Anemia Sideropenica

Foto anemia sideropenica

L'Anemia Sideropenica è, in assoluto, la più frequente e diffusa malattia ematologica.

La principale caratteristica di questo tipo di anemia è l’instaurarsi di una carenza di ferro (Fe), elemento essenziale per la vita. Nel nostro corpo ne abbiamo circa 4-5 grammi in condizioni normali, di cui ben 3 grammi presenti nell'emoglobina a completare una particolare struttura definita Gruppo Eme. La molecola di Fe in questo Gruppo Eme è fondamentale per la capacità di legare l'ossigeno, rendendone così possibile il trasporto a tutte le cellule del corpo.

Nella norma perdiamo una determinata quantità di ferro ogni giorno: circa 1,4 g nelle donne, 0,8 g negli uomini. Questa perdita viene reintegrata attraverso gli alimenti, ma nel caso si vada incontro ad una momentanea carenza, questa viene compensata dalla mobilitazione del Fe in riserva, immagazzinato principalmente sotto forma di ferritina.

Incidenza

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano circa 2 miliardi di persone affette da questa malattia. Una maggiore presenza è registrata nei paesi sottosviluppati, diretta conseguenza dello stato di malnutrizione della popolazione.

Diagnosi

La comparsa dell'anemia è un processo molto lento. In una prima fase vengono utilizzate le riserve di ferro (sideropenia) e quando queste terminano si instaura l’anemia vera e propria.

I sintomi tipici sono pallore, astenia, cardiopalmo, dispnea da sforzo, ma possono essere presenti anche lesioni della cute e fragilità delle unghie.

Per la diagnosi dell'Anemia Sideropenica si prendono in considerazione i valori di emoglobina, ferritina e recettore stabile della transferrina (sTFR). Quest'ultimo in particolare risulta essere molto utile nel diagnosticare degli stati di anemia anche laddove questi non siano rilevabili con il solo valore della ferritina.

Come in tutte le anemie è fondamentale, nel momento diagnostico, arrivare ad identificare le cause che sono all'origine della carenza. Tra le donne è frequente che il motivo possa essere un aumentato flusso mestruale o una gravidanza, la cui richiesta di maggiore fabbisogno potrebbe non essere adeguatamente compensata dalla dieta. Per entrambi i sessi è frequente che l’anemia sia causata da perdite di sangue del tratto gastrointestinale.

Terapia

Nella maggioranza dei casi per la terapia è sufficiente modificare la dieta in modo da aumentare l'apporto di ferro. Nei casi in cui questo approccio non si dimostri sufficiente si passerà alle somministrazioni per via orale di sali ferrosi o ferrici, a seconda della tollerabilità e della capacità di assorbimento dell'individuo.

Nei casi più gravi, come nella forma IRIDA dovuta a una mutazione genetica, si dovrà ricorrere alla somministrazione per via parenterale o, in ultima scelta, per via endovinosa nei casi in cui questa sia necessaria.

Particolarità

Siamo in grado di assorbire circa il 10% del contenuto di ferro presente negli alimenti. Il Fe non circola libero nel corpo, ma si lega a una proteina, la transferrina, che provvederà poi alla sua distribuzione ai tessuti.

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