Una nuova vita grazie alle CAR-T e alla ricerca

    Ho vissuto paura, dolore, lontananza da casa e tanta incertezza. Ho affrontato la chemioterapia, le ricadute, e un trapianto CAR-T come ultima possibilità. Poi, finalmente, ho sentito le parole che aspettavo da sempre: “la PET è negativa”. Oggi so che la ricerca è vita e che va in ogni modo sostenuta. Anche scegliendo le Uova di Pasqua AIL.

    Storia di Ottavio

    Era febbraio 2023, iniziano dolori addominali e alla schiena. Penso ad un allenamento sbagliato ma il dolore non passa e una sera è talmente forte che chiamo il 118. Già con un'ecografia all'addome si notano dei linfonodi ingrossati e mi consigliano un ricovero immediato. Una TAC, una PET e la biopsia danno diagnosi chiara: linfoma non hodgkin in stato avanzato che preme su altri organi come intestino, fegato, reni.

    Il primo ciclo di chemio con R-chop mi cambia la mia vita. Stanchezza, voglia di chiudersi in casa perché ogni piccola cosa può stancarmi o farmi ammalare. Il corpo che cambia, relazioni complicate con le persone, una grande incertezza: “la vita”. Il primo ciclo di 6 chemio non va a buon fine e mi sottopongo ad altre terapie ma da ricoverato, non più in day hospital. Non cambia niente, punto e a capo.

    Unica possibilità: trapianto di cellule Car-T in una città diversa dalla mia, a circa 500 km, Bologna. Faccio tutto l’iter e il 1 gennaio 2024 ricevo il trapianto con tanta fiducia ma da ultima spiaggia. il 9 febbraio 2025, prima PET dopo il trapianto. La frase più bella della mia vita: “la PET è negativa”.

    Da allora torna il sereno. Man mano, con tutta la stanchezza del caso, sto rinascendo. Ora sono passati 2 anni, la PET sempre negativa e piano piano mi riprendo la mia vita. Devo ringraziare la ricerca, che è futuro e che è vita, e va sostenuta in ogni modo.

    Ottavio

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