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25 borse di studio per corso di perfezionamento "Infermieristica in Ematologia"

Si terrà presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II per l’anno accademico 2018-19, la III edizione del Corso di Perfezionamento in “Infermieristica in Ematologia”, diretto dal professor Fabrizio Pane.

Il Corso è aperto senza limiti d’età e di cittadinanza a tutti coloro che sono in possesso di Laurea Triennale in Infermieristica o altro titolo di studio equipollente (per ulteriori dettagli consultare il bando).

La formazione è infatti uno degli strumenti previsti dal Progetto Euriclea, ideato da AIL e volto allo sviluppo di una nuova figura infermieristica che divenga punto di riferimento e di supporto clinico e psicologico costante e concreto in tutto il percorso di cura dei pazienti affetti da o da altre malattie onco-ematologiche croniche. 

Per questa edizione AIL mette a disposizione 25 borse di studio per favorire la partecipazione al Corso di Perfezionamento del personale infermieristico che opera nei Centri Ematologici di tutta italia.

Scarica il bando:

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Manifesto Alimentazione Multidisciplinare

Roma, 22 febbraio 2019

AIL, nella persona del suo Presidente - Prof. Sergio Amadori, ha firmato il Manifesto del progetto Alimentazione Multidisciplinare, patrocinato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma - OMCEO.

Il progetto ha l'obiettivo promuovere uno stile di vita salutico, etico e produttivo, specialmente tra i giovani. Verranno a tale scopo utilizzati diversi strumenti (commissioni, tavoli di lavoro, linee guida) che possano aiutare le istituzioni e tutti gli stakeholder coinvolti a perseguire l'ambizioso obiettivo della "magna salus", intesa come diffuso benessere psicofisico dell'individuo

 
 
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AIL PIANGE LA SCOMPARSA DEL PROF. LO COCO

Ci lascia un importante ematologo Italiano, Presidente del Comitato Scientifico AIL.
Grazie al suo lavoro e a quello del GIMEMA oggi la Leucemia Acuta Promielocitica si può curare senza chemioterapia.


Nato a Palermo nel 1955, Francesco Lo Coco si era laureato in medicina a Pisa nel 1981 e specializzato nel 1985 in Ematologia all’Università Sapienza di Roma con il Prof. Mandelli, uno dei suoi mentori.

Dal 1992 al 1994 è stato visiting researcher presso il Dipartimento di Genetica della Columbia University di New York, dove ha lavorato sulla patogenesi molecolare del linfomi.

Era Professore Ordinario di Ematologia e Direttore della UOC Laboratorio di Oncoematologica del Policlinico Tor Vergata di Roma, dove si occupava in particolare di caratterizzazione genetico-molecolare e terapia delle neoplasie ematologiche.

Era anche Presidente del Comitato Scientifico AIL e Coordinatore del Gruppo di Studio sulla Leucemia Promielocitica GIMEMA.

Nella sua carriera ha ricoperto ruoli di primaria importanza: era Chairman dell’Education Committee della European Hematology Association, membro dell'Editorial Board delle riviste Leukemia, Journal of Clinical Oncology ed Haematologica, dal 2000 al 2002 è stato Presidente della Società Italiana di Ematologia Sperimentale ed è stato componente della Commissione per la Ricerca Sanitaria del Ministero della Salute nel 2001 e nel 2002.

Il Professore ha firmato oltre 300 articoli originali su riviste internazionali e ha coordinato numerosi progetti di ricerca sulla genetica molecolare della Leucemia Acuta Promielocitica (LAP) e la Leucemia Acuta Mieloide (LAM).

Proprio nella lotta alla LAP il Professore ha ottenuto i maggiori successi della carriera. Nel 2013 il New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, pubblica uno studio firmato dal Professor Lo Coco e da altri importanti ematologi del gruppo GIMEMA, sulla cura di questa rara forma di leucemia senza l’uso di chemioterapici. L’impegno del Professore contro questa malattia viene premiato 2018 a Stoccolma con il Josè Carreras Award, riconoscimento istituito in onore del tenore ammalatosi di leucemia nel 1987.

Ci lascia un grande medico e ricercatore, una persona che ha lottato in prima fila non solo per guarire i pazienti, ma anche per rendere migliore la loro qualità di vita. L’AIL tutta piange una perdita che non è solo dell’Associazione ma di tutta la comunità scientifica.

“Una notizia che mi spezza il cuore. Ci ha lasciato un uno dei più grandi medici ematologi che abbia mai conosciuto, un grande uomo ma soprattutto un amico sincero. Francesco era innamorato della sua professione e l’Ematologia ha avuto un salto di qualità grazie al suo meticoloso lavoro costante. Penso a giugno scorso quando, a Stoccolma, ricevette il prestigioso premio Jose Carreras Award per gli studi che hanno cambiato la storia della Leucemia Promielocitica Acuta; se oggi infatti è una malattia che può essere curata senza chemioterapia è merito suo. Ciao Francesco, porterò con me i tanti momenti passati insieme, momenti di complicità e di confronto. Ti ho sempre stimato e ribadisco che tutta la comunità scientifica ha perso un grande protagonista”.
Sergio Amadori, Presidente nazionale AIL

“Siamo diventati uomini e stavamo appena iniziando a diventare “anziani”, e tu sei uno di quelli che aveva raggiunto meritati e prestigiosi traguardi, per molti altri invidiabili e per molti inaccessibili. Le tue ricerche erano – sono e resteranno – famose nel mondo perché il tuo nome è legato alla scoperta della prima cura per guarire una leucemia senza usare la chemio – e questo ha un valore simbolico ineguagliabile nella storia della lotta dell’uomo contro i tumori. […] Caro Francesco, ti voglio bene e mi mancherai. Ci mancherai tanto. Avremmo avuto ancora tanto bisogno di te. Ti abbraccio con tutte le mie forze, mi pento per non averlo fatto più spesso prima perché te lo saresti meritato”.
Marco Vignetti, Presidente Fondazione GIMEMA Franco Mandelli ONLUS e vicepresidente AIL (fonte sito www.gimema.it).

“Da quando sono arrivato qui in AIL, il tuo nome era nominato spesso. Ero curioso di sapere che tipo di persona fossi e quando ho avuto la fortuna di conoscerti (perché proprio di fortuna si tratta) l’ho capito. Un uomo elegante e gentile nei modi, professionale nella sostanza. Ripenso a tutti i successi che hai ottenuto e a quanti ne avresti potuto ottenere… Fare tua conoscenza mi ha arricchito professionalmente ed umanamente, eravamo tutti felici di averti a capo del Comitato Scientifico dell’Associazione, un ruolo nevralgico che ricoprivi con orgoglio e passione. Ci mancherai tanto Professore”.
Francesco Gesualdi, Direttore Generale AIL

“Un vuoto assurdo, incolmabile ed inaccettabile. Sul mio tavolo mille bigliettini: riunione con Lo Coco, ha chiamato Lo Coco, appuntamento con Lo Coco… ed ora? A fine giornata, quando compariva il numero 06 2090…. era lui, che con le sue mille idee, con il suo entusiasmo e la sua gentilezza di uomo elegante quale era… era? Ma come si fa a pensare al passato? Era? Chi? Francesco? Era? Francesco per noi… Un sarà!
Oggi, domani e chissà per quanto tempo ancora non avrò voglia di fare nulla, le scartoffie del Centro Dati mi danno fastidio… tutte tranne una: il nuovo protocollo sulla LAP che stavamo progettando. Una promessa a te, caro Francesco: lo faremo e sarà bellissimo come tu avresti voluto. Sarai sempre nei miei pensieri, ti voglio bene”.
Paola Fazi, Responsabile Centro Dati GIMEMA

“Francesco Lo Coco era per me prima di tutto un grande amico, una persona con cui ho condiviso un percorso professionale di oltre 30 anni. Abbiamo iniziato a collaborare nell’ambito degli studi GIMEMA, ci vedevamo e ci sentivamo spesso e così abbiamo continuato a fare fino a venerdì scorso. Era un uomo dotato di una grande onestà intellettuale, una caratteristica importante che rende vero un ricercatore e un medico e che non è scontato trovare nel nostro ambiente. Si perde una persona di valore incalcolabile e sono profondamente sconvolto per questa perdita”.
Fabrizio Pane, Direttore U.O. di Ematologia e Trapianti, AOU Federico II di Napoli, membro del Comitato Scientifico AIL

“Buongiorno Enrico, come va?” Nei periodi più intensi della preparazione del protocollo APOLLO era la prima telefonata della giornata. Un rito quotidiano. 
Una mattina venne al GIMEMA, era molto presto, si sedette vicino a me e mi spiegò l’APL ad alto rischio. Una lectio magistralis privata. Un privilegio.
L’ho visto all’ultimo Congresso Europeo di Ematologia ricevere un riconoscimento prestigiosissimo. Ha legato il proprio nome, per sempre, a una malattia che ha reso curabile.
Chissà a cosa pensava quando ci ha lasciati.
Enrico Crea, Centro Dati GIMEMA

Passava tra i nostri banchi,
non da professore,
da studente curioso.
Se ne va un uomo buono, umile,
elegante, rispettoso del lavoro di tutti.
Centro Dati GIMEMA

“Francesco ci mancherai tantissimo. Abbiamo perso un Amico prezioso, un grande Scienziato, un Uomo ricco di umanità, sempre disponibile all’ascolto degli altri."
Giorgina Specchia, Direttore Unità Operativa di Ematologia con Trapianto Università degli Studi di Bari e membro del Comitato Scientifico AIL

“Cari Colleghi ed Amici, ieri ci ha lasciati il Professor Francesco Lo Coco, un grande medico e ricercatore dell’Ematologia Italiana, una scomparsa prematura e drammatica. Lui ed io abbiamo sempre avuto un bel rapporto personale e mi rimane ben presente non solo la sua serietà di ricercatore e la sua personale curiosità ad esplorare, ma anche la sua cultura, il suo garbo ed il suo sorriso. Nella mia fantasia evocava il ricordo di quella nobiltà siciliana dell’800, uomini sempre colti e affidabili nei modi. È davvero inutile che io cerchi le parole che in questi momenti non si trovano mai, la morte è il “mistero” e lascia tristezza e sgomento anche a chi come noi purtroppo è costretto a frequentarla. Credo di poter mandare a nome di tutti voi un forte abbraccio alla sua famiglia che in questo momento starà vivendo ore di grande dolore. Un abbraccio a tutti voi.”
Estratto dal messaggio inviato dal Presidente della Società Italiana di Ematologia, Paolo Corradini

"Nel suo insondabile mistero, l’improvvisa morte di Francesco mi lascia solo e desolato e nello stesso tempo mi consente di ritrovarlo accanto a me - ormai libero nell’assoluto presente del Padre - con quello spirito che animava in lui l’uomo colto, gentile e signorile. L’uomo che con la sua silenziosa opera di medico e scienziato ha condotto molte ricerche biologiche e geniali e innovativi studi clinici dai cui risultati molti hanno potuto ritrovare guarigione definitiva con terapie impensabili fino a pochi anni orsono. A tal confronto, sembra poca cosa il José Carreras Award conferitogli a Stoccolma durante il congresso della Società Europea di Ematologia per il suo eccezionale contributo alla conoscenza e alla cura della leucemia acuta promielocitica. Francesco l’ha accolto con non ostentata umiltà accomunando a sé quanti con lui avevano collaborato.
Impallidiscono alla luce del suo valore i ricordi personali. Il nostro lungo viaggio assieme al ritorno da San Paolo del Brasile molti anni fa. Il suo gentile invito a unirmi a lui per la colazione nel giorno della sua premiazione. L’abbraccio spontaneo e intenso che ci siamo scambiati quando, dopo la sua lettura, molti si accalcavano per complimentarsi del prestigioso riconoscimento. L’ultima telefonata pochi giorni fa, quando ci chiedesti di aiutarti a migliorare l’informazione per i pazienti sul sito dell’AIL.
Caro Francesco, ora ci attendi lì dove speriamo di ritrovarci con quanti abbiamo amato e ci hanno amato".
Francesco Rodeghiero, Fondazione Progetto Ematologia, Vicenza, membro del Comitato Scientifico AIL

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PAPA FRANCESCO INCONTRA LA COMUNITÀ AIL

“La cura non è della malattia, ma della persona”


Sabato 2 marzo 2019 Papa Francesco ha ricevuto in udienza speciale una nutrita rappresentanza della numerosissima comunità di AIL che, in occasione dei 50 anni dalla sua fondazione, ha raggiunto la Santa Sede da tutta Italia.

Seimila volontari delle 81 sezioni provinciali, insieme a pazienti e familiari, medici e ricercatori, hanno affollato, festanti ed emozionati, l’Aula Paolo VI per incontrare il Santo Padre.

All’incontro erano presenti il Presidente Nazionale professor Sergio Amadori; il Direttore Generale; una rappresentanza dei Presidenti delle sezioni provinciali; alcuni volontari storici dell’Associazione, che con il loro infaticabile lavoro rappresentano la linfa vitale dell’AIL; molti pazienti, tra cui i piccoli Chiara e Matteo dalle cui mani Sua Santità ha accettato in dono dei disegni, e la famiglia dell’indimenticato professor Franco Mandelli, scomparso nel luglio scorso. 

 

 

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È bello ricevere, ma ancora più bello è donare

Prima dell’ingresso di Papa Francesco i ragazzi del progetto In viaggio per guarire, capitanati dalla professoressa Annamaria Berenzi, hanno raccontato l'esperienza della malattia e cosa si prova quando la vita non è più una certezza. Partiti dalla scuola in corsia degli Spedali Civili di Brescia, questi ragazzi viaggiano da più di un anno per incontrare i loro coetanei e testimoniare l’importanza della donazione del sangue o del midollo.

 

“Dal 1969 abbiamo fatto un lungo cammino, a tratti faticoso, cercando di alimentare sempre i principi ispiratori della nostra missione: il dono, l’impegno solidale concreto, la gratuità e soprattutto, l’esercizio dell’umanizzazione delle cure”. Queste le parole del professor Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL, che prima dell'arrivo del Papa, ha ringraziato gli oltre 20.000 volontari e ricordato l’importanza dell’attività svolta dall’Associazione, che da 50 anni dà ai malati nuovi orizzonti di speranza grazie al sostegno alla ricerca scientifica e ai servizi di assistenza a favore dei pazienti affetti da tumori del sangue.

 

Guarda l’intervento del Prof. Sergio Amadori

 

Alle 12:10 fa il suo ingresso il Santo Padre. Percorre lentamente il corridoio che taglia a metà la Sala Nervi, si ferma a salutare e a stringere le mani dei presenti che lo acclamano e si stringono verso le transenne. Il suo consueto sorriso scalda il cuore e, anche chi non è riuscito ad avvicinarlo, sente forte il suo abbraccio.

Poi prende la parola e si rivolge ai volontari presenti: "La Chiesa elogia e incoraggia ogni sforzo di ricerca dedicato alla cura dei più sofferenti. Con l'assistenza sanitaria vi fate prossimi a chi soffre, affinché nessuno si senta mai solo. Una delle cose che più mi ha colpito quando sono arrivato in Italia è stato il volontariato italiano. È grandioso!". Ed ha continuato: "I medici sono chiamati alla cura della persona nella sua totalità, di corpo e spirito".

A conclusione del suo intervento papa Bergoglio ha raggiunto le prime file e donato ai pazienti e bambini che lo aspettavano a braccia aperte, un'emozione che difficilmente potranno dimenticare.

"La vostra storia, le vostre opere, i risultati raggiunti da voi in questi 50 anni, siano di stimolo per migliorare la vita dei malati". 

 

Guarda l’intervento di Papa Bergoglio

Guarda le interviste

Fiorangela,volontaria

Sara, mamma di un paziente

Daniela, volontaria

I disegni dei pazienti pediatrici di tutta Italia consegnati al Santo Padre




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