AIL Charity Gala 2020

È in programma la seconda edizione dell' AIL Charity Gala presso Spazio Novecento. L'obiettivo è raccogliere fondi per assistere i pazienti e le loro famiglie.

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UN AIUTO CONCRETO PER ASSISTERE I PAZIENTI A DOMICILIO

L'AIL Charity Gala è un evento nato nel 2019 in occasione dei 50 anni dell’Associazione per ricordare il prof. Franco Mandelli e la sua lotta contro i tumori del sangue. La serata, che si è tenuta lo scorso 9 aprile sempre allo Spazio Novecento, ci ha dato l’opportunità di coinvolgere per la prima volta i sostenitori «storici» e i più recenti dell’Associazione in un evento benefico: una serata i che ha permesso di raccogliere fondi a favore delle cure domiciliari, uno dei principali progetti in cui è AIL impegnata e a cui il prof. Mandelli teneva particolarmente.

Dopo il successo dello scorso anno l'Associazione ha deciso di rinnovare questo appuntamento. L'AIL Charity Gala 2020 vedrà la partecipazioe Ciro Scamardella, chef del ristorante stellato Pipero Roma che cucinerà per gli ospiti della serata. Dopo la partecipazione di Tommaso Paradiso, Noemi, Federico Zampaglione, Malika Ayanne e Paola Iezzi, che hanno animato il palco nel 2019, importanti artisti italiani si uniranno ad AIL per una serata dedicata alla solidarietà che ha un unico obiettivo: migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei familiari.

Chi combatte un tumore del sangue è obbligato a seguire lunghi periodi di terapie che accrescono notevolmente il senso di disagio e di solitudine. Grazie alle cure domiciliari i pazienti possono essere seguiti a casa, circondati dall’affetto dei propri cari. Il modo più efficace per migliorare la loro qualità della vita e per aiutarli a lottare al meglio contro la malattia.

4000 ACCESSI IN PIÙ IN UN ANNO GRAZIE AD AZIENDE E OSPITI

Grazie al sostengo di 20 aziende e di 388 ospiti che hanno partecipato all’AIL Charity Gala 2019, l’Associazione è riuscita a garantire 4000 accessi a domicilio di medici ed infermieri in più rispetto all’anno precedente, un impegno che però deve continuare nel tempo. Ogni anno, infatti, tra le 20 e 30 mila persone ricevono una diagnosi di tumore del sangue e per molti di loro, in particolare gli anziani e i bambini, è fondamentale essere curati a casa e ridurre i tempi dell’ospedalizzazione.

INTORNO ALLA MALATTIA C’È UNA VITA CHE DEVE ANDARE AVANTI

Grazie al servizio di cure domiciliari finanziato dall’AIL siamo tornati a casa pur rimanendo in contatto costante con gli specialisti del reparto e non siamo mai stati lasciati soli. Ovviamente Chiara, che aveva tre anni, non poteva uscire e potevano venire poche persone a trovarla, ma il ritorno al suo ambiente familiare è stato importantissimo dal punto di vista psicologico. Il papà che tornava da lavoro, il via vai dei fratellini nelle stanze e persino l’insegnante della scuola materna che veniva a trovarci appena poteva. Tutti momenti normali e quotidiani che però le hanno dato una grande forza. 

A casa era tutto più semplice da gestire e gli interventi assistenziali erano regolati anche in base alle nostre esigenze. Non bisogna mai dimenticare che intorno alla malttia c'è una vita che deve andare avanti, quelle preziose abitudini che ci danno la forza di lottare senza mai rinunciare".

Simona, mamma di un' ex paziente pediatrica 

 

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