Uova di pasqua AIL, l’importanza di sostenere la ricerca scientifica

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In futuro non si parlerà più di leucemie, linfomi e mieloma, ma della leucemia di Maria, del linfoma di Paolo o del Mieloma di Carla. Sembra un’utopia ma questa è la direzione che sta prendendo la ricerca contro il cancro, sia che si parli di tumori solidi che di tumori del sangue. Ogni neoplasia è diversa non solo in base all’organo che colpisce, ma anche in base alle alterazioni molecolari o genetiche che la generano e che possono essere diverse a seconda del paziente. Ecco perché è superata l’idea di una sola cura che valga per tutte le persone affette dallo stesso tipo di tumore. Il futuro sono le terapie personalizzate e la medicina di precisione che hanno dato e stanno dando risultati incredibili a livello di efficacia e di durata della risposta.

Le leucemie, i linfomi e il mieloma sono malattie molto diverse tra loro, con prognosi e percorsi di cura che differiscono a volte in maniera radicale. Parliamo di patologie che non hanno un solo organo bersaglio come i tumori solidi e che spesso non prevedono la possibilità di intervenire chirurgicamente. Il che rende il percorso di cura molto complesso. Ma tutti questi tumori hanno una cosa in comune, una caratteristica che ha permesso di rivoluzionare l’approccio terapeutico.

Grazie alla ricerca si è scoperto che alla base di ogni tumore del sangue c’è una determinata alterazione genetica o molecolare che compromette il corretto funzionamento delle cellule. Questo ha portato a due grandi intuizioni:

  • ogni neoplasia ha delle caratteristiche molecolari diverse in ogni paziente, che in sostanza è ‘unico’ e come tale va trattato;
  • è possibile creare in laboratorio farmaci intelligenti che riconoscano proprio quella specifica alterazione e che quindi colpiscano selettivamente solo le cellule tumorali.
Ecco come sono nate le terapie personalizzate o di precisione in ematologia.

L'EMATOLOGIA DI PRECISIONE

Lo sviluppo di questo approccio ha portato nel tempo ad un’evoluzione e una rivoluzione nel trattamento dei tumori del sangue, anche a livello di risultati. Fino a 20 anni fa l’unica arma a disposizione di un ematologo era la chemioterapia, un mix di farmaci citotossici che impedisce la proliferazione delle cellule tumorali ma che  colpisce allo stesso modo tessuti sani e malati, con effetti collaterali molto pesanti. A differenza della chemioterapia, il farmaco intelligente o a bersaglio molecolare è invece selettivo, più efficace e molto più tollerabile. È infatti dotato di un ‘detector’  o recettore creato in laboratorio che gli permette di individuare e neutralizzare solo le cellule malate e questo si traduce in risposte migliori e più durature alla terapia e in un incremento notevole della qualità di vita del paziente.

Questi  trattamenti di precisione hanno permesso di raggiungere risultati incredibili nel trattamento di molte patologie. La Leucemia Mieloide Cronica era una malattia fatale per tutti i pazienti in un arco di 4 o 5 anni, oggi  grazie all’assunzione di un farmaco intelligente i malati hanno la stessa aspettativa di vita di un coetaneo sano; la Leucemia  Acuta Promielocitica era una malattia fulminante e solo il 20% dei pazienti superava la fase emorragica iniziale. Oggi oltre il 96% dei malati guarisce con farmaci chemio-free. Negli ultimi 10 anni la sopravvivenza dei pazienti affetti da Mieloma è raddoppiata grazie all’utilizzo combinato di diversi farmaci intelligenti.

Purtroppo per diversi tumori del sangue non sono ancora state individuate le basi molecolari o citogenetiche della malattia, per cui un approccio di questo tipo non è applicabile ancora a tutte le patologie. Per questo bisogna continuare a sostenere la Ricerca.

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