Patologie e Terapie

STATO DELL'ARTE E NUOVE LINEE GUIDA DELL'EMATOLOGIA DI LABORATORIO

Gennaio 2016

Intervista a Anna Maria Cenci
Segretario Nazionale SIPMeL (Società Italiana Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio), Coordinatore Gruppo di Studio di Ematologia SIPMeL (GDSE-SIPMeL) di Castelfranco Veneto (TV)
di Francesca Romana Buffetti (Ematologia, settembre 2015)

L’Ematologia è una disciplina clinica e di laboratorio; nello studio di laboratorio si utilizzano strumenti e conoscenze classiche quali la morfologia, le misure e i conteggi degli elementi, la tecnologia. «Si può cercare di definire "ematologia di laboratorio" - spiega la dottoressa Anna Maria Cenci, Segretario Nazionale SIPMeL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio) e Coordinatore del Gruppo di Studio di Ematologia SIPMeL - quella parte di metodologie analitiche che vengono utilizzate nello studio del sangue e degli organi emopoietici, delineando così, una serie di test che devono tenere conto di tecniche, tecnologie, filosofie analitiche atte a preservare la qualità del particolare materiale biologico trattato e a mettere in evidenza le peculiarità del tessuto in studio». sipmel

Questo settore della Medicina di Laboratorio è caratterizzato da una elevata complessità, sostenibile oggi anche grazie all'avanzamento tecnologico; tale complessità è di tipo sia organizzativo che analitico e attraversa sostanzialmente tutti i percorsi diagnostici e i diversi livelli di intervento della Ematologia di Laboratorio: «In ambito tecnologico - prosegue la dottoressa - è essenziale l'apporto dell'informatica, che ha messo a disposizione dell'operatore livelli altamente significativi di facilitazioni. I percorsi diagnostici proposti si muovono verso la promozione di una richiesta di test per step successivi ragionati ed appropriati. In termini organizzativi, si tratta di prevedere collegamenti, sulla base della logica diagnostica, tra settori diversi interni o esterni al laboratorio».

Il laboratorio di ematologia, oggi, risulta essenziale e può essere usato con successo nella prevenzione di patologie ematologiche e non ematologiche, su base genetica, congenita, acquisita, nella diagnosi precoce, quando il riconoscimento di alcune anomalie può avvenire prima che ci siano segni clinici o sintomi di alterazione di tessuti e/o organi compromessi, nella diagnosi di patologie proprie del sangue, nell'impostazione di terapie (e personalizzazione delle stesse), nella valutazione della risposta terapeutica in patologie ematologiche, nella rilevazione dei danni farmacologici in corso di terapie per patologie non ematologiche.

«Nel valutare lo stato dell'arte dell'ematologia in Italia - dice Anna Maria Cenci - va tenuto conto delle differenze sul territorio nazionale circa le realtà organizzative dei laboratori clinici in generale e, conseguentemente, dei laboratori/settori di ematologia in essi presenti o ad essi collegati. La razionalizzazione della rete dei laboratori in atto è correlata alla presenza e distribuzione delle strutture ospedaliere sul territorio, al fabbisogno di assistenza a cui sono deputate, al tasso di ospedalizzazione degli abitanti afferenti in un dato territorio al singolo servizio.

Esistono, di fatto, notevoli disuguaglianze tra le regioni, con una netta tendenza attuale ai consolidamenti delle strutture, con conseguente numero diminuito di laboratori e al funzionamento dei servizi "gestiti" in rete. Tale realtà ha portato ad una drastica riduzione del numero dei laboratori nel nord d'Italia, con aumenti importanti dell'automazione e del numero di test eseguiti ("alta efficienza"). Nel sud rimane ancora la tendenza ad avere laboratori in genere di minori dimensioni, con rari rapporti di settore/rete, necessari per favorire l'operare per profili diagnostici ed avviare gli approfondimenti. Altra differenza significativa si rileva sul fronte dei laboratori privati, in alto numero al sud, mentre al nord, il privato convenzionato, accreditato e in numero ridotto, tende a lavorare in rete con il pubblico».

Le nuove linee guida in ematologia di laboratorio si muovono, quindi, su due fronti: verso lo sforzo di regolamentazione dell'attività specialistica e verso la realizzazione di modalità di refertazione soddisfacente. « Per gli operatori tutto questo si traduce nel tentativo di standardizzare le conoscenze, le terminologie e i comportamenti sulla base di un lessico comune. D'altro canto, si dibatte ormai da anni sulle modalità di espressione ed assemblaggio dei risultati in un referto organizzato, complessivo, condiviso, chiaro, che utilizzi un linguaggio "universale", verso un'armonizzazione di modalità di espressione di dati e misure che risulta particolarmente complicata in ematologia».

logo ECML'equipe di un laboratorio di ematologia rispecchia la peculiarità e la multi-professionalità del laboratorio clinico. Le caratteristiche richieste ai professionisti in esso impegnati possono variare per corso di laurea frequentato durante l'iter scolastico e per i ruoli a disposizione della struttura, ma sempre all'interno di discipline scientifiche. «La formazione deve necessariamente continuare lungo tutto il corso della carriera - conclude la dottoressa - come previsto anche dal programma Educazione Continua in Medicina (ECM), e utilizzando tutte le altre tipologie di acquisizione culturale, quali ad esempio gli stage ed i congressi, a disposizione, nell'ottica di costanti formazione e aggiornamento.

Le necessità formative di quanti lavorano nel laboratorio di ematologia, che nascono dal ruolo centrale di questo servizio nella diagnostica medica, motivano la mission formativa delle Società scientifiche in generale e della SIPMeL. In particolare, un grosso impegno viene posto nel promuovere lo studio e la conoscenza della materia all'interno e all'esterno della società, al fine di formare dirigenti di laboratorio esperti nella diagnostica ematologica e in grado di interpretare con soddisfazione un ruolo nodale nell'iter diagnostico. Ciò significa contribuire al consolidamento di alcuni contenuti essenziali quali la standardizzazione delle metodiche, all'utilizzo completo di tutti i vantaggi e i suggerimenti diagnostici della tecnologia, alla promozione dell'appropriatezza delle richieste e dei percorsi diagnostici attraverso linee guida e referti interpretativi. Tutto questo è finalizzato, in conclusione, a trasmettere, una metodologia di approccio al paziente con problemi ematologici fondata su solide basi scientifiche e comprensiva della complessità di tutti gli aspetti coinvolti».

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