Oltre il tempo: quando un gesto diventa futuro
Pubblicato il: 24/08/2026
Ci sono scelte che cambiano la prospettiva delle cose, varcando i confini della nostra vita per continuare a fare del bene anche quando noi non ci saremo più. È il caso del lascito solidale, uno strumento capace di trasformare una decisione personale in un'opportunità straordinaria per la ricerca scientifica e per chi lotta ogni giorno contro un tumore del sangue.
Questa è la storia di due persone che non si sono mai incontrate ma unite da un filo invisibile: quella di Maria Mistrorigo e del ricercatore Gabriele Casirati.
Un testamento nato dall'amore e dalla generosità
Maria viveva a Verona, una donna coraggiosa che aveva affrontato prove durissime, tra cui la perdita del marito e dell'amato figlio. Nonostante i dolori, aveva conservato una straordinaria forza interiore e un'attenzione costante verso il prossimo. Dopo aver superato in prima persona la prova di un tumore, la sua fiducia nella scienza si era fatta ancora più salda.
Seguendo anche l'ispirazione lasciata in eredità dal figlio, che in vita aveva scelto di aiutare il sociale, Maria decise di scrivere di suo pugno le sue ultime volontà. Destinò parte del suo patrimonio ad AIL e altre associazioni e la restante parte ai nipoti. Un atto di grande responsabilità e amore civico, pensato per lasciare un segno positivo nel mondo.
Dalla decisione privata alle frontiere della scienza
Quel gesto silenzioso ha trovato una nuova casa nel 2025, grazie al lavoro della nostra associazione che ogni giorno sostiene concretamente la ricerca. Grazie al lascito di Maria siamo riusciti a finanziare una borsa di studioda 30.000 euro assegnata a Gabriele Casirati, ricercatore impegnato tra il Boston Children's Hospital e il Dana-Farber Cancer Institute.
Gabriele sta lavorando su una delle frontiere più complesse dell'ematologia: l'applicazione delle terapie CAR-T alla leucemia mieloide acuta. A differenza di altri tumori del sangue, in questo caso la sfida principale è trovare il modo di colpire selettivamente le cellule malate risparmiando quelle sane. Con il suo team sta studiando la molecola CD244 come bersaglio per rendere la cura più mirata e meno tossica.
«La ricerca è un processo, una reazione a catena in cui i risultati si legano gli uni agli altri per arrivare a grandi traguardi», racconta il ricercatore, sottolineando quanto la continuità e il supporto economico siano vitali per il lavoro in laboratorio.
Un testimone che passa di mano in mano
Maria non ha mai saputo quale studio scientifico avrebbe preso forma grazie al suo lascito. E Gabriele non incontrerà mai la donna che, con un atto di profonda fiducia nel futuro, ha reso possibile un tassello fondamentale del suo lavoro quotidiano.
Eppure, è proprio così che progredisce la scienza: non solo grazie alle intuizioni in laboratorio o all'innovazione tecnologica, ma attraverso il filo invisibile della generosità umana. Un lascito solidale dimostra che un gesto compiuto oggi può continuare a vivere e a costruire un domani senza malattia per moltissime persone.
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