Vaccino anti Covid-19: le 3 domande più frequenti di pazienti e familiari

UNA LINEA INFORMATIVA CONTINUA

Giorgina Specchia, Componente del Comitato Scientifico AIL ed per molti anni direttore del Centro di Ematologia con Trapianto Azienda Ospedaliera Universitaria - Policlinico di Bari, e Marco Gobbi, Professore Emerito di Ematologia presso Università degli Studi di Genova sono gli ematologi che in questa pandemia rispondono numero verde AIL 800 22 65 24  il lunedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 17.

In questo periodo molti dei quesiti dei malati e dei caregiver riguardano la vaccinazione anti Covid -19 e con il supporto di questi esperti abbiamo dato risposta alle tre le domande più frequenti che ci sono arrivate negli ultimi mesi sulla base delle linee guida pubblicare dalla SIE, Società Italiana di Ematologia e del GITMO, Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo.

1) La vaccinazione anti-Covid 19 è consigliata per i pazienti onco-ematologici?

Diversi studi clinici, anche della comunità scientifica italiana, hanno dimostrato che nei pazienti affetti da malattie del sangue oncologiche o sottoposti a trapianto di cellule staminali l’infezione da COVID-19 ha un decorso più severo rispetto alla popolazione generale. In questi soggetti, infatti, si registra una mortalità due volte superiore rispetto alla popolazione generale e purtroppo 4 volte superiore negli over 70. I comprovati rischi di fronte al virus COVD-19, dunque, hanno portato le principali Società Scientifiche Nazionali (SIE-GITMO) e Internazionali di Ematologia/Oncologia( ASH-ASCO) a produrre documentazioni importanti per le indicazioni della vaccinazione contro COVID-19 dei pazienti con patologie oncoematologiche.

È necessario premettere che gli studi pubblicati ad oggi e che hanno portato all’approvazione da parte degli Enti Regolatori (FDA, EMA e AIFA) dei Vaccini non prevedevano l’inclusione di pazienti immunocompromessi e/o con malattie oncoematologiche, ma è altrettanto necessario precisare che le indicazioni alla pratica vaccinale nei pazienti con malattie del sangue e sottoposti a trapianto di cellule staminali sono state ben definite da alcuni anni; infatti le linee guida raccomandano la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica e altre vaccinazioni (in base ad indicazioni specifiche da parte degli ematologi) nei pazienti con neoplasie mieloproliferative e linfoproliferative.

Pertanto considerando la comprovata elevata letalità da COVID-19 nei pazienti oncoematologici e la scarsa evidenza di presupposti biologici che facciano ipotizzare concreti effetti collaterali più rilevanti rispetto alla popolazione generale, gli Esperti Ematologi (SIE,GITMO) si dimostrano favorevoli alla vaccinazione per COVID-19 nei pazienti oncoematologici e trapiantati di cellule staminali in particolare con vaccini ad mRNA (Pfizer-BioNTech e Moderna) seguendo la ufficiale schedula vaccinale. Gli eventuali limiti in alcuni pazienti sono correlati essenzialmente solo alla presumibile scarsa efficacia più che alla presunta ipotetica tossicità e quindi con un alto rapporto beneficio/rischio.

2) Esistono ad oggi delle linee guida specifiche per le singole patologie che afferiscono al mondo dei tumori del sangue?

Il consulto con lo specialista ematologo rimane fondamentale per valutare e condividere il programma del vaccino con il singolo Paziente. La Società italiana di Ematologia (SIE) e il Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo (GITMO) raccomandano la vaccinazione per i pazienti con malattie del sangue oncologiche, non oncologiche e per i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche o altra terapia cellulare (es. CAR-T cells). Inoltre precisano che i Vaccini ad mRNA ad oggi approvati in Italia (Pfizer-BioNTech per età uguale o superiore a 16 anni e Moderna per età uguale o superiore a 18 anni) sono da preferire in tali pazienti, rispetto ai vaccini basati su vettori virali non replicanti. Il gruppo di Esperti delle due Società hanno elaborato sulla base dei dati della Letteratura Scientifica pubblicati ad oggi “indicazioni” molto utili nella pratica clinica per gli ematologi e per i pazienti riportate in sintesi qui di seguito:

  • Nei pazienti con emopatia oncologica si consiglia la vaccinazione preferibilmente all’esordio della malattia con ciclo vaccinale da completare, se possibile, almeno 2-4 settimane prima dell’inizio di una qualsiasi terapia immunosoppressiva o citoriduttiva. Tuttavia, la vaccinazione per SARS CoV-2 non dovrà rappresentare motivo di ritardo terapeutico nei casi di emopatia aggressiva che richieda trattamento urgente.
  •  L’indicazione alla vaccinazione è meno supportata, in quanto presumibilmente poco efficace, ma non controindicata, nei pazienti che sono già in trattamento con chemioterapia fortemente mielosoppressiva (p.es. chemioterapia per leucemie acute) e nei pazienti in trattamento con farmaci con azione specifica verso i linfociti B come anticorpi anti CD20 (rituximab, obinutuzumab), anticorpi anti CD22 (inotuzumab), agenti bispecifici (blinatumumab), e CAR-T dirette verso CD19 o CD22. In questi casi è preferibile rinviare la vaccinazione a 6 mesi dopo la sospensione di tali terapie. Con l’attuale assenza di dati è molto difficile dare una indicazione per coloro che assumono cronicamente inibitori del BTK o idelalisib. Comunque con il consiglio dei loro ematologi potrebbero essere vaccinati, valutando successivamente la produzione di anticorpi specifici (questi pazienti sono molti e qualche indicazione va data).
  • Nei pazienti sottoposti a trattamenti con chemioterapia moderatamente mielosoppressiva, e trattamenti prolungati con steroidi, inibitori delle tirosinchinasi, agenti ipometilanti, inibitori del proteosoma, agenti immunomodulanti la vaccinazione andrà effettuata appena possibile anche durante il periodo di somministrazione di tali terapie.
  • Per i pazienti sottoposti a trapianto allogenico le vaccinazioni sono consigliate a partire dal terzo /sesto mese dal trapianto dopo consulto con lo specialista di riferimento.
  • Nei pazienti che sono già in trattamento con chemioterapia fortemente mielosoppressiva (p.es. chemioterapia per leucemie acute) e nei pazienti in trattamento con farmaci con azione specifica verso i linfociti B o anticorpi monoclonali è preferibile rinviare la vaccinazione a 6 mesi dopo la sospensione di tali terapie.
  •  La vaccinazione per SARS CoV-2 è indicata anche nei soggetti che hanno già contratto COVID-19 in forma sintomatica o asintomatica in quanto la vaccinazione sembra migliorare l’immunizzazione derivante dalla pregressa infezione.
  • Rimane raccomandata la vaccinazione del nucleo familiare a stretto contatto con i pazienti che, per i motivi sopraindicati, non possono sottoporsi a vaccinazione o potrebbero avere una risposta immunitaria non ottimale.
  • Molti pazienti con malattie ematologiche in fase di osservazione (LLC stadio A), linfomi indolenti, MGUS o MM smouldering hanno espresso il timore che la vaccinazione possa indurre una progressione della malattia. Va ribadito che non esiste alcuna correlazione tra vaccinazione e storia della loro situazione ematologica, al contrario per loro c’è una indicazione ancora più forte se possibile, perché possono avere un deficit immunologico anche piccolo, ma comunque idoneo a produrre complicanze gravi da Covid 19.

3) Quando saranno disponibili i vaccini anti-Covid 19 per i pazienti che potranno usufruirne?

Lo scorso 9 febbraio è stato diffuso dal Ministero della Salute un documento che illustra le priorità della fase due del piano vaccinale, vale dire lo step successivo alla Vaccinazione del personale sanitario e degli over 80 che si protrarrà almeno a tutto marzo in molte regioni. In questa seconda fase i pazienti oncologici e onco-ematologici sono indicati tra i soggetti che hanno diritto ad una priorità assieme ad altri malati particolarmente fragili. Ma sulle tempistiche precise non è ancora possibile dare delle risposte definitive. Siamo a conoscenza che i Dipartimenti della Salute delle diverse Ragioni hanno acquisito tutte le indicazioni delle Società Scientifiche e Ministeriali e stanno elaborando una programmazione di vaccinazione utile per tutti i pazienti. Saranno quindi le singole Regioni, in base anche alle disponibilità delle dosi dei Vaccini ad mRNA rispetto alla platea di riferimento, a dare dei tempi di somministrazione più precisi. 

AIL Nazionale continua il suo impegno accanto ai Pazienti soprattutto in questa fase di pandemia adoperandosi ad acquisire tutte le informazioni Scientifiche, Amministrative e Logistiche utili per i percorsi di cura inclusa la Vaccinazione.

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