta promielocitica. La vita ti riserva sempre delle sorprese ed alla soglia dei 26 anni mai avrei immaginato che il mio nuovo inizio sarebbe stato in una cameretta d’ospedale per combattere contro qualcosa di tanto grande e per me sconosciuto.

 Non è stato facile passare il resto dei mesi tra quelle quattro mura, non potendo vedere nessuno e soprattutto non sapendo cosa avrei dovuto affrontare. Ma non era il momento che il terrore prendesse il sopravvento, dovevo indossare di nuovo la mia armatura e vincere contro qualcosa che era venuto a bussare prepotentemente alla mia porta.

 A distanza di quattro anni posso dire di essere sempre la stessa Chiara, con la stessa voglia di vivere, di scoprire tutte le cose belle che la vita mi riserverà, ma con un bagaglio di “esperienza” in più. Per strada ho perso molti pezzi, i progetti fatti sono sfumati nel nulla ma, probabilmente, perché non erano fondati su qualcosa di vero. 

La malattia ti toglie tanto, ma ti dà anche tanto, ti fortifica, ti permette di avere una visione della vita completamente diversa e ti permette di capire chi è in grado di percorrere questo viaggio insieme a te. Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori perché senza di loro non ce l’avrei mai fatta, i miei parenti e tutti quegli angeli custodi (dottori/dottoresse, infermieri) che hanno reso la mia vacanza alternativa un soggiorno a 4 stelle. Ho vinto e vi assicuro che in cima alla montagna il panorama è veramente uno spettacolo!!

Chiara

 
Eppure io sto bene, voglio continuare la mia vita da sportivo anche se i globuli bianchi aumentano sono a 50.000. Io decido di tenere su tutti i fronti, come dice il mio ematologo. Continuano i controlli e i globuli bianchi arrivano a 150.000, è ora di intervenire. Io però non voglio arrendermi, faccio l'ultima Milano/Sanremo con linfonodi al collo e sotto le ascelle grossi come nocciole. 
Partono sei mesi di anticorpi monoclonali e chemio, ma durante la terapia non mollo, d'inverno monto sulla bicicletta sui rulli e pedalo tutti i giorni per 30/45 minuti. Quando arrivano le belle giornate prendo la mia bicicletta e pedalo per un’ora. Il mio ematologo si arrabbia ma io sto bene così. 
Dopo due mesi di terapie ho ripreso ad andare in bicicletta come se niente fosse successo. Oggi, nel 2019, mi presto a fare un viaggio in bicicletta di 2.200 km. Per questo voglio dire grazie a chi mi ha curato e soprattutto alla ricerca.
Walter
 
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