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Comando io adesso, brutto mostro. Hodgkin o non Hodgkin tornerà l’arcobaleno.

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Io non ho più forze, basta amore, portami al pronto soccorso”. Mi chiamo Maria, per gli amici Maja, ho 37 anni e questa storia inizia il 25 aprile 2019, quando mi portano a fare la mia prima tac, trovando una massa di 12 cm sul mediastino. "Signora dobbiamo ricoverarla, ha una pleurite sul polmone destro, il cuore non va bene e la milza è tanto ingrossata, dobbiamo capire cosa sta succedendo”. Il mio primo pensiero? “Ma io ho un bimbo di 18 mesi, non posso lasciarlo!”.

Le lacrime che ho versato quella notte e i giorni a seguire non si potevano più fermare!! Il mondo mi è crollato addosso, dopo la perdita da pochi mesi del mio papà e subito a seguire un intervento di lobectomia a mia madre ora anche io sono malata. "Come farò? Io devo crescere il mio bambino”. Il 23 Maggio 2019 mi viene data la diagnosi: Linfoma di Hodgkin sclerosi nodulare. Il 5 giugno inizio l'abvd, la mia prima chemioterapia, perché purtroppo ne ho dovute fare tante per arrivare  a dove sono adesso. Fallisco la prima linea di terapia ma la massa per fortuna si riduce e mi permette di respirare e di riprendere in braccio mio figlio. Fallisco anche la seconda linea di terapia; i medici non si spiegano bene il motivo, mi rifanno la biopsia e il mostro si é trasformato, é diventato più aggressivo: Linfoma della grey zone. 

Mi fanno una terapia ad alte dosi massacrandomi e nel frattempo arriva anche il lockdown causa covid, tutti a casa tranne me, che faccio su e giù dall'ospedale con il mio piccolo che non vede l'ora di abbracciare la sua mamma dal colore verdastro, che vomita le medicine per combattere il mostro! Fallisco anche questa terapia e i medici mi dicono: “lei è chemio resistente, purtroppo la malattia sta avanzando, dobbiamo passare all’ immunoterapia”. Ma anche questo non funziona abbastanza.Ormai perdo le speranze e mi metto l'anima in pace: bisogna accettare ciò che nella vita non si può cambiare.

Nonostante tutto sto bene e inizio a fregarmene delle regole, porto mio figlio al mare, a fare quelle fughe che mi hanno fatto ritornare il sorriso e la voglia di continuare a lottare,cercando di regalare momenti indimenticabili cuore su cuore al mio tenero bambino, istanti solo nostri. Nel frattempo i medici mi chiamano e mi propongono di fare un trattamento con un altro farmaco. Dopo solo tre cicli, inizio a correre dietro a mio figlio senza affanno e tutti i miei cari si stupiscono di quanto io stia di nuovo bene. Da lì a pochi giorni arriva l'esito della mia prima PET quasi NEGATIVA. La gioia è infinita, finalmente uno spiraglio di luce inizia ad intravedersi in questo lungo tunnel buio.

Adesso tocca alla radioterapia fare il suo lavoro e nonostante mi abbia portato un po' di problemi al cuore con un ricovero urgente per presunto infarto, sono qui, sto bene, e sto per entrare in questa stanza sterile che mi porterà alla mia nuova vita, la mia rinascita, perché mi merito anch'io una VITA da vivere vicino alla mia briciola di uomo: Riccardo! “Se io ti ho dato la vita, cuoricino mio, tu mi hai dato la forza di non mollare mai, occhioni magici.”

Tutti ti dicono che un tumore ti cambia, sí é  vero, un tumore ti strappa i capelli con tanto dolore, ti toglie la forza di tenere tuo figlio in braccio, ti fa sentire uno schifo di donna, vergognandoti agli occhi degli altri, ti toglie la spensieratezza, ma ti regala il vero sapore della vita, emozionandoti se una coccinella ti salta addosso, ti fa avere una pace dentro quando tuo marito ti stringe la mano o quando tua mamma, vedendoti così ridotta, ti abbraccia e ti dice che sei la sua vita e di non mollare mai o semplicemente quando un infermiere del Day Hospital di ematologia ti abbraccia piangendo.

Questo è il periodo più magico dell'anno, sta per arrivare Natale, e sicuramente quest'anno non potrò aprire i regali sotto l'albero insieme a mio figlio e alla mia famiglia. Ma voglio farlo per tutti gli anni a venire.

Maria

 
 
Eppure io sto bene, voglio continuare la mia vita da sportivo anche se i globuli bianchi aumentano sono a 50.000. Io decido di tenere su tutti i fronti, come dice il mio ematologo. Continuano i controlli e i globuli bianchi arrivano a 150.000, è ora di intervenire. Io però non voglio arrendermi, faccio l'ultima Milano/Sanremo con linfonodi al collo e sotto le ascelle grossi come nocciole. 
Partono sei mesi di anticorpi monoclonali e chemio, ma durante la terapia non mollo, d'inverno monto sulla bicicletta sui rulli e pedalo tutti i giorni per 30/45 minuti. Quando arrivano le belle giornate prendo la mia bicicletta e pedalo per un’ora. Il mio ematologo si arrabbia ma io sto bene così. 
Dopo due mesi di terapie ho ripreso ad andare in bicicletta come se niente fosse successo. Oggi, nel 2019, mi presto a fare un viaggio in bicicletta di 2.200 km. Per questo voglio dire grazie a chi mi ha curato e soprattutto alla ricerca.
Walter
 
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