Trasforma una scelta di oggi nelle cure di domani
Il futuro della ricerca lo costruiamo insieme, grazie ad un lascito testamentario ad AIL. Lo dimostra uno studio italiano sulle terapie CAR-T per la leucemia linfoblastica acuta: un esempio concreto di come i fondi raccolti grazie a questo tipo di donazione possano accendere la speranza e cambiare il destino di tanti pazienti.
Pubblicato il: 27/04/2026
Le CAR T e LLA: perché a volte la terapia non funziona?
È proprio in questo scenario che si inserisce una delle innovazioni più promettenti degli ultimi anni: la terapia con cellule CAR-T. Si tratta di una forma di immunoterapia avanzata, in cui le cellule del sistema immunitario del paziente vengono “addestrate” in laboratorio per riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Un approccio rivoluzionario che ha aperto nuove prospettive anche per i pazienti oncologici difficili da trattare.
“L’arrivo della terapia CAR-T ha rappresentato una straordinaria rivoluzione - spiega il professor Alessandro Rambaldi, membro del comitato scientifico AIL e referente delle studio - non solo per l’efficacia, ma anche per la possibilità di trattare pazienti che prima non avevano alternative.”
Nonostante gli ottimi risultati iniziali – con alte percentuali di remissione della leucemia – la sfida oggi è rendere queste risposte durature nel tempo e capire perché in alcuni casi la terapia non funziona come previsto. Per questo motivo è nato un importante studio nazionale sulla terapia CAR-T, sostenuto da AIL.
Il Prof. Rambaldi spiega il valore dello studio AIL
Il valore di un lascito solidale ad AIL
Dietro ogni progresso scientifico c’è un investimento in ricerca, strutture e competenze. È qui che entra in campo il valore di un lascito solidale ad AIL. Scegliere di includere AIL nel proprio testamento significa contribuire a lo sviluppo di progetti che migliorano le cure, offrono nuove possibilità ai pazienti e costruiscono un futuro in cui i tumori del sangue sono sempre più curabili.
Non è solo un gesto di generosità, ma una scelta che lascia un segno duraturo. Perché anche quando non ci saremo più, possiamo continuare a fare la differenza nella vita dei pazienti oncologici.