Patologie e Terapie

I NUOVI TRATTAMENTI PER LA CURA DEL MIELOMA MULTIPLO

Gennaio 2016

Intervista ad Antonio Palumbo
Divisione di Ematologia Universitaria dell’Ospedale Molinette – Città della Salute e della Scienza di Torino
di Francesca Romana Buffetti (Ematologia, settembre 2015)

Tumore del sangue tra i più diffusi (dopo il linfoma non-Hodgldn), il mieloma multiplo viene diagnosticato ogni anno in Italia a circa 500 soggetti. "Si tratta di un tumore del sangue”, spiega il professor Antonio Palumbo, ematologo dell'Ospedale "Le Molinette" di Torino. “Le cellule del sangue si formano nel midollo osseo che si trova all'interno delle ossa; una volta giunte alla maturazione, vanno in circolo nel sangue. In presenza di un mieloma multiplo, la crescita delle plasmacellule, le cellule immunitarie che hanno la funzione di produrre anticorpi e difenderci dalle infezioni, aumenta a dismisura. Si passa da una percentuale dell'1-3% a valori che spesso possono superare il 50%. Questo genera una produzione di anticorpi non funzionanti, mentre la proliferazione intramidollare delle plasmacellule può determinare un'importante erosione ossea". Da qui, il dolore osseo, sintomo che caratterizza maggiormente il mieloma multiplo e la maggiore frequenza di fratture ossee spontanee.

farmaci intelligentiNegli ultimi 15 anni, all'aumentare dei pazienti affetti da questa patologia, si è accompagnato un salto qualitativo nelle aspettative di vita: "I primi miglioramenti - prosegue il professore - si sono presentati intorno agli anni sessanta, con un approccio chemio-terapico standard. Poi, in un secondo tempo, intorno alla fine degli anni novanta, con quelli che vengono chiamati farmaci intelligenti, vale a dire quegli agenti che inibiscono la crescita neoplastica, in particolare gli inibitori del proteasoma ed i cosidetti IMiDs. Fanno parte dell'ultimo gruppo la Talidomide, trattamento di prima generazione, poi sostituito dalla Lenalidomide, trattamento di seconda generazione a cui oggi si affianca la Pomalidomide". Medicinale di terza generazione, la Pomalidomide ha dimostrato non solo una rilevante efficacia, ma soprattutto un'ottima tollerabilità anche in pazienti resistenti alla Lenalidomide.

"Oltre a questo - aggiunge il prof. Palumbo - la somministrazione orale del trattamento e il suo impiego a domicilio permettono di migliorare sensibilmente la qualità della vita del paziente evitando frequenti accessi ospedalieri". Da settembre 2015, tra l'altro, la Pomalidomide sarà rimborsata dal SSN, passando da farmaco di classe C a farmaco di classe H. "L'aspetto interessante della Pomalidomide è il suo meccanismo d'azione, che ha fatto sì che la molecola fosse definita innovativa. L'attività, infatti, è su due fronti: da una parte agisce sul tumore con un'attività tumoricida, dall'altra agisce sul sistema immunitario con un'attività immunomodulatoria, così da favorire la risposta immunitaria contro le cellule tumorali".Da sottolineare, inoltre, come il mieloma multiplo si manifesti in età avanzata: "L'età mediana di insorgenza è di 70 anni - spiega l'ematologo - e circa nel 2% dei casi interessa soggetti con meno di 45 anni".

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