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Sono Tiziana, ho 25 anni e sono sopravvissuta al cancro

 

Tiziana Linfoma

 

All’età di 10 anni mi è stato diagnosticato un Linfoma non Hodgkin al IV stadio. Ricordo tutto di quegli anni perché non voglio dimenticare nessun istante, voglio ricordare che a vita mi ha dato una seconda opportunità di respirare, di amare e di continuare ad inseguire i miei sogni.

È giunto il momento di raccontare la mia storia, un'esperienza di vita che sa di coraggio, speranza, lotta e vittoria. Mi chiamo Tiziana ed ho 25 anni. Tutto iniziò nel mese di Marzo del 2006, ricordo che ebbi la febbre in occasione del mio onomastico, una semplice influenza dicevano. Col passare dei giorni i picchi febbrili serali non diminuivano ed i miei genitori, insospettiti dalla cosa, optarono per un prelievo ematico. Il 17 dello stesso mese mi fu diagnosticato un Linfoma non Hodgkin al IV stadio.

All'epoca avevo 10 anni, gareggiavo come ginnasta in competizioni regionali e nazionali e prima di quel giorno ero una bambina perfettamente in salute. Ho sempre avuto un carattere da combattente: determinazione ed ambizione le mie armi vincenti. Che c'era qualcosa che non andava lo capii subito: il via vai di parenti in casa mia, il volto cupo di mia madre e gli occhi tristi di mio padre erano per me segnali inequivocabili. Non deve essere stato facile per mia madre dirmelo, che avevo un mostro che mi stava mangiando viva, intendo.

Sono sicura che cercò per ore le parole più adatte, quelle giuste per farmi capire come sarebbe cambiata la mia vita da quel momento. Come dimenticare quelle parole che dovevano pesare come macigni. Eppure ricordo che la cosa non mi scosse più di tanto. Da quel momento cominciò la mia battaglia, quel giorno risvegliai l'indole da guerriera ereditata da mamma. Venni operata, cominciai la chemio, ed assistetti alla caduta di ogni cioccia di capelli. Ricordo che chiesi a papà di rasarli, non ne potevo più di alzarmi dal letto la mattina lasciando sul cuscino una scia di quella che ormai era diventata una peluria.

Su consiglio di mamma cominciai a tenere un diario, giorno per giorno mettevo nero su bianco le mie sensazioni, le mie emozioni, le mie paure anche se talvolta persino lo scrivere mi sembrava uno sforzo sovraumano. Continuarono i cicli di chemio, i prelievi midollari a crudo e le punture lombari. Ricordo il dolore dell'ago che penetrava nell' osso e la speranza che nutrivo ogni volta che quello strisciato fosse privo di cellule tumorali. Ricordo la pressione di papà sul mio petto, gli chiedevo di immobilizzarmi per non compiere scatti improvvisi dettati dal dolore. Ricordo tutto e ne sono immensamente grata perché non voglio dimenticare nessun istante di quegli anni. Le persone alle quali racconto la mia storia rimangono sorprese dalla tranquillità con la quale la narro chiedendomi come faccia a rivivere, anche solo con la mente, quei momenti.

A tutti rispondo che, nonostante tutto, io ero felice perché sentivo dentro di me che ce l'avrei fatta. Ad oggi non cambierei nulla del mio passato, mi ha resa la persona che sono. La vita mi ha dato una seconda opportunità ed io voglio coglierla a pieno consapevole che ogni giorno è un giorno meraviglioso perché ho l'opportunità di respirare, amare e continuare ad inseguire i miei sogni. L'esito dell'ultima P.E.T arrivò a ridosso del mio compleanno, quello fu senz'altro il regalo più bello di sempre. Avrei tant’altro da raccontare e spero che un giorno possa trovare lo strumento adatto per farlo.

Sono Tiziana, ho 25 anni e sono sopravvissuta al cancro.

 

 

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