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Nella sfortuna sono stata fortunata

Mi chiamo Camilla, sono nata il 23 settembre del 1998 e la mia 'storia' è iniziata a gennaio/febbraio del 2016, quando di notte ho iniziato ad accusare dei dolori strani che sono diventati sempre più intensi man mano che passavano i giorni.

Solo di notte...

Andai a fare una risonanza che risultò negativa, il dolore a fine febbraio passó e fino a giugno non lo risentii più.

In vacanza però ricomparve.

Tornata a casa dalle vacanze ho iniziato nuovamente a fare esami tra cui un'ecografia all'addome.
Referto: linfonodi ingrossati.

Era inizio luglio e quando sentii la parola “linfonodo” ho pensai subito a un tumore, ma il medico mi rassicurò dicendomi che i linfonodi si ingrossano anche solo se mangi qualcosa di strano.

Pochi giorni dopo mia mamma mi prenotò una visita all'ospedale di Padova da uno specialista, il quale mi disse che dovevo essere ricoverata una settimana per accertamenti.
Il lunedì arrivai all'ospedale e iniziarono a farmi ogni giorno esami del sangue fino al giovedì quando mi prelevarono un linfonodo dal collo.

Tornai a casa il sabato, il martedi successivo sarebbe arrivato l'esito degli esami.

Il martedì arrivò, pensavo di non aver nulla di grave, ma appena mi dissero ''Linfoma di Hodgkin'' non sapevo più cosa pensare.

Quello stesso giorno mi trasferirono nel reparto di Ematologia di Padova dove conobbi i vari dottori che mi avrebbero seguita durante tutto il percorso. Tutti provarono a tranquillizzarmi.

Successivamente ho dovuto fare le cose che, mio malgrado, ho scoperto essere di routine: prelievo del midollo, degli ovuli, mi hanno messo sul braccio il cosidetto pic, i capelli...

Avrei fatto la prima terapia il 30 Agosto.

Mentre aspettavo il fatidico giorno su Facebook vidi un post di una ragazza di 26 anni che aveva raccontato la sua storia sul giornale. Aveva vinto la battaglia contro il linfoma di Hodgkin, alla mia stessa età. E casualità, era la mia vicina di casa.

Le ho scritto immadiatamente e ci siamo incontrate per parlare.

Anche da lei sono arrivate grandi rassicurazioni, le sue parole mi ha aiutato molto.

''Nella sfortuna sono stata fortunata',' come mi disse un'infermiera il primo giorno in ospedale.

Le terapie le ho affrontate abbastanza bene non sono mai stata male, ero solo stanca e ogni tanto mi sentivo un po' annoiata e mi chiedevo: “ ma perché proprio a me?''.

In quei mesi ho rinunciato a tante cose, le discoteche ad esempio, ma non potevo frequentare posti affollati. 

Ho dovuto fare un trattamento ogni quindici giorni, per sei mesi. E sono arrivata alla fine: il 1° febbraio 2017 ho fatto l'ultimo ed ero al settimo cielo.

Non potevo credere che dopo tanti mesi avevo finalmente finito, ma non proprio del tutto, mancava la tac da ripetere dopo un mese.

Nel frattempo è arrivata la pagella del primo quadrimestre e tutti i voti erano buoni. Sono molto soddisfatta di non aver mollato la scuola!

Ho preso la teoria della patente (tra un mesetto spero di passare anche la pratica ).

Poi è arrivato il 3 marzo, il giorno della Pet-tac. Che ansia, non pensavo ad altro e speravo di aver finito per sempre.

Ed è andata proprio così, il 6 Marzo con la rimozione del pic.

Quel giorno sono rinata!

Auguro a tutte le persone che stanno combattendo un simile male di tornare un giorno a stare bene.

Siate sempre felici, anche se è dura, e circondatevi di persone a cui volete bene veramente, vi saranno di grande aiuto!

Camilla

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