Il paziente con neoplasie ematologiche, conferenza nazionale


DAI PROGRESSI DELLA RICERCA AI NUOVI BISOGNI DEI PAZIENTI

La Cura delle malattie ematologiche ha avuto, negli ultimi anni, sviluppi formidabili tanto che si è riusciti, in molti casi e per molte patologie, ad ottenere remissioni o addirittura guarigioni fino a poco tempo fa impensabili. Questi cambiamenti così rapidi hanno cambiato lo scenario e reso necessario un nuovo approccio e un confronto continuo da parte di medici, associazioni, pazienti o istituzioni. Di tutto questo e dei progressi nella ricerca si parlerà nel corso della settimana conferenza Nazionale Il paziente con Neoplasie Ematologiche, trasmessa in streaming e aperta a tutti, un importante momento di confronto tra i vari attori coinvolti nella gestione dei tumori del sangue, per costruire risposte sempre più efficaci e a misura di persona. Il meeting è organizzato e promosso da AIL e EMN, European Myeloma Network, ed ha come presidenti Mario Boccadoro (Presidente EMN) e Giuseppe Toro (Presidente AIL)

PARLARSI PER CRESCERE ASSIEME

I medici devono tenersi continuamente aggiornati ricerca sulle innovazioni. Ogni paziente, infatti,oggi può avere un trattamento più adeguato, personalizzato e in futuro tagliato su misura per lui, ma questo richiede studio, analisi e un continuo confronto con tutte le parti in causa.

Le associazioni hanno oggi nuovi obiettivi:
• stare vicino al malato e assisterlo in ogni momento del suo percorso
• aiutarlo nel percorso di cura perché sia più facile, meno invasivo per lui e per i suoi familiari
• sostenerlo nel ritorno alla vita di tutti i giorni, nel reinserimento lavorativo, nell’informarsi sui diritti e i doveri.

Le istituzioni, se da una parte non possono che esprimere grande soddisfazione per l’evoluzione del percorso di cura, per l’eccellenza della comunità scientifica ematologica italiana e per la forte presenza dell’associazionismo, si trovano a dover fronteggiare questa continua rivoluzione diagnostica, terapeutica ed assistenziale, sia in termini di aumento della complessità organizzativa sia aggravio di costi per il sistema sanitario.

Questo nuovo scenario, anche se brevemente riassunto, non lascia dubbi sulla necessità o forse meglio sull’obbligo di creare nuovi contesti di dialogo come quello offerto dalla conferenza.

 

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