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Sportello psicologico AIL
UNO SPAZIO APERTO PER ESPRIMERE ANSIE E PAURE

La diagnosi di un tumore ematologico ha un impatto emotivo molto forte sulla vita del malato e dei suoi familiari. Un paziente e tutta la sua famiglia vengono proiettati in una realtà completamente sconosciuta, un mondo fatto di analisi del sangue, visite e numeri che è spesso difficile da gestire. Ci si trova ad interrompere il lavoro, progetti di genitorialità, a rallentare percorsi di studio, a trasformare storie di amore e progettualità affettive. Per sostenere e offrire un ascolto a chi si trova ad affrontare un periodo così complicato e impegnativo della propria vita, AIL mette a disposizione di pazienti e caregiver un servizio di gratuito di supporto psicologico telefonico attivo dalle 14 alle 17 ogni secondo mercoledì del mese.

La dottoressa Flora Gigli, psicologa clinica, psicoterapeuta e psiconcologa con un’esperienza di 15 anni in oncoematologia è l’esperta che risponde alle domande dei pazienti e ci spiega perché questo servizio aiuta ad affrontare nel modo giusto la malattia.

PERCHÉ UN SERVIZIO PSICOLOGICO TELEFONICO È UN SUPPORTO IMPORTANTE PER I PAZIENTI E LE FAMIGLIE?

Può essere difficoltoso parlare e affrontare problematiche complesse legate alla lotta contro un tumore ematologico con persone che ci sono vicine. Già dalla diagnosi la famiglia è molto turbata e spesso il paziente fa fatica ad aprirsi, a parlare delle sue paure e delle sue sensazioni per evitare di nutrire uno stato di ansia.

Dall’altra parte il caregiver, un coniuge, un figlio, una madre o un padre, tende a tenere dentro di sé una serie di preoccupazioni, di rappresentazioni mentali e anche di retaggi culturali che spesso non corrispondono a realtà per evitare di caricare di un ulteriore peso il malato.

Lo sportello psicologico telefonico, proprio in quanto lontano e distante, offre una piattaforma neutra all’interno della quale si ha il tempo di fare domande, sentendosi liberi proprio perché non si conosce la persona che si trova all'altro capo del telefono.

SECONDO LA SUA ESPERIENZA QUAL È L’ASPETTO CHE PREOCCUPA DI PIÙ I PAZIENTI E I CAREGIVER?

La paura per il futuro è l’aspetto preponderante che emerge nei colloqui sia con i pazienti che con i familiari. Spesso mi chiedono: “potrò mai liberarmi da tutto questo?’”. La sensazione è quella di avere un fardello enorme da portare sulle spalle e si teme di non riuscire a superare il senso di oppressione, a prescindere dal fatto che si guarisca o no.

Spesso la malattia viene vista come un’ipoteca sul futuro dalla quale non ci si libererà mai. Per questo è importante parlare con un esperto, che può supportare il paziente e i suoi cari nel difficile percorso di ritorno alla normalità.

QUALE CONSIGLIO DAREBBE A CHI SI TROVA A COMBATTERE UN TUMORE EMATOLOGICO ?

Il mio consiglio è: mai perdere la speranza. I tumori del sangue sono certamente pericolosi e preoccupanti ma la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante. Lavoro in onco-ematologia da più di 15 anni e mai come oggi si stanno raggiungendo dei risultati importantissimi che aprono scenari promettenti.

I pazienti devono ricordare che mentre loro fanno dei passi avanti nel loro percorso di cura, la scienza, anche grazie al sostengo continuo di Associazioni come AIL, li fa accanto a loro, offrendo degli strumenti sempre nuovi. La speranza la troviamo quindi non solo in ciò in cui crediamo ma anche all’interno dei progressi della ricerca. 

Calendario primo semmestre 2020 dello sportello psicologico AIL

 11 8 13 10  

 

 

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