Leucemia Linfatica Cronica

Foto Leucemia linfatica cronica

La Leucemia Linfatica Cronica (LLC) è una malattia dinamica in cui numerosi eventi biologici e genetici danno origine a un disordine linfoproliferativo delle cellule B-mature. Ad una iniziale proliferazione di cloni linfocitari segue il coinvolgimento delle strutture linfatiche che aumentano di dimensione (linfo-adenomegalia, splenomegalia).

La LLC è anche caratterizzata da una condizione di immunodepressione che favorisce l’insorgere di infezioni o complicazioni con caratteristiche autoimmuni. Possibile anche la comparsa di neoplasie secondarie.

Le cause alla base della malattia non sono conosciute e, a differenza di altre forme di leucemia, non è neanche stabilita una relazione diretta tra radiazioni ionizzanti e l’insorgenza della LLC, ma è stata osservata una possibile relazione a seguito dell’utilizzo di pesticidi nelle attività agricole. Inoltre è possibile l’esistenza di una predisposizione di tipo familiare poiché tra i familiari dei pazienti sono state riscontrate altre patologie di tipo linfoproliferativo, compresa la stessa LLC.

I meccanismi biologici alla base della progressione e proliferazione cellulare sono complessi e tuttora oggetto di studio. Anche se non è ancora definito quale sia la lesione genetica primaria da cui si origina la malattia, sono state identificate diverse alterazioni genetiche capaci di influenzare meccanismi che sembrerebbero favorire la proliferazione dei cloni, oltre che favorire meccanismi di farmacoresistenza.

È possibile che la LLC evolva in un tipo di linfoma denominato Sindrome di Richter che ricorda per le sue caratteristiche quello diffuso a grandi cellule. Questa condizione si rileva in circa il 10% dei casi ed esistono indicazioni per cui questa sindrome sembra favorita anche dall’accorciamento dei telomeri (piccole porzioni ripetute di DNA che si trovano agli apici dei cromosomi) che normalmente proteggono il cromosoma da eventi che provocano una instabilità genomica.

Incidenza

La LLC è la forma di Leucemia più frequente negli adulti e l’incidenza è stimata in 5 casi per 100.000 persone l’anno. Questo vale per i paesi occidentali poiché nei paesi orientali la malattia è molto rara e questo rafforza l’ipotesi di una trasmissione genetica ereditaria. La malattia è tipica dell’età più avanzata con il 40% delle diagnosi effettuate oltre i 75 anni solo il 15% entro i 50 anni. L’età media alla diagnosi è di circa 70 anni, con una leggera prevalenza degli uomini rispetto alle donne.

Diagnosi

La diagnosi si basa principalmente sulla valutazione numerica, morfologica e immunofenotipica dei linfociti leucemici. La malattia viene scoperta solitamente nel corso di normali analisi di routine, al riscontro di un numero di linfociti superiore alla norma ( > 5000 /μL) e in assenza di un quadro clinico sintomatico.

Successivamente a questo primo riscontro seguono la diagnosi morfologica, effettuata su striscio di sangue periferico, la caratterizzazione immunofenotipica delle cellule e le analisi FISH e molecolari.
Una procedura diagnostica così approfondita è fondamentale per la caratterizzazione della:

  • stadiazione della malattia;
  • stratificazione del rischio e prognostica;
  • programmazione della terapia.

Dal punto di vista clinico si utilizza una doppia classificazione (Rai e Binet) per definire la categoria di rischio della malattia. Nel gruppo a rischio basso, per esempio, la malattia è sostanzialmente asintomatica e/o con un minimo coinvolgimento delle strutture linfatiche. Nel rischio intermedio aumenta il coinvolgimento delle strutture linfatiche, mentre nel terzo gruppo, quello di rischio alto, si osservano anche anemia o trombocitopenia.

Prognosi e fattori prognostici

La LLC è una malattia dal decorso estremamente eterogeneo. Accanto a forme di malattia che rimangono stabili per anni, esistono anche forme aggressive che evolvono rapidamente.

Nella gran parte dei casi comunque è una malattia che progredisce lentamente e, nel caso dei pazienti più anziani (>75 anni), può essere difficile riscontrare una differenza dell’aspettativa di vita rispetto alla popolazione generale.

Alcune caratteristiche biologico-molecolari distinguono le varie forme di malattia e sono state caratterizzate lesioni molecolari nella gran parte delle LLC (circa 80%). Queste lesioni, che possono comprendere delezioni (13q-, 11q-,17p-) trisomie (cromosoma 12) e altre mutazioni, incidono direttamente sulla prognosi della malattia.

Terapia

A fronte della complessità della malattia, la strategia terapeutica non è scontata e deve essere valutata in relazione a fattori come: età e condizioni del paziente, valutazione del rischio della malattia e delle sue caratteristiche biologiche. Ad esempio nei pazienti asintomatici l’attuale propensione è quella di non trattare il paziente, mantenendolo sotto stretto controllo fino all’eventuale evoluzione della malattia.

In generale le attuali terapie di riferimento utilizzano una combinazione di farmaci e anticorpi monoclonali.

Particolarità

Quando il numero di linfociti B clonali è inferiore a 5000 /μL e non sono presenti linfonodi o organi ingrossati, ma le cellule hanno un profilo immunofenotipico compatibile con la LLC, si parla di Linfocitosi B-monoclonale. Questa rappresenta una condizione che può essere predisponente a una evoluzione in LLC.

Nelle fasi più avanzate della malattia i pazienti sono soggetti a infezioni che possono essere anche serie e recidivanti.

Infine la letteratura scientifica ci dice che per i pazienti LLC esista un rischio aumentato di sviluppare una neoplasia secondaria e che questo rischio non è correlato alle terapie ricevute.

Ricerche future

Negli ultimi anni lo scenario delle terapie si è modificato con l’avvento dei farmaci biologici. Alcuni di questi agiscono sulla catena di trasferimento del segnale all’interno della cellula. Altri agiscono inducendo la cellula malata ad andare incontro a una sorta di suicidio programmato.

Le sperimentazioni cliniche su queste molecole sono ancora in corso e in fase più o meno avanzata di sviluppo.

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