Anemie carenziali - Acido folico

Foto anemie carenziali acido folico

L’Acido Folico è una sostanza essenziale che nella sua forma metabolicamente attiva (tetraidrofolato) è coinvolto nei processi di sintesi del DNA.

L’uomo non è in grado di sintetizzare i folati e li deve assumere interamente dagli alimenti che li contengono, soprattutto vegetali verdi come asparagi, broccoli, spinaci, piselli e lattuga, usando l’accortezza di consumarli a crudo. Esistono anche folati che non si distruggono nella cottura poiché legati alle proteine della carne e del fegato. In ogni caso una normale dieta apporta una quantità almeno doppia rispetto alla necessità richiesta di 75-1000 μ giornalieri.

I folati sono presenti sotto forma di polimeri che, dopo un processo di digestione enzimatica, vengono resi assorbibili.

Come nella carenza di vitamina B12 è fondamentale che ci sia un corretto assorbimento della sostanza da parte dell’intestino, poichè possono nascere degli stati di carenza laddove questo non venga garantito.

I sintomi sono simili a quelli della carenza di B12, anche se in questo caso non si riscontrano i danni neurologici.

In caso di gravidanza, in particolare nel corso dell’ultimo trimestre, la richiesta di folati aumenta di 5-10 volte la norma.

Diagnosi

La carenza viene spesso messa in evidenza con il dosaggio dei livelli sierici dell’acido folico che, per quanto soggetti ad ampia variabilità, dovrebbero avere un valore compreso tra 5-15 ng/mL.

È frequente riscontrare questo tipo di carenza in caso di etilismo, dove una dieta inadeguata è associata ad un malassorbimento dovuto al danneggiamento delle cellule intestinali tipico degli etilisti cronici.

In altri casi la carenza si instaura per un malassorbimento dovuto a:

  • alterazione della normale mucosa intestinale, come nella celiachia;
  • infiltrazione della sottomucosa, come nei linfomi;
  • perdita della mucosa intestinale a seguito di interventi chirurgici.

Terapia

La terapia, che punta al superamento dello stato carenziale e al ripristino delle riserve, prevede la somministrazione di acido folinico in dose compresa tra 5-15 mg/giorno per via orale. Qualora esistano indicazioni di malassorbimento per un danneggiamento delle cellule intestinali la terapia verrà somministrata per via parenterale.

In gravidanza, a prescindere dal riscontro di eventuali carenze, una terapia di supporto con acido folico viene consigliata, in modo particolare negli ultimi tre mesi della gestazione.

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