Giornata Mondiale del lascito solidale: testamenti raddoppiati dal 2018.
Il 13 settembre si celebra la giornata mondiale del lascito solidale. In vista di questa occasione il Comitato Testamento Solidale, di cui AIL è parte attiva, presenta la ricerca “Effetto domino: la generosità che muove il mondo”, realizzata da Walden Lab.
Pubblicato il: 10/09/2026
Facciamo il punto sulla cultura del lascito in Italia
"Il tempo è denaro”, recita uno dei modi di dire più diffusi. Per gli italiani, però, il tempo è “dono”: quasi una persona su due (47%) considera il tempo dedicato agli altri il gesto che più rappresenta la generosità. Una cultura della generosità che guarda anche al futuro: oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale e, tra gli over 50, il 23% prenderebbe in considerazione la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale, confermando una propensione sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, ma quasi raddoppiata nel confronto con il 2018 (23% vs 12%).
Questi sono solo alcuni dei risultati della nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma durante l'evento "Effetto domino: la generosità che muove il mondo”, promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato.
La ricerca si inserisce in un contesto in cui il lascito solidale continua a consolidarsi come una risorsa sempre più importante per il Terzo Settore. L'ultima rilevazione del Comitato Testamento Solidale dedicata alle Organizzazioni non profit aveva infatti evidenziato che, tra il 2020 e il 2024, la quota di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è passata dal 61% al 77%, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Una tendenza che trova riscontro anche a livello europeo, dove i lasciti solidali continuano a crescere.
Rimane stabile la propensione al lascito solidale, previsto dal 23% degli over 50 e quasi 8 italiani su 10 (78%) sanno di cosa si tratta.
La conoscenza del lascito solidale è ormai ampiamente diffusa. Oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscerlo: una quota pari a circa 35,4 milioni di persone, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. A questo, però, non corrisponde un'analoga familiarità con gli aspetti pratici: il 52% degli italiani si considera poco o per nulla informata sulle procedure per realizzarlo, mentre solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene.
Tra gli over 50, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione un lascito solidale: il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente. Si tratta di una propensione stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiata rispetto al 12% del 2018, a conferma di un cambiamento culturale di lungo periodo. In termini assoluti, significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dichiarano orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto attraverso un'informazione chiara e corretta.
Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi (30%), confermando come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale anche per questo gesto di generosità. A frenare questa evoluzione restano alcuni luoghi comuni. Quattro italiani su dieci (40%) ritengono ancora che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare, però, è anche la percezione di chi può scegliere un lascito solidale: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta che può riguardare tutti, segnale di una progressiva evoluzione culturale.
I volti della generosità sono solidarietà, gentilezza e condivisione. I più sensibili alla causa? I giovani.
Per gli italiani la generosità nasce prima di tutto nella quotidianità. Il 51% la associa spontaneamente alla solidarietà, alla gentilezza (40%) e alla condivisione (39%), mentre il 65% riconosce nella famiglia il luogo in cui questo valore trova la sua massima espressione. Più distanti risultano invece i contesti della vita pubblica, a conferma di come la generosità venga percepita soprattutto come un'esperienza che nasce nelle relazioni più vicine. Quando si chiede quale sia il gesto che meglio rappresenta la generosità, il tempo dedicato agli altri si colloca al primo posto (47%), seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato (43%).
Una fotografia che restituisce l'immagine di una generosità vissuta come presenza, ascolto e responsabilità verso gli altri, ben prima del contributo economico. Tra i più giovani emerge una sensibilità ancora più marcata verso la dimensione relazionale della generosità, con particolare attenzione alla gentilezza, alla condivisione, alla bontà e alla cura.
Il 70% degli italiani ha donato almeno una volta, con una preferenza alle cause della ricerca, emergenze e salvaguardia degli animali.
Questa cultura del dono si traduce anche in comportamenti concreti. Sette italiani su dieci (70%) dichiarano di aver effettuato almeno una donazione nel corso della propria vita e, nel 2026, la donazione media raggiunge i 126 euro, il valore più elevato registrato dalla ricerca. La ricerca medico-scientifica continua a rappresentare la causa maggiormente sostenuta (43%), seguita dalle emergenze umanitarie (29%), dalla protezione degli animali (21%) e dall'assistenza ai malati (20%). A guidare la scelta dell'organizzazione cui destinare il proprio sostegno resta soprattutto la fiducia (52%), seguita dalla condivisione dei progetti (41%), dall’affinità delle cause (39%) e dalle garanzie sulla gestione delle risorse (30%). Un dato che conferma come, anche nella donazione, la fiducia continui a rappresentare il principale criterio di scelta.
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